Copertina di Xiu Xiu The Air Force
donjunio

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Per appassionati di musica alternativa, post wave, synth pop e sperimentazione sonora, fan di testi intensi e poetici.
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LA RECENSIONE

Quinta fatica discografica per il tenebroso Jamie Stewart e la sua musa Caralee McElroy, affiancati in questa circostanza da Greg Saunier dei Deerhoof (in qualità di produttore e membro non ufficiale).

Il connubio di chincaglieria post wave, di solenni aperture classicheggianti violentate da scariche al vetriolo di synth pop e di chitarre, di sperimentalismo post rock e variabili da musica folk e cabarettistica illumina le 11 tracce che compongono “The Air Force” forse con minore intensità rispetto a capolavori come “Knife Play” o “Faboulous Muscles”, ma i risultati sono sempre ottimi. Ed è pure intatta la poetica del gruppo, la solita “Ian Curtis Wishlist”, per citare uno dei brani più famosi del gruppo californiano: le sofferte interpretazioni di Jamie, i suoi testi lancinanti tra Dennis Cooper e Yukio Mishima, amore e morte che si inseguono in un forsennato gioco d’ombre. Caso mai il linguaggio sonoro tra questi solchi si è ulteriormente affinato, arrivando a scavare momenti di concisione pop praticamente perfetti nel consueto tourbillon rumorista: ”Boy Soprano” ad esempio, che si regge su un fantastico giro d’ organo che ipotizza una futurista “Decades” dei Joy Division , e con un testo come sempre torbido (“pulling out a bat at the Kill Me Court /slaps me that I can't handle you /but yes no yes no yes /tell me how to live /boy soprano /take me away from here”) che sembra rispondere al celebre quesito curtisiano di quel pezzo, “Here are the young men, where have they been?”.

Altri highlight di pop sinistro e obliquo sono la pianistica “Buzz Saw”, l’haiku crepuscolare “Hello From Eau Claire” (cantata da Caralee) e soprattutto “Vulture Piano” (un arpeggio rubato a Johnny Marr e inserito in un lancinante muro del suono) e “Save Me” (“She’s Lost Control” passata in lavatrice), eccellenti nel dimostrare quanto nessuno come Jamie abbia saputo rinnovare il canovaccio new wave in questi anni.

Non mancano certamente i momenti per chi rimpiange la claustrofobica e contorta introversione dei dischi precedenti: minisuite surrealiste come “The Fox And The Rabbit” e “Pineapple vs. the Watermelon” ammaliano coi loro intrecci di violino, piano e sintetizzatori, mentre la rarefatta “Wig Master” chiude il sipario, a fari spenti, tra musica soffusa e testi come “Loneliness isn't being alone/It's when someone loves you/And you don't have it in you to love them back”.

Certo, Jamie Stewart ha capito tutto dell’amore.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza The Air Force, quinto album di Xiu Xiu, evidenziando un’evoluzione sonora che miscela post wave, synth pop e folk. Jamie Stewart conferma la sua capacità di rinnovare il sound e la poetica intensa, tra testi lancinanti e momenti di rara concisione pop. Brani come “Boy Soprano” e “Vulture Piano” sono citati come highlight, mentre le atmosfere oscure e introspettive continuano a dominare.

Tracce testi video

03   Hello From Eau Claire (02:54)

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05   PJ in the Streets... (02:57)

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07   Saint Pedro Glue Stick (01:17)

08   The Pineapple vs. The Watermelon (03:28)

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10   The Fox & The Rabbit (03:12)

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Xiu Xiu

Xiu Xiu è un gruppo sperimentale statunitense guidato da Jamie Stewart, attivo dal 2002. La band fonde elettronica abrasiva, post‑punk e melodie oblique; dal 2010 la colonna portante è il duo Stewart/Angela Seo. Tra i progetti speciali figurano l’omaggio a Nina Simone e Plays the Music of Twin Peaks.
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