Copertina di Uberto Pasolini Still Life
sezzer

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Per appassionati di cinema drammatico, cultori di film italiani, spettatori sensibili alle storie di vita e solitudine.
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LA RECENSIONE

Il film narra la vicenda di John May, impiegato di qualche ufficio comunale, che si occupa di rintracciare parenti o conoscenti di persone decedute in solitudine. Il protagonista svolge il proprio lavoro con scrupolo, e sembra persino dolersi qualora non riesca a convincere (quasi mai) un parente a presenziare almeno al funerale, i volti dei suoi "casi" ci vengono riproposti ogni qualvolta aggiunge una foto al suo personalissimo "album di figurine" che tiene con ordine e rispetto, rendendoci quasi familiari quelle persone che né lui né gli spettatori hanno mai conosciuto, la sua vita scorre così, metodica e solitaria finché non gli viene comunicato che il suo ufficio verrà ridimensionato e lui licenziato, chiede allora di potersi occupare fino a termine dell'ultimo "caso" che aveva tra le mani, quello di tal Billy Stoke, gli viene concesso e inizia così un viaggio che lo porterà ad incontrare tutti coloro che avevano conosciuto Stoke, ex colleghi, donne tradite, figlie illegittime...delineandone un personaggio alquanto controverso, instabile e generoso fino a ridursi barbone di strada.

E' l'incontro con la figlia maggiore (che non aveva alcun rapporto col padre) a dare una svolta alla storia, infatti lei dapprima restia accetta di occuparsi del funerale colpita dall'accorata richiesta di May, nasce un rapporto di amicizia con la ragazza o forse più. Fatto sta che la vita di John May ne riceve una ventata di novità ed entusiasmo, ma dura poco, un incidente e il protagonista muore, l'ultima sequenza mostra al cimitero tutti i parenti e conoscenti di Stoke che attorniano la sua tomba malgrado l'iniziale rifiuto a partecipare, e più in lontananza i funerali di May in solitudine, che però col calare della sera verrà "visitato" da tutti i personaggi di cui lui si era preoccupato di restituire dignità malgrado nessuno li reclamasse, e gli renderanno omaggio, Stoke in testa.

Bellissimo film sul valore della vita e sui rapporti; un film alla Mike Leigh per intenderci, quello diretto dall'italiano Uberto Pasolini premiato a venezia, bravissimo Marsan. Anno 2013

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Riassunto del Bot

Still Life racconta la storia di John May, impiegato che si occupa di trovare parenti di defunti soli. La sua vita cambia dopo l’incontro con la famiglia di un ultimo caso. Il film esplora la dignità della vita e l’importanza dei rapporti umani, culminando in un finale toccante che rende omaggio ai dimenticati.

Uberto Pasolini

Uberto Pasolini è un regista e produttore cinematografico italiano, nipote di Luchino Visconti e non imparentato con Pier Paolo Pasolini. Ha diretto Machan, Still Life, Nowhere Special e Itaca. Il ritorno, e ha prodotto The Full Monty.
04 Recensioni

Altre recensioni

Di  Stanlio

 John May ama talmente il suo lavoro ed è talmente umano da scrivere personalmente ciò che verrà letto in chiesa durante le funzioni funebri.

 Uscendo dall’ufficio vede la lucida e bianchissima Audi del suo capo e pensa giustamente di fermarsi un’attimo a farci sopra una bella pisciatina liberatoria.