Copertina di The Walkmen Heaven
masturbatio

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Per appassionati di indie rock, fan dei the walkmen, amanti della musica alternativa e critici musicali
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LA RECENSIONE

Ajajajaj caro Hamilton Leithauser questa non me la dovevi fare. Mi sarei giocato le palle su di te e le avrei perse. Nutrivo speranze di seguire una valida ed originale band e invece gli Walkmen si sono afflosciati come il frico bucato dalla forchetta. O meglio, sono scivolati su di un ingente quantitativo di sterco perché ciò che hanno fatto in passato questi ragazzi non si discute. Per di più la svolta artistica, la cosa più ammirevole secondo me, avvenuta col precedente Lisbon, è la principale sconfitta qui.

Se prima i delay, la batteria martellante e la voce di Leithauser s’amalgamavano con eleganza a formare scenari alienati inusitatamente profondi, quel che di profondo resta in Heaven è la new entry dell’imbarazzo. Già i titoli son un programma: “Love is Luck”, “Heartbreaker”, “The Love you Love”, “Dreamboat”, cos’è una sfida lanciata a Bibier? Non che i contenuti dei brani stessi brillino per gli spunti filosofici, e ciò poco importa si potrebbe obbiettare, non fosse che di queste canzoni la voglia di parlarne è un po’ quella che uno ha di prendere un trapano elettrico per cercare di lavarsi i denti.

Piattume, pop prevedibile fin troppo edulcorato, che per di più esce dalle cuffie con un minimo di presunzione d’apparire d’autore. Non è che faccia ribrezzo come lp, solo risulta tremendamente vuoto al cospetto della carriera dei Newyorkesi, da cui di tutto mi sarei aspettato fuorché un album pop da gruppo di serie b che imita i Doves. Tutt’a un tratto paiono essersi svegliati e chiesti: perché non rubiamo una fetta di fans a gente che fa i soldi tipo i Temper Trap? Idea eccellente, peccato che con questa mediocrità si sono sospesi da soli in un limbo di canzonette costruite per chissà quali platee senza possedere un’attitudine commerciale e quindi le carte per far breccia fra i lobotomizzati.

Peccato, peccato per te Leithauser che sprechi il tuo poderoso lamento (qui più un vagito), quella voce di cui m’innamorai un po’ decadente un po’ rauca; bhè sentirla persa tra melodie scolastiche quanto puerili un po’ di tristezza la fa. E pensare che proprio 10 tondi anni fa usciva “Everyone Who Pretended to Like Me is Gone”.

Le palle meglio tenersele strette.

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Riassunto del Bot

La recensione esprime forte delusione per Heaven, l'ultimo album dei The Walkmen, definito un passo indietro rispetto alla precedente svolta artistica di Lisbon. L'autore critica il suono edulcorato e prevedibile, lontano dall'intensità e originalità passate, e giudica la direction pop come poco autentica e di bassa qualità. L'album risulta un tentativo fallito di conquistare nuove platee alle quali il gruppo non sembra adatto.

Tracce

01   Heaven (00:00)

02   The House You Made (00:00)

The Walkmen

The Walkmen sono un gruppo indie rock statunitense nato nel 2000 e legato alla scena newyorkese dei primi Duemila. Voce distintiva di Hamilton Leithauser e sezione ritmica guidata da Matt Barrick; celebri per singoli come The Rat e album come Bows + Arrows, You & Me e Lisbon. Pausa nel 2014, reunion dal 2023.
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