The Velvet Underground: White Light/White Heat

Recensione di: Fast&Bulbous , (il 24 gennaio 2007 in prima serata) | Voto: ●●●●● | Ascoltala / lo PrecedenteUna a casoSuccessiva

Copertina di The Velvet Underground White Light/White Heat

'White Light/White Heat' è sporco. E' duro. E' il punk prima del punk, il metal prima del metal, la new wave prima della new wave. 'White Light/ White Heat' è droga, sporcizia, disordine, confusione, oblio. Cosa può volere di più un puro ascoltatore di Rock?

Senza Nico e Wahrol, nella loro formazione originale, i Velvet Underground ebbero finalmente tempo per esprimere nel miglior modo possibile il loro lato oscuro, sperimentale, folle e forse un po' marcio dentro.

Ed è da questo progetto che nasce uno dei dischi più importanti per il Rock come lo intendiamo oggi. 'White Light/White Heat', è se vogliamo fare un paragone, la parte sporca e oscura di The Velvet Underground & Nico. Dalla title-track si può subito intuire il progetto di Reed e compagni. Suono confuso, distorto, feedback, suoni che sembrano provenire direttamente dalla presa elettrica. Tuttavia la prima traccia ancora contiene la forma della "canzone" tradizionale, Verse Chorus Verse, per intenderci. E' con "The Gift", superba composizione free-form, accompagnato da un tragico racconto in puro stile underground, che il Velluto inizia a provocare, a iniziare la sua folle impresa di modificare il Rock definitivamente. La dolce ballata "Lady Godiva's Operation", accompagnata da un violino elettrico fantastico ma quasi impercettibile, è un inno alla prolissi, alla ripetizione. Quelle che sembrano chitarre e batterie sono in realtà strumenti per un'ipnosi trasudante di feedback. "Here She Comes Now" è una transition, l'unica canzone dell'album ad essere veramente melodia pura, poesia. "I Heard Her Call My Name" segue lo stesso concetto zen di "Lady Godiva's Operation": ipnosi in chiave pre-punk, questo brano lima e affina i concetti che in quegli anni si erano venuti a formare di musica "Hard".

Ma la rivoluzione è appena cominciata. Sta per iniziare "Sister Ray". Scritta su un treno dopo una pessima performance, "Sister Ray" è il brano più sconvolgente che un gruppo musicale abbia mai creato. Droga, alcool, sesso, puttane, sangue, sono racchiuse in 17 minuti di follia, 17 minuti di libido musicale. Una voce che cerca in qualche modo di raccontare una storia, urlando sotto quella chitarra impazzita che non fa altro che delirare per tutta la durata della canzone. Un'orgia di rumore nella quale una batteria batte lo stesso ritmo costante per tutta la durata della traccia, senza mai perdersi un secondo; un organetto che si improvvisa fratello gemello della chitarra, e generante una litania lunga metà brano, raggiungendo il suo punto massimo al minuto 4:28. Il ritmo si fa poi sempre più blues, più rilassato, ma mantenendo quel ritmo e quel tono intrascurabile. La fine arriva, dopo decine di sbalzi, sussulti, dopo questi 17 minuti di angosciosa agonia. Improvvisamente, come un infarto, chitarra, batteria, organo smettono di suonare.

Dopo 'Velvet Underground & Nico' e 'White Light/White Heat', niente sarà più come prima nella musica, e dopo averli ascoltati, tutto in noi cambierà.

