Copertina di Tarkio Omnibus
Bisius

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Per appassionati di musica indie, fan dei decemberists, curiosi delle origini musicali di artisti famosi, critici musicali, ascoltatori di pop alternativo anni '90
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LA RECENSIONE

Nel 1999 un giovanotto di nome Colin Meloy, proveniente dal Montana, si trasferisce a Portland (Oregon) per tentare di mettere su una band capace di scalare le classifiche di mezzo mondo con una musica pop dal suono alternativo, quasi "sporco".

Piano piano, riesce a convincere Ezra Holbrook, un cantante disoccupato, ad aderire al suo progetto. Che si rivela sempre più concreto con l'ingaggio del bassista Nate Query e della tastierista Jenny Conlee. Forse non se ne rende conto nemmeno lui, ma sta nascendo una grande stella del mondo indie: i Decemberists. Il resto verrà dopo, con la pubblicazione di "Castaway and Cutouts" (2002), "Her Majesty The Decemberists" (2003) e il recente "Picaresque" (2005) e un EP ("The Tain") del 2004. Il popolo alternativo fa presto ad innamorarsi di loro e i Decemberists si godono il successo, a mio avviso, meritato.

Non molti sanno però che il trasloco di Meloy dal Montana all'Oregon non fu dettato da una scelta personale, bensì da una scelta quasi obbligata, successiva al fallimento della sua prima band. Infatti, nel 1996 un giovane Colin (fresco fresco di diploma acquisito al college di Missoula, il suo paese natio) fondava i Tarkio, una spensierata band di college pop, durata appena tre anni, giusto il tempo di pubblicare un LP ("I Guess I Was Doping For Something More") e un EP ("Sea Songs For Landlocked Sailors").

Nel 2006, l'etichetta dei Decemberists viene a conoscenza della precedente avventura musicale di Meloy e, lesta lesta, decide di unire i due lavori dei Tarkio in una raccolta di ventisette pezzi, intitolata "Omnibus", indubbiamente una furba operazione commerciale per sfruttare il nome altisonante dei Decemberists (attualmente in tour). Ebbene, considerando la bravura dei Decemberists, anch'io mi sono deciso a comprare questo doppio "Omnibus", certo di avere fra le mani un oggetto prezioso e di qualità eccelsa. Potete quindi immaginare la mia delusione quando dalle casse dello stereo ha cominciato a fluire musica che più banale non si può, con uno schema ritmico decisamente grezzo e assolutamente non in stile Decemberists. A dire il vero, ascoltando le prime due composizioni (rispettivamente "Keeping me Awake" e "Caroline Ave") avevo avuto il sentore di aver chiesto al commesso il cd sbagliato. Che magari questa non sia una riedizione di alcuni lavori dei R.E.M. ? Controllo. No, sono i Tarkio. Ma, stranamente, la musica assomiglia fastidiosamente a quella di Micheal Stipe e soci.

Bah, dico io, peccato per queste due, ascoltiamo le altre. Niente da fare, ragazzi. Non ci siamo proprio. Forse comincio a capire perchè questa band non l'abbia mai cagata nessuno eccessivamente. I Tarkio passano con nonchalance dai R.E.M. ai Counting Crows ("Melena Won't Get Stoned") per poi rivolgere la loro attenzione ancora alla band di Stipe. Indubbiamente rimango male nel sentire delle canzoni eseguite da una band con buone potenzialità ma che, purtroppo, suonano come un milione di altri complessi ben più famosi di questi montanari (o montanori che dir si voglia). E allora decido. Non mi interessa sentire tutte le canzoni. Se sono ostinatamente uguali a loro stesse, perchè perdere tempo? Proviamo ad ascoltarne l'incipit. Se è buono, rivolgiamo loro un minimo di attenzione. Altrimenti, cambiamo traccia. Cazzo, manco l'avessi detto. Arriva "Kickaround", canzone n° 7, che dura la bellezza di sei minuti, e che anticipa con gran classe il sound inconfondibile dei Decemberists. Decisamente poetiche le cinque corde del buon Meloy, anche se forse l'incedere della song è troppo lento, ma il mio radar si è risvegliato decisamente, e penso solo a gustarmeli tutti, questi minuti. Aah, questa volta sono uscito soddisfatto, penso fra me e me, e vaffanculo, parte "If I Had More Time" che mi lascia basito per l'assoluta somiglianza delle strimpellate iniziali con quelle marcate R.E.M. Beh, i soldi dopotutto non crescono sugli alberi. E questi venti euro sono stati buttati al vento insulsamente per una raccolta di un gruppo che di suo ha poco o niente.

Un peccato, visto quello che sarebbe nato dalle ceneri di questa band del Montana. Ma, si sa, non tutte le ciambelle riescono col buco... almeno le prime.

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Riassunto del Bot

La raccolta "Omnibus" dei Tarkio mostra un lato rudimentale e poco originale di Colin Meloy prima della fama con i Decemberists. Nonostante qualche spunto interessante, la musica appare banale e troppo ispirata a band come R.E.M. e Counting Crows. L'album è più un'operazione commerciale che un autentico pezzo di valore.

Tracce testi video

Tarkio

Band college pop formata da Colin Meloy a Missoula (Montana). Attiva nella seconda metà degli anni '90, pubblicò un LP e un EP; dopo lo scioglimento Meloy ha fondato i The Decemberists.
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