The Band
The Band

()

Voto:

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


NON FU SOLO THE BAND OF BOB DYLAN … eppure si torna sempre lì

The Band nacque con questo nome nei mesi di collaborazione con Bob Dylan durante quell’intenso ma oscuro periodo successivo al suo “misterioso incidente in moto” di cui ci restano i Basement Tapes ed i primi due album di Robbie Robertson e soci, cioè Music From Big Pink e appunto questo disco eponimo che non ha non ha smesso di affascinarci nonostante i 50 anni sulle spalle. Merito di un originale impasto tra generi musicali diversi ma tutti tipicamente americani (dal country-folk al blues con spruzzate di bluegrass e una sezione ritmica che riecheggiava l’R&B) per un anticipo di quello che oggi chiamiamo roots-rock oppure Americana. Un vero peccato che tra le note dell’album, peraltro assolutamente minimaliste, manchino i testi delle canzoni perché non è facile districarsi (ovviamente per un italiano e in assenza di internet) attraverso la difficoltà delle parole che a loro volta rimandano a temi per noi assai poco familiari, come la guerra civile tra unionisti e confederati per il pezzo più noto dell’album («The Night They Drove Old Dixie Down») oppure il truck driver di «Up On Cripple Creek» e lo union worker di «King Harvest, Has surely Come». Pur all’oscuro delle liriche resta però il fascino magnetico del suono della Band, dove Robertson, Hudson, Danko, Helm e Manuel – peraltro tutti multi strumentisti – si alternavano alla voce e si scambiavano i ruoli: vedi - tanto per dire - in uno dei miei pezzi preferiti, lo scattante «Rag Mama Rag», dove il tastierista Richard Manuel siede alla batteria al posto di Levon Helm che qui è invece al mandolino e alla voce; mentre è di nuovo al piano e lead vocalist per l’ispirata «Whispering Pines», una ballata quasi mistica che rimanda alla dylaniana «I Shall Be Released». Perché alla fine si torna sempre lì, a quel rapporto di reciproca causa-effetto tra il menestrello di Duluth e “sua band” che si risolverà solo anni dopo sulle note del mitico The Last Waltz. Per restare a questo album da notare il ruolo preminente - per nella collegialità delle interpretazioni - che Robbie Robertson come autore dei testi avrebbe assunto da lì in avanti. E poi ancora due parole sulla grafica: su fondo marrone - così che quello della Band diventò “the brown album” in parallelo al beatlesiano “white album” – le belle foto in B/N di Elliott Landy (e su tutte quella un po’ truce di copertina) ne fanno un oggetto di per sé iconico e un ulteriore ragione per averlo nella propria discoteca

Questa DeRecensione di The Band è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/the-band/the-band/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Quindici)

hellraiser
Opera: | Recensione: |
Disco meraviglioso suonato da gente meravigliosa. Ma ocio che non è la prima rece su quest' opera, anzi, e se non aggiungi nulla di nuovo o una tua considerazione/ricordo personale legato all' album rimane solo un inutile doppione. E quindi verrai debannato entro la prossima mezzanotte dal feroce ed implacabile @[sfascia carrozze]. Benvenuto comunque.
BËL (02)
BRÜ (00)

sfascia carrozze: Non so chi sia qvesta Band che si è autoproclamata Band.
In ogni caso propenderei per un DeBannaggio preventivo di tutto il lotto.
Hellraisero omnicompreso.
UH!
hellraiser: Giusto!
hellraiser: Che poi è solo un consiglio da uno che ha sempre fatto o quasi doppioni quando scrivevo ancora.. di questa ne esiste già una a nome Brown Album che spiega piu o meno le stesse cose..
DBMsonic1: OK grazie del consiglio riguardo ai doppioni. In effetti ...
Bubi
Opera: | Recensione: |
Dal 60 al 63, 64 si fecero le ossa con Ronnie Hawkins, che era il leader di : The Hawks. Hawkins, era da menzionare. Tra l'altro per un periodo ci suonò anche Roy Buchanan...
BËL (02)
BRÜ (00)

