Cos'altro aggiungere su quel pazzo illuminato di Waits?
Questa volta si è spogliato di tutto, ha messo in cantina il pianoforte, ha scarnificato le canzoni, ha recuperato vecchi microfoni mono, ha sporcato gli arrangiamenti il più possibile, insomma, il vecchio Tom si è rimboccato le maniche e ha creato dal fango, dal sudore e dalle lacrime un disco che lascerà molti adepti dietro di sé.
"Real Gone" è un disco disperatamente "blues" nel senso più marcio del termine e al tempo stesso oserei dire profondamente "soul", nel senso proprio di anima (nera) che il nostro riesce a mettere in ogni traccia. Un disco innovativo nella sua semplicità (altro che low-fi!) che non mi stanca mai e mi fa dire ad ogni ascolto: Diavolo di un Tom, come diamine farai adesso a superarti?
"The fucking grooves man è tornato a picchiare con le vecchie dita su qualsiasi cosa ululando inni di redenzione."
"Day after tomorrow è la violenta accusa di un artista immenso alla volgare guerra irachena e ai signori del potere."
Real Gone è un nuovo inizio per il vate di Pomona.
Ne succhierò ogni nota, ogni minimo frammento e particolare, lacerandomi, distruggendomi come se stessi assaporando lentamente un dolce veleno.
"REAL GONE rappresenta l'ennesima riprova che Waits, quando ne ha voglia, sa fare musica."
"SINS OF MY FATHER... Tutto quello che l’arte della nota, dai tempi dei monaci del Medio Evo, ha partorito e sviluppato, si trova in quella traccia."