Il cacciatore del titolo, inizialmente assoldato dalla regina, prende le parti di Biancaneve, insegnandole un unica mossa per difendersi (che non faremo fatica a capire contro chi verrà utilizzata). Anche la rivalità a suon di primi piani per capire chi sia la più bella, se Biancaneve o la regina, non va a segno; nessun reale scontro tra le due; scene d'azione ridotte all'osso, ed effetti speciali ineffettivi. Una produzione che si regola su un regime molto elementare (non fastidioso, intendiamoci), che semplicemente non cattura l'attenzione, se non forse dei più piccoli. Un finale scontato come raramente si era visto non fanno altro che deludere definivamente le premesse e il potenziale molto grande del progetto; che indubbiamente non fa il minimo tentativo di sganciarsi da formule già testate e di sicuro riscontro come appunto Alice o Twilight o Harry Potter. La stessa Stuart aveva recentemente partecipato a "Zathura", dagli incassi molto ridotti, ma che aveva saputo riportare alla mente i film fantasy degli anni ottanta.
Non rimane che sperare, almeno per me, nel pressoché omonimo predecessore (di un paio di mesi), dove era invece Julia Roberts.