Un consiglio per chi pensa che il power metal sia un genere esclusivamente riservato a band finocchie-festaiole come una sorta di Cugini di Campagna in gita in Germania, oppure a gruppi barocchi, orchestrali, pomposi e stufanti: ascoltate questo disco. Anno 2005: Thomen/Thomas Stauch, poderoso batterista dei Blind Guardian, che si era probabilmente stufato di accompagnare la musica iper-sinfonica delle ultime uscite dei colleghi bardi e, a causa disturbi come conati di vomito, flatulenze e irrefrenabili stimoli diarreali, lasciò nel 2005 la band per tornare a suonare il power-speed diretto, veloce, crudo, martellante, e anche melodico ma non in eccesso, che tanto lo gasava quando suonava nel periodo d'oro dei Guardian. Così il nostro eroe chiama a sé Piet Sielck e Yenz Leonhardt , rispettivamente chitarrista e bassista degli Iron Savior (una band di duro power-metal nella quale ha militato tra l'altro il mitico Kai Hansen, e che naturalmente consiglio a tutti di ascoltare) e 2 giovanotti svedesi provenienti dai Persuader: Jens Carlsson, cantante, ed Emil Norberg altro chitarrista. I ragazzi lavorano sodo e in poco tempo sfornano questo eccezionale album: Dreamland Manor. Il sound viene accostato da molti dei pochi che conoscono l'esistenza di questa band a quello dei Blind Guardian anni '90 e alcuni di questi critici accusano i componenti del Circo Selvaggio di essere solamente una fotocopia della band teutonica . Effettivamente si fatica a distinguere il cantato di Jens Carlsson da quello del ben più famoso Hansi Kürsch e certi riff e cori rievocano sicuramente alla memoria dischi come Immaginations From The Otherside, ma non per questo l'album deve essere malgiudicato. Se i Bardi di Krefeld avessero pubblicato questo disco al posto di A Twist in the Myth in molti avrebbero gridato al capolavoro e non li avrebbero accusati di essere una band in declino. In Dremland Manor infatti tutte le canzoni, alcune più altre meno, sono godibili e non è presente alcuna pecca o caduta di tono che non permetta di dare le fatidiche cinque stelline all'album. Tra le 9 canzoni segnalo queste come le migliori: Evil Eyes, la track d'apertura, veloce, aggressiva e mai banale supportata da un fantastico lavoro di batteria, Between The Devil And The Seas e Tomorrowland, che oltre al solito andamento power-speed contengono dei cori veramente eccezionali per melodia e potenza vocale espressa, ed infine consiglio anche Beyond Reality, la ballad del disco, melodica e coinvolgente.
In conclusione spero di avervi consigliato un buon disco e, a dio piacendo, arrivederci alla prossima recensione.