Non sono mai stato un grande fan dell'elettronica, specialmente quando si parla di beat techno e ritmi ballabili.
Eppure esistono delle eccezioni.
Folgorato sulla proverbiale via di Damasco da alcuni ascolti "future pop" , non ho potuto fare a meno di prestare attenzione alla strabiliante proposta degli inglesi VNV Nation.
Questo loro disco risale al 1998 ed esce prima di quel capolavoro che prende il nome di "Empire".
"Praise The Fallen" è ancora impregnato di umori techno-EBM. Forte, in questo senso, l'influenza dei maestri Front 242.
Ma qualcosa comincia a cambiare. Oltre ai succitati ritmi ballabili è innegabile la presenza di atmosfere fredde e malinconiche. I Depeche Mode, per capirci, avevano fatto scuola.
Ho parlato dei Depeche Mode. Ebbene, il gruppo di Dave Gahan, insieme alla scena EBM, sarà fondamentale per comprendere lo sviluppo dei VNV Nation.
Le canzoni che segnalo , ricche di rabbia e tristezza, sono "Joy" (forse la migliore del lotto), "Voice" e "Honour".
Ancora troppo acerbi per parlare di "future pop" ma, comunque, ben avviati sulla strada del cambiamento: provate a confrontare questo album e il precedente "Advance and Follow". Mi darete sicuramente ragione.
Sessanta minuti per evadere. Sessanta minuti per dimenticare ciò che non ci piace. Sessante minuti per ballare e dimenarsi. E mai, badate bene, su note banali o su una musica che trascura l'aspetto lirico.
A tal proposito, vi consiglio la lettura dei loro suggestivi testi.
VNV Nation: un progetto che già alla fine del ventesimo secolo brillava di luce propria!