Per il tuo piacere. Potrei fare qualsiasi cosa, purchè tu sia soddisfatto. Il rock come coreografia delle proprie perversioni, il corpo ridotto a manifesto dell'eccesso. Correva l' anno 1973, ed il glam fagocitava l'attenzione di molti, con i suoi luoghi comuni portati sempre più all'eccesso, in un gioco di masochistica perversione. Venature di feticismo, lusso sfrenato ambiguità sessuale, tutti ingredienti che ritroviamo in questo secondo album dei Roxy Music, dove spicca la partecipazione di Brian Eno, divenuto ormai parte integrante del gruppo. La copertina ci introduce splendiadamente alla musica: (avete mai fatto caso che i capolavori hanno quasi sempre bellissimi artwork? Perchè gli artisti sanno molto bene in che direzione andare, hanno le idee chiare su ciò che desiderano ottenere) Sullo sfondo un notturno paesaggio matropolitano illumina una flessuosa Amanda Lear con una pantera al guinzaglio. Aprendo il disco si nota il leader Brian Ferry che la osserva divertito appoggiato alla portiera della sua lussuosissima Lincoln.
Si parte, tanto per gradire, con un capolavoro: "Do The Strand". Un piano martellato ed un sax impertinente rendono giusta cornice al cantato allucinato e autocompiaciuto di Ferry. Il brano gioca su un continuo alternarsi di batteria e piano che donano una frizzante imprevedibilità. "Beauty Queen" segue ancora questa linea, con il cantato di Ferry più languido che mai, come la migliore tradizione glam vuole. Attenzione però, i Roxy Music non si limitano mai a "manifestare" e basta, in loro c'è una sottile e tristissima autoiroinia. E' come se inghiottiti dalla dinamica dell'apparire, non ne riescano più ad uscire. Così per difendersi utilizzano due modi: declamare richieste di aiuto ( "Strictly Confidential" , ma soprattutto la strordinaria " In Every Dream Home a Heartache" ) oppure ostentare la loro mondanità ( "Edition of you" ). Come dire, visto che ci sono, tanto vale giocare fino in fondo. L' umore del disco si dipana tra questa dicotomia. Tutto, qui, è in una parola sola "ambiguità". Questa attitudine viene riassunta in modo veramante sublime dalla cavalcata di "Bogus Man", il vero capolavoro del disco. Un viaggio allucinato in una metropoli notturna, tra luci al neon e penombre d' animo, tra asfalto lucido e opaca percezione di sè, tra realtà e finzione, tra giochi proibiti e malizie di nylon e seta. A chiudere il disco ci pensa la raffinata e decadente title-track, pervasa da un senso di incompiutezza, di mistero, una melodia che ti lascia in bocca un gusto indefinibile.
I Roxy Music cercavano proprio questo, farti sentire tristemente bene.
"For Your Pleasure è un’opera alchemica dove l’Alto incontra il Basso e il piombo si trasforma in oro."
"In Every Dream Home A Heartache: un miracolo al limite del cabaret dadaista con uno degli assoli più devastanti della storia del Rock."