Strung Out
Songs Of Armor And Devotion

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Facciamo finta che questo non sia l'Anno Domini 2019, oppure, se preferite, che loro non siano prossimi al compimento del 30esimo anno di attività.
Fingiamo per un momento che, invece di essere al cospetto di veterani, si stia parlando di una band di primo pelo decisa a riportare lo scettro di paladini del punk-hc melodico al suo centro di gravità permanente, scippandolo a qualche funambolica formazione canadese, brasiliana, nord europea o di qualunque altra improbabile provenienza.
Mettiamo da parte tutto quello che conosciamo a proposito degli Strung Out e della loro carriera di chiari scuri che ne hanno disegnato l'andamento sinusoidale.
Proviamo ad ignorare una notizia dalle proporzioni di una scossa tellurica come l'avvicendamento dietro le pelli di Jordan Burns in favore di Robert Shankle (già Runaway Kids(???)) dopo due decadi di onorato e fedele servizio ed a proposito del quale non é stata fornita nessuna spiegazione ufficiale, ma che leggendo fra le righe del comunicato di febbraio 2018 sembra non essere stata quel che si dice una separazione amichevole.

Uno sforzo non indifferente, ne prendo atto.
Eppure, alla luce delle mie esperienze di ascolto pregresse riguardo i 5 di Simi Valley, non mi sento di consigliare un mindset diverso per approcciare questo "Songs Of Armor And Devotion".
Scetticismo?Tutt'altro
Malcelata diffidenza?Lungi da me.
Anche perché il singolo "Daggers", rilasciato lo scorso mese di giugno, rimane insipido fino a quando non lo si prende per quello che é:un pezzo di sostenuto, pulitissimo, super tecnico melodic hardcore dalla linea vocale niente male, solo esageratamente diluito in 4:07 di durata che un po' affatica.

E se la chiave fosse proprio prendere le cose per quello che sono, fingere che quello che si é messo in riproduzione non sia solo un'altro lavoro di studio di Jason Cruz (a proposito di canadesi) e soci, non costituirebbe certo reato.

Pronti,via! e "Rebels And Saints" fa gli onori di casa al drumming del nuovo arrivato e mette subito in bella mostra la mercanzia, sull'esempio della biondina da encefalogramma piatto di un qualunque teen movie della serie "non ne fanno più":tutto molto catchy, tutto troppo bello per essere vero, viene voglia di urlare a nemmeno metà traccia che il pop-punk ha trovato finalmente il suo degno manifesto contemporaneo.
Le cose, però, precipitano improvvisamente nella seconda parte, la biondina si rivela per quello che é, le premesse scemano e la situazione si ammoscia.Cliché.
Come inizio non é un granché.

E sfortunatamente per noi, né "Ulysses" coi suoi manierismi fini a loro stessi, né l'impalpabile "Under the Western Sky" sono lontanamente assimilabili alla "ragazza del coro".Le cose, per il nostro protagonista un po' sfigato, si mettono male.

La trama si vivacizza improvvisamente con l'entrata in scena di "Monuments", una sorta di papà dal cuore d'oro, eppure tanto inopportuno quanto saggio.Ci mette del suo, prova a rassicurarci che é solo questione di pazienza, che tutto andrà bene ma paradossalmente fa più danni che altro e alla fine di una conversazione imbarazzante, trasmette pure una certa ansia da prestazione.

Fortunatamente esistono gli amici:"White Girls" é quello che sa sempre cosa fare, "Demons" é il coglione che si piace un casino, "Hammer Down" quello dalle mille risorse, che però non ha ancora imparato a fare la cacca a scuola.

Il resto dei capitoli di questo blockbuster offre una panoramica sui tanti personaggi che popolano il liceo e intanto della "ragazza della banda" nemmeno l'ombra.
SPOILER:non arriverà mai.
E come lei, l'essenza degli Strung Out latita, persa nel miraggio di quello che é stata, annaspando nel tentativo di raggiungere ciò che vorrebbe essere.
Non un'idea, non un sussulto.
Un supplizio lungo 13 tracce, quando ne sarebbero bastate la metà.

Le premesse erano chiare:prendete questa recensione per quello che é, prendete questo disco per quello che é.
In entrambi i casi, siamo consapevolmente lontani dalla sufficienza.

Ci abbiamo provato, fingere é stato impossibile, le aspettative non erano alte perciò dirsi delusi sarebbe addirittura ingeneroso.

Persino la biondina sciapa, una volta sciolto tutto quel trucco, torna una delle tante.

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Commenti (Sei)

proggen_ait94
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AssafetidaLover
AssafetidaLover Divèrs
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Ascoltato per una settimana di fila. Mah. "Non un sussulto", appunto.
BËL (00)
BRÜ (00)

Kiodo: Con l'aggravante della pre meditazione.Inciampano sempre nello stesso identico vizio.E sì che il potenziale é enorme
AssafetidaLover: Già. Con loro è così: disco buono / disco fetecchia a sinusoide. Mi avevano abituato bene bene con la doppietta Agents of the Underground / Transmission Alpha Delta. Non si può avere tutto
AssafetidaLover: L'ho risentito. Sì lascia ascoltare, ma non dice proprio nulla
Kiodo: Salviamo il salvabile:un parere sul nuovo batterista?Il materiale é quello che é, non gli si potevano chiedere i miracoli.
AssafetidaLover: Di batteria capisco na sega, ma mi pareva pulito e preciso
RinaldiACHTUNG
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però il titolo mi ricorda troppo il mio disco preferito dei Depeche Mode
BËL (01)
BRÜ (00)

ALFAMA
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sentito una volta per curiosità e noia.
devo dire che non è poi così male. se non li ho sognati ho sento dei ritornelli piacevoli. Non così disastroso
BËL (01)
BRÜ (00)

Taurus
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Mi tengo Oblivion e basta. A piccole dosi si.
BËL (01)
BRÜ (00)

princexero
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Non mi sta piacendo al primo ascolto e non ho tanta voglia di riascoltarlo. Peccato perché li adoro da sempre nonostante il buon Jason dal vivo sia ormai senza voce e stonato.
BËL (00)
BRÜ (00)

Kiodo: A metà del primo ascolto mi sono chiesto se si potesse essere più prolissi di così avendo così pochi argomenti.Disco letteralmente inascoltabile, che detto da me é grave (amo il pop-punk) ma diamine, dagli Strung Out ci si aspetta di più.A freddo, il peggior episodio della carriera.

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