Copertina di Tori Amos A Piano: The Collection
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Per fan di tori amos, appassionati di musica alternativa, collezionisti di cofanetti musicali, amanti del cantautorato femminile e della musica pianistica.
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LA RECENSIONE

Partiro' dalle conclusioni...

Chi potrebbe essere interessato a questa raccolta? I Fans? Naaa! Un EWF che si rispetti ha gia' acquisito tutto il materiale che questo (corposo) cofanetto propone.

Un non Fan? Naa! a parte il prezzo proibitivo, anche se il packaging e' veramente bello, a un non estimatore sinceramente consiglierei di procurarsi in ordine cronologico i vari album creati dalla Cornflake Girl negli anni '90 (anche il discusso "To Venus and Back" del '99) per entrare gradualmente nel meraviglioso ma spesso criptico mondo della rossa cantautrice americana che i suoi fans chiamano addirittura "Dea del Rock" !

E allora perche' 5 stelle?

Ritrovo l'inizio or dunque, quando qualche tempo fa usci' questo cofanetto io promisi a me stesso: "No! non lo comprerai! Ho detto no!" ed effettivamente per qualche tempo trovai la forza interiore di evitar la tentazione... poi successe l'inevitabile, l'ascolto forzato in auto di un mio amico di "Flying Dutchman" traccia presente nel primo dei 5 cd del set in una versione piratata, non ressi l'urto che anche Myra Ellen dovesse subire l'onta della pirateria e il giorno dopo mi trovai con 60 Euri in meno nella mia vita. I giorni successivi vennero impiegati a sbollire il mio fanatismo!

Cinque giorni per il primo cd, una versione "Director's cut " (so che e' un termine cinematografico ma non ne ho trovato uno migliore) del primo album "Little Earthquakes" con molte canzoni riproposte in un mix alternativo ma dell' epoca (1992) e l'aggiunta di quattro songs escluse allora dall' originale e messe come B-side in vari singoli, tra cui le bellissime "Upside Down" e "Take to the Sky". Tre giorni per il secondo, un'antologia di mix alternativi (sempre dell' epoca) e altre B-side (in cui spicca la commovente "Honey") dai due successivi album: "Under the Pink" del '94 e "Boys for Pele" del '96, una settimana per il difficile terzo dischetto: florilegio, secondo i parametri dei primi due cd, ancora del secondo e terzo album ma anche del quinto "To Venus and Back" e qui per la verita' purtroppo e' stato inserito il bruttissimo remix per discoteca di "Professional Widow" compensato pero' dalla presenza di della versione live di "Waitress".

Al quarto disco dedicai piu' o meno cinque giorni soprattutto per le canzoni riprese da "From the Choirgirl Hotel" del '98 che non per quelle di "Scarlet's Walk" (2002) e "The Beekeeper" (2005) che sono i suoi album piu' deboli. Qui ad esaltarsi c'e' la bellisima versione alternativa di "Playboy Mommy", veramente incantevole... Il quinto essendo una raccolta di sole B-side varie non mi prese piu' di un giorno, notevole comunque la presenza di "Sister Janet".

Dopo tre settimane dunque potei dare un giudizio sereno sul prodotto e sinceramente la mia impressione fu che tutto sommato il cofanetto non incideva piu' di tanto nellla storia della Amos, che da fan accanito mi sarei aspettato qualcosa di piu', che le B-side le avevo gia' tutte e che pochissime delle versioni alternative (tutte d'epoca) aggiungevano qualcosa di nuovo rispetto alle originali  (quelle di "Crucify" e "Mother" per esempio).

E allora perche' il massimo dei voti? Semplice, perche' anche quando non e' in forma questa splendida creatura, che per citare "Il Mucchio Selvaggio" fu per la generazione Lollapalooza quello che la Mitchell fu per quella Woodstock, riesce sempre a "corrompermi", la sua voce versatile e mai prevedibile, quel suo modo di arrangiare mai banale e spesso minimalista, l'incredibile varieta' di stili che ha proposto (dal Pop d'autore al cantautorato elettronico, passando per citazioni barocche e furibonde ballate per pianoforte) mi portano a non esser sempre obiettivo e valutare questo prodotto, che comunque va molto aldila' della mera speculazione commerciale, con l'ingenuita' del bambino che non si stanca mai della stessa filastrocca...

Lei e' la donna che cercava un Salvatore sotto delle lenzuola sporche, che si masturbava ascoltando la voce di Robert Plant, lei e' la donna che mi ha raccontato di ragazze che ti buttano ai pescicane e di altre che sono veloci dalla padella alla brace, lei non ha avuto la paura di listare a lutto le sue canzoni senza farle apparire grottesche, mi ha parlato di Dio al femminile prima che diventasse un cliche' e di brezze primaverili...

Ogni giorno vorrei qualcosa di nuovo di suo, per ora mi accontentero' dei suoi ricordi anche se di seconda mano.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora in dettaglio il cofanetto 'A Piano: The Collection' di Tori Amos, sottolineandone la ricchezza di versioni alternative e B-side. Pur non essendo una scoperta per i fan più accaniti, il disco ha un valore emotivo importante per l'autore, che ne apprezza la voce, gli arrangiamenti e la profondità artistica. La raccolta viene colta come un omaggio alla carriera della cantautrice, con tutte le sue luci e le imperfezioni.

Tracce testi

01   Leather (alternate mix) (03:12)

02   Precious Things (alternate mix) (04:30)

03   Silent All These Years (04:12)

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05   Crucify (unedited single version) (04:27)

08   Flying Dutchman (alternate mix) (06:29)

09   Girl (04:08)

11   Take to the Sky (Russia) (04:18)

12   Tear in Your Hand (04:42)

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14   Sweet Dreams (03:28)

15   Mother (alternate mix) (07:01)

16   Little Earthquakes (06:54)

Tori Amos

Tori Amos (Myra Ellen Amos) è una cantautrice, pianista e compositrice statunitense, nota per l’intensità delle sue performance e la fusione unica di pianoforte classico e sensibilità rock. Dall’esordio solista nel 1992 con 'Little Earthquakes', ha rivoluzionato il cantautorato al femminile degli anni 90 affrontando temi come religione, sessualità, traumi personali e società.
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