Copertina di Shigeko Kubota Vagina Painting
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Per appassionati di arte contemporanea, studenti di storia dell’arte, femministe, ricercatori di performance art e cultura giapponese
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LA RECENSIONE

"Sola con su spiritu, sola con suo amor el mar".

Fino agli anni '40 le donne non votavano, non potevano accendersi sigarette in pubblico, dovevano stare a casa a fare la calzetta, loro, la razza superiore, in grado di mantenere la specie, coltivarla in grembo per nove mesi per poi donare la vita.

Le performancès artistiche di cui si ha notizia sono quelle che sono risultate vicine ai mezzi di informazione, sappiamo poco di azioni come quella di Thomas Ruller che nel 1988 si diede fuoco a Praga, se ne sappiamo è solo perchè dopo la censura politica del regime comunista, tutta l'arte "non ufficiale" ha visto nella performance un mezzo rapido e duttile capace di sbalordire e non lasciar prove in un clima clandestino.

Il rapporto io e gli altri diventa drammmatico attorno al tema dell'emancipazione femminile, nuovo capitolo della performance.

Immagine: Keep on rising.

Dal Giappone dei samurai e delle facce una uguale all'altra, proviene Shigeko Kubota che utilizzando l'eredita' del Gutai insieme a quella di Fluxus, dipinse pubblicamente, davanti a critici bigotti e spettatori incuriositi, su di un supporto orizzontale, accovacciata, guidando un grosso pennello con la vagina.

"VAGINA PAINTING", 1965, NEW YORK

E' in fondo un gesto goliardico, un gesto che si accompagna ai gesti di Ana Mendieta, Valie Expert, Gina Pane, Marina Abramovic.

Il corpo in quanto tale, un'esibizione narcisistica e originale che ribalta i canoni estetici dell'arte moderna che rischia di tuffarsi troppe volte nella retorica, infine la mia ispirazione è a una società matriarcale, solo chi ha provato su ste stessa cosa è dare la vita può aspirare a prendere delle decisioni giuste.

Immagine: Fazzoletti bianchi e labbra carnose, pennelli appiccicaticci. 

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Vagina Painting' di Shigeko Kubota, una performance del 1965 che coniuga l’eredità di Gutai e Fluxus per ribaltare i canoni estetici e riflettere sull’emancipazione femminile. L’opera, un gesto audace e provocatorio, mette in luce il rapporto profondo tra corpo e arte, inserendosi nel contesto più ampio delle lotte sociali per i diritti delle donne e della libertà espressiva nella performance art.

Shigeko Kubota

Artista giapponese, pioniera della videoarte e delle performance, associata al movimento Fluxus. Nota per opere performative come Vagina Painting (1965).
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