Copertina di Springhouse Postcards From The Artic
Armand

• Voto:

Per appassionati di dream rock e pop raffinato, giovani adulti, ascoltatori indie alla ricerca di atmosfere rilassanti e nostalgiche
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LA RECENSIONE

Ma dai che è un gioiellino 'sto disco suonato morbido e dinamico. E quando la raffinatezza di un paio di pezzi approccia ad un estetico abbiocco, parte la terza traccia che ci fa ricavalcare freschi desii.

Un dream rock, più che pop, e le canzoncine nella loro apparente semplicità funzionano: ecchecavolo!, quando ci vuole, ci vuole. Un melenso scoppiettante porta refrigerio dalle tanto amate cacofonie post quellochevipare che di solito girano sul piatto del sottoscritto.

Il rilassamento mai abbassa la palpebra e il buon segno di una presenza pacata vitaminizza coesione di ricordi di gioventù senza rimpianti perché continuiamo a sentirla viva in noi. Sono i ragazzi belli, gentili e educati della porta accanto.

E facciamocela quest'immersione in fluidi pop rasseneranti e rigeneranti. 'Sti giovani parlano poco ma ficcano tanto...

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Riassunto del Bot

L'album 'Postcards From The Artic' di Springhouse è un gioiellino di dream rock che unisce morbidezza e dinamismo. Le canzoni, semplici ma efficaci, rilassano senza annoiare, portando una ventata di freschezza e ricordi di gioventù. Una proposta musicale elegante e rigenerante, ideale per chi cerca atmosfere pacate ma vitaminiche.

Springhouse

Nelle recensioni di DeBaser Springhouse viene descritto come "dream rock, più che pop"; l'album recensito è Postcards From The Artic, apprezzato per atmosfere morbide e dinamiche.
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