Wu Ming, l'armata dei sonnambuli, richiami allo scrivere di Eco in questo libro di gradevole fattezza.

Lo sfondo della rivoluzione francese, dalla decapitazione del re all'inizio della controrivoluzione ma un continuum di personaggi che appaiono/scompaiono.

Belle citazioni di Goldoni e Moliere, la falsariga del Campiello di Goldoni sembra il filo narrativo del libro.

Il campiello (la piazza veneziana) qui diventa Parigi, con i suoi locali, le corse dei rivoluzionari e di un medico che pratica quella forma di magnetismo/ipnosi.

La lotta tra il medico ed un altro personaggio, gli scopi che si prefiggono i due, allacciano ulteriori relazioni narrative all'interno delle pagine.

Wu Ming è già di per se una forma collettiva di scrittura, lo si nota in modo particolare nelle citazioni. L'ampio respiro del libro consente riflessioni plurime, che vanno dal concetto rivoluzionario/socialista della proprietà a quello delle credenze popolari e le interazioni con la scienza.

Gradevoli i personaggi, le ambientazioni ed i "costumi", molti neologismi utilizzati senza scadere nel turpiloquio o nella volgarità.


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