Copertina di Rumiko Takahashi Maison Ikkoku
London

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Per appassionati di manga e anime, lettori di storie romantiche mature, cultori della cultura giapponese, chi cerca una commedia con profondità emotiva
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LA RECENSIONE

In "Urusei Yatsura" l'universo è infinito, in "Maison Ikkoku" si limita a poche rassicuranti stanze.

Il contrasto più evidente fra l'opera di debutto della Takahashi e la successiva è dato anche dallo spazio e dalle dimensioni, emozionali soprattutto, che la caratterizzano. "Maison Ikkoku" esce nel 1980, la serie tv che tratta le avventure della Oni Lamù è ancora da venire ('81) e la sua autrice crea un lavoro differente, più intimo e con un numero di protagonisti molto limitato che si trovano ad affrontare vicende più vicine all'età della sua creatrice. Il mondo adolescenziale, sbarazzino, dei liceali di Tomobiki cede il posto a quello di un giovane studente universitario di estrazione basso borghese innamorato dell'amministratrice del suo condominio, la Maison Ikkoku. Se l'amore protagonista delle vicende di Ataru e lamù è ironico e splendidamente ingenuo nella sua leggerezza, quello tra Yosaku Godai e Kyoko Otonashi è sofferto, difficile, adulto. Rumiko Takahashi riporta in questa bellissima e piccola opera parte della tradizione giapponese in tema d'amore, sessualità e matrimonio. Riflessioni sul compromesso tra empatia e rispettabilità da trovare nel pretendente, il ruolo della donna come moglie devota e madre, l'influenza che ha il grado sociale nell'uomo che ambisce alla conquista di una compagna di un altro rango sociale. Usanze millenarie lambite in modo sensibile dallo sviluppo economico, e di conseguenza culturale, che ha segnato il Giappone nella seconda metà del '900. "Maison Ikkoku" è un'opera chiara e veloce che eredita da "Urusei Yatsura" il gusto dell'ironia genuina, mancano ovviamente le tematiche dell'assurdo che arricchiscono la comicità delle avventure dell'aliena Lamù ma in questo lavoro c'è il giusto compromesso tra serietà e commedia che rende la lettura estremamente piacevole. Non potevano infatti mancare alcune figure un po' strambe ad arricchire questo piccolo universo della Maison Ikkoku: la disinibita cameriera Akemi, il misterioso Yotsuya, il migliore amico di Godai, Sakamoto, e il rivale in amore Mitaka, bello e ricco come un Mendo cresciuto. 

Da "Maison Ikkoku" è stato tratto un anime di successo e si conclude in contemporanea con "Urusei Yatsura", nel 1987. Il confronto è impossibile, sono due opere con spiriti diversi, forse la prima è più amata dal pubblico femminile ma entrambe godono di un successo ancora oggi molto vivo.

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Riassunto del Bot

Maison Ikkoku, opera del 1980 di Rumiko Takahashi, si distingue per un approccio più intimo e adulto rispetto a Urusei Yatsura. La storia d'amore tra Yosaku Godai e Kyoko Otonashi esplora temi di maturità, compromesso sociale e tradizioni giapponesi. La commistione di ironia e serietà crea un racconto coinvolgente e piacevole. Il manga ha dato vita a un anime di successo mantenendo un seguito ancora vivo.

Rumiko Takahashi

Rumiko Takahashi (Niigata, 10 ottobre 1957) è una delle più celebri mangaka giapponesi. Debutta nel 1978 con Urusei Yatsura, a cui seguono Maison Ikkoku, Ranma ½ e Inuyasha. Ha ricevuto il Grand Prix d’Angoulême (2019) ed è nella Will Eisner Hall of Fame (2018).
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