Alfredo
Opera: | Recensione: |
Mr Funk
Opera: | Recensione: |
Rece un po' scarna per uno degli album fondamentali di quel periodo.
BËL (01)
BRÜ (00)

nangaparbat
Opera: | Recensione: |
LA bibbia del suono americano. Musicalmente incredibilmente variegato e suonato da dio ( e Garth Hudson nel mio immaginario si avvicina davvero a una divinità, con quella barba poi..), coi testi di Robertson che allineano una serie di personaggi indimenticabili, che sembrano usciti dritti da" Via col Vento" ( da Virgil Cane e il fratello yankee morto a 18 anni al "servitore infedele" della toccante, omonima canzone). Le voci poi meravigliose, l'ugola soul di Manuel e quelle piu' tipicamente rock come Helm e Danko si amalgamavano alla perfezione. Uno dei cinque dischi che mi porterei su un isola deserta.
BËL (02)
BRÜ (00)

zappp
Opera: | Recensione: |
sul finire dei '60 l'era "floreale"hippy ha da poco spento i propri ruggenti falò sulle spiagge e con essi tutti i loro utopici sogni di rivalsa, il tramonto di un'idea coincide con un "ritorno a casa" grazie "alla" Band, quasi un'opera di disintossicazione melodica delle sinapsi sconquassate da test-acidi, una ventata di aria all'aperto insomma che queste antiche ed agresti melodie tratteggiano quadretti che si pensavano ormai desueti, ed è il trionfo del ritorno di vecchie tradizioni con i loro miti e le annesse leggende, tratteggiate da una linearità di scrittura su pentagramma che, gli Appalachi pare di trovarseli difronte.

Recensione agile ma densa di tutti quegli elementi che servono per identificare una musica a chi ancora non la conosce.
BËL (02)
BRÜ (00)

Bubi
Opera: | Recensione: |
Mi sono scordato i voti, il disco merita un 5 pieno come del resto anche il primo, The basement tapes con Dylan e anche altri che sono da 4 stelle, per me. Molto belli anche i dischi solisti di Robertson, quello di Danko non mi entusiasmò.
BËL (00)
BRÜ (00)

Davidcrosby69
Opera: | Recensione: |
the band ha fatto la storia della musica insieme ai Buffalo Springfield agli Eagles. Un gruppo seminale con musicisti di una bravura eccelsa. Cosa altro dire? scelta azzecata per un disco che ascolterei all'infinito.
BËL (01)
BRÜ (00)

aries
Opera: | Recensione: |
Purtroppo conosco solo la canzone più famosa, però credo che questo disco meriti in pieno lo status di "pietra miliare". La Band mi aveva entusiasmato molto nel film "L'ultimo valzer". La recensione precedente non l'avevo letta, per cui ringrazio di questo contributo. Voto il disco a copertina chiusa.
BËL (01)
BRÜ (00)

macmaranza
Opera: | Recensione: |
"The Last Waltz" è IL film rock. Il racconto della fine di un'epoca, un concerto strepitoso, ospiti straordinari, regia impeccabile (tale Martino mi pare). E un Neil Young sballatissimo come non mai. Che roba!
BËL (01)
BRÜ (00)

Hungry
Opera: | Recensione: |
I Rolling Stones americani...anzi meglio. Ottima recensione.
BËL (00)
BRÜ (00)

IlConte
Opera: | Recensione: |
tutto buono (c’è ne una valida ma vecchia dai)
Un po’ troppo uichipedia e poco emozionale ma tant’è.
BËL (00)
BRÜ (00)

imasoulman
Opera: | Recensione: |
e poi si almeno una citazione per ‘Across the Great Divide’, mid-tempo epocale con quei fiati negri in primo piano a donare è una delle aperture di disco più memorabili di sempre. Disco meno pervaso di ‘dylanesimo’ del pur straordinario precedente, lo preferisco di un pelo per il suo essere ecumenico nel raccontare la Storia del Big Country attorno al focolare di un imprecisato Tennessee (o una Louisiana, o un Oklahoma, o una West Virginia) dai Padri Pellegrini alla Grande Depressione, dai nativi ai neri schiavizzati passando per i bianchi coloni più che colonizzatori. L’America è questo disco
BËL (02)
BRÜ (00)

imasoulman: scritto dal telefono, impossibile da rileggere...
Manca un *ci voleva almeno una...
**a donare UNA delle etc.
nangaparbat: infatti la voce in "Across the great divide" è di Manuel, l' anima soul della Band. L'uso dei fiati della Band è sempre memorabile, mi viene in mente anche "Tears of rage" dal primo disco.
Mr Wolf
Opera: | Recensione: |
Disco che in gioventù ho consumato (così come il primo).
BËL (00)
BRÜ (00)

amarolukano
Opera: | Recensione: |
4 a The Band sarebbe già una grandissima eresia, se poi è applicato a questo che è "de facto" uno dei loro migliori album mi trovo davvero in disaccordo, sopratutto quando si parla di classici come Up on cripple creek e The night they drove old Dixie down. Detto questo dopo Music from big pink penso che sia il mio preferito, dio benedica l'ultimo valzer.
BËL (00)
BRÜ (00)

DBMsonic1: Hai ragione: è sempre difficile graduare i voti. Ho dato 4 a questo disco perchè gli preferisco Music from big pink cui darei 5. Magari un 5 ad entrambi non sarebbe un'eresia

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: