Copertina di Tom Barman Any Way The Wind Blows
floyd

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Per amanti del cinema indipendente e musicale, fan dei deus, appassionati di storie intrecciate e atmosfere urbane
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LA RECENSIONE

Che i dEUS avessero una fissazione coi venerdì, lo si sapeva (159 volte in una canzone, un motivo ci sarà). Tommaso Barman, al suo debutto in regia, svela la stessa fissa: "Any Way The Wind Blows" (titolo zappiano) esce nel 2003 per la Axiom Films, e si svolge tutto nell'arco di un giorno solo. Guarda caso, un venerdì.

Antwerp, early June. / On a sweltering Friday afternoon, eight people dream of a different life. / There's wind and music, police and paranoia, hints and allegations. / There's an ancient virus, a wandering frisbee, a dead horse, and, drifting through town, an enigmatic phenomenon called Windman / who feels the pain of everyone but can't seem to help himself. / At night, a party welcomes all...

Antwerp, agli inizi di giugno. "Any Way The Wind Blows" è la storia, o meglio, le storie di otto persone che si intrecciano fra loro; c'è il professore in crisi, c'è quello che perde il lavoro, c'è l'uomo di potere che approfitta del suo potere. E poi c'è quello che trafuga una fiala misteriosa (l'"ancient virus" del trafiletto), due ragazzotti che girano per la città riempiendola di posters, una giovane fotografa e la sua compagna.
Windman è un personaggio a sé stante, un uomo dei venti che non sa dove andare e cosa fare di preciso.

Di idee ce ne sono tante, di coerenza, o di trama, ben poca: a tenere vivo il film è la voglia di raccontare, raccontare anche cose che non hanno nulla in comune, come un frisbee, un cavallo e il misterioso Windman. Nel finale le storie si allacciano ("at night, a party welcomes all..."), in una rete di intrallazzi amorosi e strane coincidenze, ma il balletto che chiude il film cosa cavolo significhi ancora non l'ho capito.

La regia di Barman è come la musica dei dEUS. Mossa, eccentrica, intraprendente. E davvero va un po'  "any way the wind blows". La sua telecamera si muove dove soffia il vento.
La scelta dei brani fatta da Tommaso si merita il plauso (dEUS, Magnus, Herbie Hancock, Queens of the Stone Age), eppure un neo c'è: perché non hanno doppiato il film in italiano. Chissà.

7 in pagella, dico io. Per il resto, vOTATELO voi.

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Riassunto del Bot

Il debutto da regista di Tom Barman, frontman dei dEUS, racconta un venerdì ad Antwerp seguendo otto personaggi le cui vite si intrecciano. La regia è mossa e originale, simile all'approccio musicale della band, con un mix di elementi strani e apparentemente scollegati che si uniscono in una festa finale enigmatica. La colonna sonora è uno dei punti forti, anche se manca il doppiaggio in italiano. Una pellicola che premia la voglia di raccontare più che la coerenza narrativa.

Tom Barman

Tom Barman (nato il 1 novembre 1972 ad Anversa) è il cantante e frontman della band belga dEUS, regista (Any Way The Wind Blows, 2003), DJ e fondatore del progetto Magnus.
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