Copertina di The Blue Van The Art of Rolling
mikornr

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Per appassionati di rock vintage, fan di rock psichedelico e rockabilly, ascoltatori alla ricerca di musica originale lontana dal mainstream
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LA RECENSIONE

I The Blue Van a prima vista potrebbero sembrare, almeno dalla copertina, uno dei gruppi revival sixties che si sono succeduti in questi anni, per ultimi i Jet. A differenza dei Jet però questi 4 danesi hanno le idee chiare, diventare una rock band degna di nota senza fronzoli, solo proponendo buona musica. I Blue Van non hanno licenze da parte di Iggy Pop, e nemmeno hanno grosse pretese di classifica.

The Art of Rolling è un vero disco sixties, ruvido, rumoroso e magico nell'evocare le tipiche sonorità anni '60 '70; qui non troverete grandi pezzi da classifica ma semplice rock'n'roll come si usava ai tempi di Doors o Who. È infatti soprattutto nella band di Pete Townshend che ho trovato maggiori somiglianze, a partire dalla voce del cantante, meno potente ma con un timbro vagamente familiare, e in alcuni assoli.

Veniamo ora al disco, la prima traccia "Word From The Bird" è un pezzo assai divertente, forse il migliore da questo punto di vista, col tiro giusto tipicamente anni '70, mentre la seconda e la terza traccia risultano essere vagamente psichedeliche, non molte chitarre e più spazio al piano e con un andazzo quasi scazzato (ma non per questo poco interessante) di tutta la band. Dalla quarta alla sesta traccia si evidenzia quasi un cambiamento con 2 pezzi rock e una ballata vagamente Zeppeliane, ballata tra l'altro veramente stupenda! La traccia sette "The Bluverture" è praticamente una "intro" strumentale di due minuti, degna del più grande Morricone, anche questa di buon livello. "Revelation Of Love" è il singolo, e a dire la verità non sembra, è forse il pezzo che meno sono riuscito ad apprezzare, suona come di Beach Boys e un po' mi ha spiazzato... "Mob Rule", la traccia 9, è un altro pezzone quasi un rockabilly stile Hormonauts con cantato alla Elvis, diverte alla grande senza stancare! Le ultime tre tracce riprendono un po' il filo rockabilly misto Zeppelin veramente molto interessante.

Un album rivolto a tutte quelle persone che cercano un disco in grado veramente di far rivivere gli anni del grande rock con un po' di psichedelia, in modo originale e poco patinato. 12 Tracce per 40 minuti di buona musica, lontana da MTV e dai falsi miti che spesso il rock commerciale moderno propone.

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Riassunto del Bot

La recensione di 'The Art of Rolling' dei The Blue Van celebra un album che affonda le radici nel rock sixties con un approccio autentico e diretto. La band danese evita le mode commerciali, offrendo 12 tracce che evocano sonorità Doors, Who e Zeppelin. Tra rockabilly, psichedelia e ballate intense, l'album conquista per la sua genuinità e per l'energia senza fronzoli. Un disco per chi ama rivivere l'epoca d'oro del rock con un tocco originale.

Tracce video

01   Word From the Bird (02:21)

02   Product of DK (02:41)

03   I Remember the Days (02:57)

04   I Want You (02:10)

05   The Remains of Sir Maison (02:27)

06   Baby, I've Got Time (03:30)

07   The Bluverture (02:11)

08   Revelation of Love (02:51)

09   Mob Rule (02:56)

10   What the Young People Want (03:23)

11   Cœur de Lion (03:47)

12   New Slough (10:47)

The Blue Van

The Blue Van è una band rock danese nota per sonorità ispirate agli anni '60/'70, con influenze garage e blues rock.
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