Copertina di Underoath Ø (Disambiguation)
gasba 77

• Voto:

Per appassionati di metalcore, fan degli underoath, ascoltatori di musica heavy e christian metal, amanti di musica elettronica nel metal
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LA RECENSIONE

Quella di "Disambguation" si presentava per gli Underoath come una vera e propria prova del nove, il primo album senza il loro membro storico Aaron Gillespie, che tra parentesi per me non è mai stato fondamentale, ma questo è un altro discorso. La prova ve lo dico subito è pienamente superata, ma ahimè non siamo sullo stesso livello dell'epico Define the Great Line, nè tanto meno di The Changing of Times (sigh), ma questo era prevedibile.

Li avevamo lasciati con il mastodontico Lost In The Sound Of Separation, li ritroviamo con un lavoro ancora più imponente, colossale, per certi versi epico. La voce di Spencer è ora ancor più dominante, lo spazio per la melodia è ancora più esiguo e la componente elettronica di accompagnamento è sempre geniale. Un pregio, ma anche una pecca, è il fatto che l'album appare come un unico grosso monolite, impossibile da spezzare e sviscerare. Nonostante numerosi ascolti non si riesce ancora del tutto a distinguere le singole canzoni, ma se si guarda al platter nella sua interezza non si può che levarsi il cappello; i pochi e studiati breakdown sono sempre devastanti accostabile agli altrii, la sezione ritmica, affidata ora a Daniel Davison (ex Norma Jean), è possente, martellante.

Gli Underoath emopop e ciuffettari di metà anni duemila sono definitivamente morti, la band è sempre più consapevole delle proprie sconfinate capacità e, ci scommetto, non faranno più passi falsi.

Un lavoro Disambiguation accostabile, se posso permettermi, a quello delle bandiere del christian metalcore, gli Zao, con tutti i se e i ma del caso.

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Riassunto del Bot

Ø (Disambiguation) rappresenta per gli Underoath un importante banco di prova dopo la partenza di Aaron Gillespie. Pur senza raggiungere i livelli dei capolavori precedenti, conferma la maturità e la potenza della band con un sound imponente, dominato dalla voce di Spencer e arricchito da una componente elettronica geniale. L'album si presenta come un monolite unico, con breakdown devastanti e una ritmica martellante. Gli Underoath abbandonano definitivamente le atmosfere emo-pop per cimentarsi in un metalcore più consapevole e maturo.

Tracce video

01   In Division (03:58)

02   Catch Myself Catching Myself (03:29)

03   Paper Lung (04:11)

04   Illuminator (03:08)

05   Driftwood (03:00)

06   A Divine Eradication (03:16)

07   Who Will Guard the Guardians (03:52)

08   Reversal (01:43)

09   Vacant Mouth (03:53)

10   My Deteriorating Incline (03:33)

11   In Completion (04:20)

12   Paper Lung (machineA Remix) (03:44)

13   In Division (Toxic Avenger Remix) (03:31)

14   Catch Myself Catching Myself (INNERPARTYSYSTEM Remix) (04:26)

Underoath

Underoath è una band metalcore statunitense formata nel 1997 a Tampa, Florida. Nota per l’alternanza tra gli scream di Spencer Chamberlain e le parti melodiche del batterista/cantante Aaron Gillespie, ha pubblicato album chiave come They’re Only Chasing Safety (2004) e Define the Great Line (2006), proseguendo con Lost in the Sound of Separation (2008) e Ø (Disambiguation) (2010).
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