Copertina di Starsailor Love Is Here
Brahms

• Voto:

Per appassionati di britpop e rock inglese, amanti di album intensi e ricchi di emozione, fan di musiche malinconiche con speranza.
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LA RECENSIONE

Il disco che mi accingo a recensire è l'opera prima di un gruppo, gli Starsailor, nati nel periodo in cui il britpop aveva già dato l'impressione di essere un fenomeno morto e sepolto. Alcuni lavori degli Oasis, anche se il loro stile sarà cambiato, smentiranno tutto ciò, ma il periodo era fecondo per la nascita di nuovi gruppi apparentemente in contrasto con il britpop; fatto sta che il valore di alcuni di questi gruppi, come gli Starsailor, è stato davvero notevole.

Ingiustamente, a parere di chi scrive, meno osannati dei Coldplay, rispetto ai quali sono superiori, gli Starsailor dettero vita a questo "Love is Here" che raggiunge vette di oggettivazione espressiva veramente straordinarie. Si tratta di un opera che alterna momenti di desolazione ad altri di inopinata speranza: questo contrasto è, a mio avviso, il punto di forza dell'album, insieme alla già citata capacità di oggettivare le sensazioni che i brani ci offrono. L'apertura è affidata all'ambiguità di un giro di chitarra acustica veramente riuscito, che sa al tempo stesso di tristezza e speranza... poi entra il cantato di James Walsh, la voce del gruppo e ottimo interprete. Il brano cresce con una precisione impeccabile e sfuma alla fine in una pulsazione che ricorda un treno che si allontana nella notte. E' notevole la tensione spirituale che si respira in tanti brani soprattutto in uno dei vertici assoluti del disco, ovvero quella "Lullaby" in cui è inarrivabile la capacità di dominare e oggettivare l'espressione: il solito arpeggio iniziale apre un mondo di disperata nostalgia, sembra di trovarsi in un quadro di Renoir, fatto di giardini e bimbi che giocano. Ascoltate la perizia con cui sono inseriti i tocchi di piano. Verso la fine il brano si rabbuia come in un'ombra spettrale: è un impeto di tristezza quello che ci assale, ma presto si dissolve e torna la speranza. Un capolavoro.

La stessa potenza espressiva si mantiene in tutta la parte centrale e dopo la malinconia di "Way to Fall" e "Fever" in cui si tocca il fondo emotivo, si riaccende la speranza in "She Just Wept". Sembra di sostare davanti a un tabernacolo al margine di una stradina di montagna o davanti a una finestra coperta di brina in una casetta di contadini... Questo prepara la strada alla catarsi degli ultimi quattro brani; un sequenza mozzafiato aperta dall'angoscia di "Talk Her Down" che piomba nel gelo di "Love is Here": ci si chiede veramente dove sia l'amore in questo brano eppure il suo incedere maestoso e l'organo liturgico che domina veramente il pezzo insieme all'acustica, ci fanno pensare che l'amore in fondo sia nelle piccole cose, senza andare a cercarlo chissà dove. Il dubbio rimane insieme all'organo che sfuma... un attimo di silenzio... e parte la potenza del vertice finale dell'album. Con "Good Souls" il dubbio si dissolve, l'amore è davvero qui, intorno a noi, nelle piccole cose di tutti i giorni, nel cuore delle "Anime Buone". L'incedere del pezzo è spettacolare, sostenuto da una batteria precisa come un metronomo, la forza espressiva raggiunge inopinate lontananze, come il binario lanciato verso il tramonto sulla copertina dell'album.

Ma il cammino dell'amore è duro, la chitarra e il cantato di "Coming Down" ce lo ricordano suggellando un'opera dalla rara capacità di parlare a tutto il nostro essere.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'album d'esordio degli Starsailor, "Love Is Here", nato in un periodo post-britpop. L'opera alterna momenti di malinconia e speranza, con una forte capacità di espressione emotiva. La voce di James Walsh e la produzione musicale sono descritti come precisi e profondi. I brani chiave come "Lullaby" e "Good Souls" sono evidenziati come vertici emotivi quasi pittorici. L'album viene considerato un capolavoro sottovalutato, superiore ai contemporanei Coldplay nel trasmettere emozioni.

Starsailor

Starsailor è una band inglese di Chorley (Lancashire), formata nel 2000 e guidata dal cantante e chitarrista James Walsh, con James Stelfox, Barry Westhead e Ben Byrne. Il nome viene dall’album Starsailor (1970) di Tim Buckley. Hanno esordito con Love Is Here (2001) e sono noti per ballate intense e melodie dal taglio britpop/indie.
14 Recensioni

Altre recensioni

Di  enryka

 Già le prime note dell’album presentano una notevole malinconia, quella malinconia che giunge in una piovosa giornata d’inverno, quella malinconia che culla l’anima trasportandola in un’altra dimensione.

 Ascoltando questo album ci si riconcilia con il mondo, con l’intero universo proprio perché esiste una grande certezza: l’amore è qui.


Di  ocipuk

 “Love is here è un capolavoro senza mezzi termini, senza etichette, un disco dove gli stili si mesciano ma i suoni non si impastano mai.”

 “Devi fermarti davvero a respirare per capire che ciò che stai ascoltando sia vero, perché sei solo alla quinta traccia, ma le emozioni sono già a 1000.”