Copertina di Shriekback Oil And Gold
egebamyasi

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Per appassionati di musica alternativa, funk, elettronica e anni '80, amanti di sonorità sofisticate e ritmi ballabili
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LA RECENSIONE

Correva l' anno 1982 e Barry Andrews alle tastiere( ex XTC ), Dave Allen ( mitico bassista dei primi due album dei Gang Of Four ) e Carl Marsh al canto formarono gli Shriekback. "Oil And Gold" è il loro terzo LP, ed è ormai diventato un classico. Dieci brani di hard-funky mescolati ad altri rallentati ed atmosferici. Il tutto condito da tastiere decadenti e stranianti, talvolta di gusto orientale. Da questo punto di vista, gli Shriekback potrebbero essere accomunati ai Japan. Il loro sound era più ballabile del gruppo di Sylvian, ma soprattutto si tingeva di tanto in tanto di soul per la presenza di morbidi cori femminili, ma l' interpretazione estetizzante del rock mostra diversi punti di contatto. Soprattutto l' uso dell'elettronica, risulta nei brani rallentati molto simile alle visioni notturne di Richard Barbieri.

L' iniziale "Malaria", nota nei club più alla moda in quel periodo, è una valanga entusiasmante, un trascinante funky ultra-ballabile per il canto di Marsh, che duetta con un coro gospel femminile. L'elettronica è sempre molto presente e si amalgama splendidamente con le distorsioni chitarristiche. Senza dubbio un gran pezzo.
La seguente "Everything That Rises Must Converge" non lascia certo il tempo di rifiatare, insinstendo su figure di basso metalliche e spigolose. Inutile dire che l'asse portante di questi art-funk è la sezione ritmica, poderosa come poche, presente e incisiva.
Ma come già anticipato sopra, il disco vive anche di momenti atmosferici, l'esempio migliore dei quali è la lunga ballata di "This Big Hush", 6 minuti di splendido onirismo. La voce di Marsh si fa calda e sensuale, e recita il suo salmo accompagnata da una languida voce femminile. Sullo sfondo un tappeto elettronico nebbioso si stende seducente, accompagnato da rintocchi lenti di drum machine. Uno dei brani più suggestivi del suo decennio.

La danza araba di "Hammerheads", segnata da ronzii di zanzare elettroniche e da percussioni caraibiche rappresenta l'ibrido tra i loro " lenti " e le loro sfrenate pulsioni funk, che completa un disco importante, ben suonato, coinvolgente e alcune volte surreale. Un linguaggio che ha portato il ballabile su alte vette e rimarrà uno splendido esempio di art-funk. Consigliato.

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Riassunto del Bot

Oil And Gold, il terzo LP degli Shriekback del 1982, è un album classico di art-funk che unisce ritmi hard-funky a momenti atmosferici e sonorità elettroniche. Il disco si distingue per la sezione ritmica potente e le tastiere decadenti, con brani iconici come 'Malaria' e 'This Big Hush'. Il sound richiama influenze come Japan e Gang Of Four, risultando allo stesso tempo ballabile e sofisticato. Un album consigliato agli appassionati di musica alternativa e funk sperimentale.

Tracce testi video

01   Malaria (04:29)

02   Everything That Rises Must Converge (04:02)

03   Fish Below the Ice (04:24)

Leggi il testo

04   This Big Hush (06:11)

05   Faded Flowers (03:44)

07   Only Thing That Shines (04:23)

08   Health and Knowledge and Wealth and Power (04:45)

09   Hammerheads (04:17)

10   Coelocanth (04:13)

Shriekback

Shriekback è una band inglese formata da Barry Andrews, Dave Allen e Carl Marsh. Sono noti per la fusione di funk, elettronica e atmosfere post-punk.
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