Durutti Column
The Return Of The Durutti Column

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In un periodo in cui la "nuova ondata" era più alta che mai, Vincent Reilly, da Manchester, nascondendosi dietro lo pseudonimo di Durutti Column, coniò un linguaggio di rara eleganza. Ispirato dalla musica ambientale di Fripp ed Eno portò in primo piano la sua chitarra, costellando le sue escursioni di tenui rumori elettronici di fondo. Ne venne fuori un ambient-guitar di grande suggestione, non per effetto di droni mantrici come avverrà negli anni '90, ma per merito di un tocco raffinato, capace di puntellare splendidi affreschi impressionistici, con un suono inconfondibile, evocativo e crepuscolare, che sembra mimare distese di diamanti brillanti.

Questo suo primo lavoro resta indimenticabile, una musica da camera austera, data dalla sobrietà degli arrangiamenti, ma non per questo fredda, anzi decisamante il contrario. I suoi contrappunti melodici emanano infatti un delicato romanticismo, grazie alle influenze folk e alle ispirazioni latineggianti, che si amalgamano perfettamante nei suoi nove bozzetti. Le percussioni, presenti con discrezione, esaltano ancor di più i disegni esotici, perfette nel ritmare le taglienti note di chitarra.

Insomma un lavoro originale, poco in linea col suo periodo d' appartenenza, che merita di essere considerato con attenzione.

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Commenti (Quindici)

ZiOn
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ege ma cosa cazzo ascolti? :D Questo me lo trovo
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kosmogabri
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Ohhhh, finalmente qualcosa che conosco! ;D
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egebamyasi
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Zion vai a leggere la mia rece su peter jefferies quando hai tempo. Mi sa che ti piacerà. Kosmo, vedere il tuo nick nei commenti è sempre un piacere. Alla prossima ragazzi!
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sylvian1982
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Bella e giusta recensione. Disco crepuscolare e malinconico. Non per tutti e non di facile ascolto. Mi sembra però che la copertina la track List e l'anno di pubblicazione non siano corretti. Questo disco è del 1980.
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kosmogabri
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la data sarà della ristampa allora...
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egebamyasi
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Si caro Sylvian, hanno messo la track list della ristampa.
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sylvian1982
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Vabbè sulla track list posso anche essere d'accordo. Ma il disco è del 1980 e non del 1996. L'anno dev'essere quella della sua prima pubblicazione. Se oggi ristampano SGT.PEPPER cosa mettono 2005 ?
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egebamyasi
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Hai ragione.
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Hal
Hal
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su freedb l'unico link con la data di pubblicazione indica 1996 e l'editor non può ovviamente conoscere tutte le date di pubblicazione di tutti i dischi recensiti. Il recensore per ovviare a queste inesattezze può compilare il campo freedb inserendo l'url corretto. L'ho sostituito con un altro url dove però l'anno di pubblicazione non è indicato.
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ZiOn
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Basta andare su allmusic.com che ha anche la discografia di Carmelo Zappulla e controllare le date. Nulla di più facile
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Anonimo
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lavoro IMMANE, gli ultimi piano magic ( specie the troubled sleep) per me hanno preso tanto da questa band originale.
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samterra
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bello! ege adesso voglio la rece dell'ultimo Smog
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kosmogabri
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L'ultimo di Smog è un capolavoro!
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samterra
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sì, anch'io trovo sia stupendo!
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Mike76
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Album che si distacca notevolmente da tutto il pustpunk dell'epoca, optando per una musica striumentale chitarristica, delicata e ambientale. "Sketch For Summer" e "Requiem For A Father" sono melodie eteree ed immortali, talmente senza tempo che potrebbero essere state pubblicate nel 90 o nel 2000 anzichè nell'80. Le bonus-track presenti nella ristampa sono addirittura più godibili dell'album in sè in quanto essendo più varie stemperano quella leggera senzazione di monotonia della scaletta originale: "First Aspect of the Same Thing" e "Second Aspect of the Same Thing" sono interessanti esperimenti elettronici firmati Martin Hannett, "Sleep Will Come" è l'unico brano cantato, "Lips That Would Kiss", "Madeleine" e "Experiment in Fifth" sono tra i migliori esempi dello stile DC più rarefatto ed ed etereo.
E' l'unico album che possiedo di Durutti ma già da questo si nota quanto Really si stato influente (i Cocteau Twins per le atmosfere, i Cure più ariosi per il chitarrismo minimale e forse certa ambient anni 90 per l'uso discreto dell'elettronica)
Una curiosità: se riuscite a trovare una copia dell'LP originale in vinile esite la possibilità che la carta vetrata nella copertina sia stata incollata da Ian Curtis in persona che, come scritto nella sua biografia, si offrì per fare questo lavoretto alla Factory Records per "arrotondare".

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