Copertina di Short Fuse What Still Remains
Sheep

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Per appassionati di hardcore, fan della scena musicale romana e italiana, amanti di band emergenti e sonorità intense
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LA RECENSIONE

Roma in fatto di hardcore ha da sempre una marcia in più, nonostante collettivi sempre sul pezzo come quello di Milano e Bologna. Moltissime infatti le band capitoline che in un modo o nell'altro sono riuscite a emergere, sino a diventare nomi gettonati anche al di fuori dei confini nazionali (esempi recenti To Kill e Strength Approach), speranza che ripongo anche nei Short Fuse, attivi dal 2014 con un demo e un EP all'attivo. Proprio di quest'ultimo andrò a parlare in queste righe, un mini decisamente robusto sia nel numero di brani presenti (sette) che nell'approccio. I Nostri infatti ricalcano quello che Bridge Nine ha sdoganato negli ultimi anni in fatto di hardcore, ossia brani che raramente vanno a superare i tre minuti e che puntano tutto sull'adrenalina, viaggiando spediti su un binario che per forza di cose punta molto sul lato "heavy" in fatto di sound e su un cantato "in your face" perfettamente interpretato in quest'occasione dal loro frontman Andrea. Artisti come Bane, Comeback Kid, Have Heart e Champion sono senz'altro i punti di riferimento artistici dei Short Fuse, cosa abbastanza normale se si va a seguire questo filone musicale tendente a dare il meglio di sé in sede live. Un disco piacevole che merita l'attenzione di chi fa dell'hardcore la propria fede in tema di musica.

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Riassunto del Bot

I Short Fuse, band hardcore romana attiva dal 2014, presentano l'EP 'What Still Remains', un lavoro robusto e carico di adrenalina. L'album si ispira ai grandi nomi internazionali dell'hardcore, concentrandosi su brani veloci e un sound heavy. L'energica interpretazione del frontman Andrea rende il disco piacevole e degno di attenzione per gli amanti del genere.

Short Fuse


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