Copertina di Wavves Wavvves
fiquata

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Per appassionati di musica alternativa, indie rock, fan di sonorità garage e lo-fi, ascoltatori curiosi di nuove proposte musicali non convenzionali
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LA RECENSIONE

Non ho molto da dire. Anzi, ora non ho molto da dire. A volte uno si dice un si lo dico, ecco, ce l'ho e poi gli passa e non dice niente e invece è più bello dire niente dicendo niente. E' un contenuto, alla fin fine ed è anche intrattenimento. Comunque, l'ammetto: almeno inizialmente volevo fare un'introduzione, complice l'alcol, bella cazzona cazzona, ma pensando a quello che ho appena scritto, mi compiaccio. Azzo! Wavves, il tipo in questione, il soggetto, dice niente dicendo niente. Oscilla, praticamente, tra il non dire nulla e fare il genietto; tra il deficiente più assoluto e il disadattato, un po' naif, che vede il mondo a modo suo e che, sì, è un deficiente assoluto, ma sotto la scorza ha qualcosa. Ecco dice niente dicendo niente e questo vuoto di contenuto manifesto è tanto geniale quanto merdaccia. Varia a seconda dell'umore, credo.

Partiamo così: oggi, 2010, fare un disco che suoni appena appena decente è cosa semplice. Paghi quattro lire al primo che passa e si sentirà sempre meglio dei primi dischi dei Dinosaur Jr. Non vuoi spendere, rabbinuccio? Garage Band - perché si sottintende che un tipo come il Wavves ha un Mac, e che diamine. Hai un comune Pc di merda? Bene, altri svariati programmi, due giorni di pratica e suoneranno sempre meglio, i tuoi pezzi, dei primi dischi di Mulatu Astatke.
Ripartiamo così che mi sono perso: io, Wavves l'ho odiato. Perché c'è un hype incredibile, parzialmente immotivato; perché lo spompinano qualsiasi cosa faccia. Che compri il latte all'angolo o mandi affanculo qualcuno, loro lo spompinano... e il disco è troppo registrato di merda. Troppo. Lo ascolti e dopo cammini come un gatto fradicio dopo che è stato chiuso in una sacca e preso a bastonate. Troppo male. Mi innervosisce. Poi ho visto questo video. E' pop. Sotto la scorza di deficiente assoluto c'è del pop. Non l'avevo capito.

E poi se il gota del mondo indie, non delle Indie, si è scomodato per questio giovine Nathan Williams, classe 1986, cresciuto a pane Wipers e Descendents, un motivo ci sarà? 

Finiamo così: oggi, se Dio fosse stato benevole invece che un sadico maligno a tinteggiare le pareti di casa c'avrebbe pensato quella locina della Love. Anzi, se Dio non fosse un masochista Billy Corgan l'avrebbe fatto nascere nel corpo di un'anatra, invece di dargli solo la voce d'anatra.
Finiamo così che mi sono perso: se Kurt Cobain fosse vivo, se Dio non fosse un egoista, oggi, Dio e Cobain, non suonerebbero più con i Nirvana, spaccherebbero ancora perché se hai un contenuto ce l'hai e basta... se fosse vivo Cobain, con il consenso di Dio, i loro concerti non li farebbero aprire ai Melvins. Troppo scontato e il disco nuovo, per la cronaca, è veramente una merda. Se facessero ancora concerti assieme, ad aprire, ci sarebbero Vivian Girl, Wavves, Liars. Tanto mi basta.

Pop allucinogeno-allucinato, apparentemente garage, suonato da un cazzone, per chi le cose le sbuccia. So Bored. Lavare prima dell'uso. Wavvves, il disco con un "v" in più. Fat Possum, 2009.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive l'album 'Wavvves' di Wavves con un tono ironico e schietto, evidenziandone la natura garage-pop e le imperfezioni nella produzione sonora. L'autore ammette un iniziale fastidio per l'hype attorno all'artista ma riconosce sotto la superficie un nucleo pop genuino e un certo valore artistico. L'album è visto come un mix di ingenuità e sperimentazione che divide opinioni.

Tracce video

01   Rainbow Everywhere (01:29)

02   Beach Demon (03:31)

03   To the Dregs (01:56)

04   Sun Opens My Eyes (03:20)

05   Gun in the Sun (02:33)

06   So Bored (03:13)

07   Goth Girls (03:13)

08   No Hope Kids (02:13)

09   Weed Demon (02:38)

10   California Goths (02:21)

11   Summer Goth (02:05)

12   Beach Goth (03:51)

13   Killr Punx, Scary Demons (01:45)

14   Surf Goth (02:06)

15   Friends Are Gone (02:15)

16   How Are You (02:46)

Wavves

Wavves è una band indie rock/lo‑fi di San Diego guidata da Nathan Williams, emersa a fine anni 2000 con dischi abrasivi e melodici. Ha raggiunto maggiore visibilità con King of the Beach (2010) e ha proseguito con album come Afraid Of Heights (2013) e V (2015), oltre al collaborativo No Life for Me con i Cloud Nothings.
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