Copertina di Steve Reich The Desert Music
giovanniA

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Per appassionati di musica contemporanea, cultori del minimalismo, studenti di musica, amanti dell'avanguardia e delle composizioni orchestrali innovative
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LA RECENSIONE

La simmetria della forma è uno dei principi costitutivi di questa musica di Steve Reich: suddivisa in cinque sezioni, la prima si lega all'ultima, la seconda alla quarta, e la terza sezione, quella di mezzo, è a sua volta suddivisa in tre sottosezioni in cui la prima rimanda alla terza e la seconda resta da sola a fare da perno dell'intera composizione.

Dunque, la struttura del pezzo è: I - II - IIIa - IIIb - IIIc - IV - V. Quanto detto sopra vale per i tempi (I= veloce, II= moderato, IIIa= lento, IIIb= moderato, IIIc= lento, IV= moderato, V=veloce) e per la disposizione dei testi cantati, tratti da lavori del poeta americano William Carlos Williams: la quarta sezione ha lo stesso testo della seconda, e la sezione IIIc ha lo stesso testo della sezione IIIa.

Certo, l'ascoltatore non si avvede di tutto ciò immediatamente perché "The Desert Music", composta nel 1984, scorre senza interruzioni tra una sezione e l'altra nei suoi 48 minuti di durata. In questo lavoro, come già in "Tehillim" del 1981, c'è una presenza cospicua delle voci, in questo caso un coro di 27 elementi. Il resto della strumentazione è quello della grande orchestra: 28 strumenti a fiato, 2 pianoforti (suonati a quattro mani), 48 esecutori agli archi e la consueta, nutritissima schiera di percussioni (tra cui 2 marimbe, 2 vibrafoni, 2 xilofoni e 2 glockenspiel).

La musica è quella pulsante e labirintica, basata sulla ripetizione, caratteristica dell'originale prospettiva di Reich sul minimalismo, ma "The Desert Music" non è più, come accadeva in precedenza nel compositore americano, la lenta evoluzione di un'idea o di una forma musicale. Qui le sezioni sono maggiormente differenziate tra loro, ciascuna con una propria personalità anche se più nascosta che esibita; e certi presagi sul destino dell'uomo, suggeriti nei testi di Carlos Williams, ci restituiscono l'immagine del deserto come luogo inospitale dove la percezione delle cose muta, dove le nostre certezze diventano ingannevoli come un miraggio. Come questa musica, placida e inesorabile al tempo stesso.

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Riassunto del Bot

La recensione esamina The Desert Music di Steve Reich, sottolineando la complessa struttura simmetrica su cinque sezioni e l'uso innovativo del coro e dell'orchestra. L'opera si basa sulla ripetizione minimalista ma con differenze evidenti tra le sezioni. Il testo, ispirato a William Carlos Williams, aggiunge profondità tematica, evocando il deserto come metafora di incertezza e destino umano. Un lavoro pulsante, labirintico e avvincente.

Tracce

01   The Desert Music: I. Fast (07:54)

02   The Desert Music: II. Moderate (06:59)

03   The Desert Music: III. Part One: Slow (07:00)

04   The Desert Music: III. Part Two: Moderate (05:53)

05   The Desert Music: III. Part Three: Slow (05:54)

06   The Desert Music: IV. Moderate (03:35)

07   The Desert Music: V. Fast (10:47)

Steve Reich

Compositore statunitense nato nel 1936, figura chiave del minimalismo. Ha sviluppato la tecnica del phasing e opere cardine come Music for 18 Musicians, Drumming e Different Trains, influenzando classica contemporanea, elettronica e rock d’avanguardia.
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