Stephen Malkmus
Stephen Malkmus

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Primo disco solista del mainman dei Pavement, autori di uno dei più bei dischi di esordio che io ricordi, quel "Slanted and Enchanted" del 1991, se ben ricordo, fra isteria à la Pixies, cantato/parlato à la Lou Reed e testi storti ed impenetrabili recitati, buttati lì con noncuranza.

Questo disco è mediocre, le prime due canzoni "Black Book" e "Phantasies" non dicono nulla, "JoJo's Jacket" ha un’'introduzione parlata su come ci si senta meglio dopo un taglio di capelli "and in a funny way the shaving of my head has been a liberation from a lot of stupid vanity, really", poi la canzone segue senza aggiungere o togliere nulla allo standard Pavement. Poi per fortuna la perla di "Church of White" sorella di "Grounded" da "Wowee Zowee", magiche nel loro incedere lento e maestoso. Salva il disco. "Discretion Grove" può essere scambiata per Lou Reed, Malkmus canta uguale. "Trojan Curfew" sembra uscita invece da "Crooked Rain, Crooked Rain", piacevole, ma fa parte dei "riempidisco". Altri episodi degni di nota non ci sono.

Già in "Brighten the Corners" gli episodi più riusciti erano quelli composti da Spiral Stairs ("Date w/Ikea" e "Passat Dream") mentre le canzoni di Malkmus indugiavano già troppo compiaciute nel suo cantautorato sbilenco, che qui raggiunge il suo massimo dell'autocompiacimento.

I Pavement erano più della somma delle parti e qui c'è una parte sola, seppure l'autore principale.

Sia chiaro, un disco migliore di tanti altri che escono, ma non migliore dei Pavement.

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Commenti (Quattro)

El Guevo
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Che strano, nessuno ha mai voluto commentare questa recensione e questo splendido disco. La recensione ovviamente non mi piace, perchè tratta il disco con molta superficialità, basta per esempio citare l'esempio di Jo Jo Jacket che non è certo come viene descritta, ma è un omaggio bello, ironico e sagace ad un mito del cinema come Yul Brinner, con una citazione bellissima sul finale di una delle più famose canzoni di Dylan. Poi troppo nostalgica dei pavement sottovalutando l'importanza di Malkmus in quel gruppo (il che è una cosa gravissima, visto che Malkmus e i Pavement sono la stessa cosa).
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nosferatu-man
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Condordo con El Guevo, per quel che riguarda il condizionamento che la nostalgia dei Pavement esercita su chi si accinge a parlare di un qualsiasi lavoro di Mlkmus. Finchè si cercheranno ancora i Pavement nei suoi dischi, non si sarà in grado, a mio avviso, di apprezzare alcunchè delle sue produzioni attuali. Confesso che al momento del primo ascolto anch'io speravo di ritrovare nuovi pezzi nel vecchio stile, da qui la mia delusione...
Malkmus, come dice LOR15, è solo una parte dei Pavement ed, anzi, in questo lavoro mi sembra completamente diverso da quello che conoscevamo, sia nel cantato che nella performance chitarristica ed anche nell'atteggiamento globale: è più "serio" e "professionale"; il suo cantato non stona più e la musica che qui propone non è più il rock "storto" del passato.
Quanto è giusto giudicarlo usando come riferimento i lavori della sua vecchia band?
Non sono capace di obiettività, in quanto orfano dei Pavement, dunque non mi va di bocciare completamente il disco e non posso di conseguenza esprimermi sulla recensione.
Mi piacerebbe sentire il parere di qualcuno che non conosce i Pavement
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odradek
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L'ho ascoltato. Concordo sostanzialmente con il giudizio del recensore. Certo non un disco da massimo dei voti, 'che altrimenti decine di altri dischi sforano il tetto del 5. Qualcosa più di 3, (che equivale a buono)per qualche brano che brilla, in un prodotto più che degno. Spesso l'alchimia, anche "sbilenca" produce risultati migliori degli sforzi di un singolo. E poi l'ultimo, decisamente migliore nel complesso, quanto vale, se questo è da 5?
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Q
Q
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copertina:la solita foto
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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