Copertina di Theatre Of Tragedy Storm
DarKNight

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Per appassionati di metal e gothic metal, fan dei theatre of tragedy, critici musicali, ascoltatori in cerca di nuove uscite metal
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LA RECENSIONE

Dopo la partenza di Liv Kristine, dopo il continuo cambiamento di chitarristi, dopo due album davvero di basso livello, si pensava ad uno scioglimento definitivo della defunta band norvegese... Una morte di certo poco gloriosa, dopo il segno profondo lasciato dai primi tre album, per lo meno per quanto riguarda me. Invece si spargono notizie su una resurrezione, un nuovo inizio... Magari un ritorno alle origini... E un magari è rimasto, dopo che questo "Storm" mi ha molto deluso, risultando notevolmente più falso del precedente "Assembly". Se in "Assembly" la vena techno/elettropop era presentata esplicitamente, trasformando i Theatre Of Tragedy in una band da club (e aggiungerei Liv Kristine in Madonna anni '90), questo "Storm" pare più un tentativo di sfamarsi, avendo finito i soldi dei contratti precedenti, piuttosto che un modo di fare musica. Non è suonato male, intendiamoci: non si sono scordati come si plettra una chitarra o come si strimpella una tastierina... I problemi sono altri. Innanzitutto la voce di Raymond è tornata ad essere quella di un robottino (come già scrisse qualcuno già riferendosi a "Musique") , filtrata pessimamente, piatta, lontanissima dai growl, non perfetti ma almeno efficaci dei cd passati. O magari oscura e sussurrata come in "Aegis".

Questo problema si ripercuote per gran parte del cd, che risulta molto fastidioso all'ascolto. Pazienza, andiamo avanti: vorrei descrivere le canzoni, ma non trovo nulla di particolare da dire, se non che sono tutte strutturalmente identiche, pare di mettere la stessa canzone in repeat allo stereo... Riffate e schitarrate metallare, tastiera spesso impostata sulla voce piano, batteria pulsante, assenza di assoli (questa non è una novità però). Credo insomma che convenga comprarsi un cd dei Linkin Park piuttosto che questa tempesta di rumori fastidiosi... Un momento però, voglio trattenere un pochino della mia evidente acidità per parlare del nuovo innesto vocale femminile: Nell. Vocalmente direi che ad un ascoltatore non appassionato ai TOT sembrerebbe che non fosse lei a cantare, bensì la vecchia vocalist Liv... Eppure non è lei, è quella nuova!!! Incredibilmente qualcosa di nuovo, che si tramuta nuovamente in vecchio (Parlo ovviamente di "Assembly") , ascoltando le canzoni una dopo l'altra... No, ma voglio riconoscerle un po' di merito, ha davvero una bella voce... sprecata in un pessimo contesto ovviamente, ma sempre una gran bella voce. Peccato vederla truccata in modo orripilante nel video di "Storm", la titletrack, mentre cerca di essere sensuale (non riuscendoci minimamente) muovendosi come un'ubriaca in procinto di sbroccare, con un'apertura boccale che starebbe benissimo sull'LP "The Wall" dei Pink Floyd... E che dire del frustrato Raymond che non convincerebbe un neonato della sua cattiveria... E dei poveri chitarristi destinati a copiarsi ripetutamente anche il taglio dei capelli, oltre i riff. E il povero Lorentz, che probabilmente accorgendosi della pochezza espressiva della sua tastierina, decide di far finta di romperla sul muro. Spero sempre in una rinascita e sono sempre pronto a rivalutare, anche se ultimamente più che ai Theatre Of somigliano ad un teatrino tragicomico...

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Riassunto del Bot

La recensione sottolinea la delusione nei confronti di "Storm", album dei Theatre Of Tragedy, definito meno autentico e più artificiale rispetto al passato. La voce di Raymond è giudicata robotica e poco efficace, mentre le canzoni risultano tutte molto simili e poco stimolanti. Nonostante un apprezzamento per la nuova vocalist femminile Nell, il contesto musicale è visto come scarso. L'autore spera comunque in una futura rinascita della band.

Theatre of Tragedy

Theatre of Tragedy sono un gruppo di Stavanger (Norvegia) attivo dal 1993 al 2010. Considerati pionieri del “beauty and the beast metal”, hanno esordito con un doom/gothic dalle liriche in inglese arcaico, per poi sperimentare sonorità elettroniche/industrial a inizio 2000 e tornare a toni più gotici nella fase finale. Voci chiave: Raymond I. Rohonyi e Liv Kristine (poi sostituita da Nell Sigland).
13 Recensioni

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