Copertina di Roberto Vecchioni In Cantus
primiballi

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Per appassionati di musica d'autore, fan di roberto vecchioni, critici musicali e ascoltatori alla ricerca di qualità nelle produzioni discografiche
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LA RECENSIONE

Eh, no, caro prof, questa volta non ci siamo.

E questa volta, caro prof, siamo noi a farle la nota sul registro.

Sì, perché quest'opera ci era stata venduta, in un'intervista normalmente inchinata, come figlia del coraggio, dell'incesto pericoloso ma grandioso tra la musica d'autore e la musica classica, il frutto di collaborazioni faticose, studio e anche divertimento.

Chissà cos'è, mi son detto, cominicando -povero illuso...- a godere.

E già la copertina promette bene. Confesso la mia antica debolezza per il professore dalla voce caldissima e la penna favolosa. Un Cohen un po' più secchioncello (e forse un po' meno geniale?) che da sempre seguo con affetto infinito. Ma le copertine, si sa, si girano. E davanti a certe tracklist si può anche stare male.

Ma come: un raccoltone con le solite tre, quattro cose nuove...?

Ascolto: qui ci sono piano e orchestra, ed alcuni brani son tratte da arie più o meno celebri di repertori classici, rivisitate e cantate del Nostro. Per il resto: repertorio.

Mamma mia.

Nel particolare: l'orchestra suona ovviamente bene, e ci mancherebbe..., il piano è decisamente di livello. Quel che non gira è Lui, purtroppo: canta con manierismo (i segnali ci son già da qualche disco...), il vibrato della voce è aumentato e non bene (tipico effetto anche dell'età, sia che sia voluto o naturale...), e soprattutto il nostro prof, qui, non è perfettamente intonato.

Già nel vecchio live col trio (più o meno) jazz si sentiva qualche svarione, ma la cosa, qui, complice il secchionismo e la perfezione algida d'un'orchestra, è a tratti davvero pesante.

Poi, ovviamente, non si può tacere la suprema inutilità -natalizia...- dell'opera.

Di certe canzoni non si riescono più a contare le versioni (originali, risuonate, con ospiti o senz'ospiti, con il trio jazz, con l'orchestra... eccheppalle... dobbiamo aspettarci, prossimamente, Vecchioni coi triangoli, con i cori bulgari, con gli alpini, con Cristina D'Avena, con i figli, con la banda del paese, coi pifferi?). Insomma, per capirci, cosa dà e cosa toglie l'ennesima versione di Luci a San Siro, o di Samarcanda?

Temo che ormai quest'andazzo comincia a togliere qualcosa, più che a dare...

A volte l'ascolto di opere di questo tipo solleva più di un dubbio, anche nel confronto di personaggi o artisti di cui sempre s'è avuta profonda ammirazione. Che dopo una vita di dipendenza pubblica sommata a una florida vita artistica costoro abbiano problemi economici? Che invece, come si suol dire, l'appetito venga mangiando? Che, dopo una certa età, l'ego, anziché darsi una calmata, diventi tanto grosso e incontenibile da non saper più distinguere tra il buono e il mediocre, tra la qualità e la mera quantità?

I motivi sono i più disparati, ma, sempre a mio modestissimo avviso, di quest'uscita discografica non si sentiva davvero il bisogno.

Ed il cassetto (chiuso) della memoria che certamente l'aspetta non darà alcun problema di coscienza.

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Riassunto del Bot

La recensione critica valuta negativamente l'album 'In Cantus' di Roberto Vecchioni, sottolineando il mancato equilibrio tra musica d'autore e musica classica e la poca novità. Nonostante la qualità dell'orchestra e del piano, la voce di Vecchioni appare invecchiata e manchevole d'intonazione. Il disco risulta superfluo e poco necessario nella sua discografia, suscitando dubbi sul senso di questa pubblicazione.

Tracce testi

01   Vissi D’Arte (00:00)

02   Le Rose Blu (00:00)

03   Sogna Ragazzo Sogna (00:00)

04   Viola D'Inverno (00:00)

07   L'Uomo Che Si Gioca Il Cielo A Dadi (00:00)

08   Il Nostro Amore (00:00)

09   Le Cinque Stagioni (00:00)

10   Milady (00:00)

11   Di Te (00:00)

12   A Dio (00:00)

13   La Stazione Di Zima (00:00)

14   Se Tornassi Indietro (00:00)

Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni è uno dei più noti cantautori italiani, conosciuto anche come "il Professore" per la sua attività di insegnante. La sua produzione abbraccia oltre cinquant'anni, spaziando dalla canzone d'autore più raffinata a momenti ironici, autobiografici e letterari. Tra i suoi brani più celebri: 'Luci a San Siro', 'Samarcanda', 'Elisir'. Ha vinto il Festival di Sanremo e numerosi premi alla carriera.
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