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Sommario

The Velvet Underground: White Light/White Heat;
Recensione di Fast&Bulbous per DeBaser
, 1/24/2007 9:36:00 PM (●●●●●)

Anno: 1968

Generi:

Informazioni nel web: The Velvet Underground

Album collegati: White Light/White Heat

Artisti collegati: The Velvet Underground «Una delle colonne portanti del Rock. Senza di loro il rock alternativo non sarebbe mai esistito»

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Voti e commenti

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  1. PRETAZZO | il 25 gennaio 2007 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    sì e no.
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  2. MA PROPRIO PROPRIO | il 25 gennaio 2007 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    si dai...Metto su sister ray..
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  3. PRETAZZO | il 25 gennaio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    sister ray?? di prima mattina?? ahiahiahi...poveri timpani... :-))
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  4. CRITICHINO | il 25 gennaio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    detto che è un disco bellissimo e anche se i brani non sono classici come heroin o venus in furs come suono è questo il disco più rappresentativo dei velvet underground: però questa storia di "Sister ray più grande brano di sempre" è inequivocabilmente made in scaruffi. Nulla di male in quel che dice Pierone a proposito del disco, e il brano è di assoluto valore, ma è davvero possibile che lo stesso identico brano diventi la musica favoritissima&imbattibile di milioni di persone, con particolare riferimento all'italia? Adesso, non voglio alimentare polemiche pro o contro scaruffi (che mi piace anche molto), ma mi spaventa un po' non che si ascoltino i dischi che consiglia (lui come tanti altri, beninteso, solo che lui ha il website), ma che si ripetano un po' a pappagallo le cose che dice, senza averne per giunta la stessa erudizione. Io credo che possa esistere una base comune che si può chiamare "valore oggettivo" , per cui si può riconoscere che sister ray è un grandissimo brano, rivoluzionario (ma ai fini del piacere conta poco), vero, con un testo eccezionale, persino asciutto nel suo casino assordante. Ma che diventi il brano preferito di cinquant'anni di rock di così tante persone non ci credo, esiste anche un gusto personale e pare essersi annullato in frasi come "Sister Ray è il brano più sconvolgente che un gruppo musicale abbia mai creato": e allora capisco anche i detrattori che parlano di pecore al seguito, e non me ne voglia il recensore perchè non ce l'ho con lui in particolare.
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  5. FLOYDMAN | il 25 gennaio 2007 in mattinata | Voto: 3 | Voto al Disco: 3

    dueballe oh...
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  6. CRITICHINO | il 25 gennaio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco: 4

    il momento dell'autocritica: è una cosa che ho fatto anche io, e in buonafede, spinto dall'entusiasmo dell'ascolto di tanti grandi dischi. Però, e qui mi beccherò del politicamente corretto/fascista/semplicement e stronzo, forse senza avere le idee chiarissime e senza la necessaria cultura serve a ben poco ripetere le parole di altri, forse a volte è meglio il silenzio. Per fare un esempio, è come se tutti ripetessimo che Quarto potere è il nostro film preferito: io ne riconosco l'importanza, ne posso vedere i tratti innovativi se ho una buona erudizione, ma non lo metterei mai in un elenco dei miei film preferiti (e ne preferisco altri di dello stesso welles), perchè, oltre al fatto che 65 anni sono un bel divario per cui immaginario e sensibilità sono ben diverse da quelle dell'epoca, anche l'affinamento della tecnica e la consapevolezza dei mezzi fa si che ci siano film più recenti che preferisco. Forse sono un po' contorto, ma spero si capisca
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  7. MA PROPRIO PROPRIO | il 25 gennaio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    sisi hai ragione, però sister spakka :-))..più che altro l'organetto...è da manicomio :-)...ma perchè non mi arriva la mail quando commentate?porca...
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  8. PRETAZZO | il 25 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    boh, nemmeno a me arrivano le notifiche
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  9. LORD | il 25 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 2

    Tanto mi piace il primo quanto odio questo disco; e pensare che registrato in maniera diversa avrebbe potuto essere ben altro: da mal di testa
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  10. . | il 25 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    si registrato meglio avrebbe potuto essere altro: per esempio, un disco peggiore.
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  11. LORD | il 25 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    Eh?
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  12. . | il 25 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    non è difficile da capire: un disco psichedelico di rumore, dove i musicisti vogliono deliberatamente fare casino secondo te migliorerebbe senza dubbio con una registrazione perfetta e pulita? Dipende da quello che uno vuole ottenere. in questo contesto la registrazione approssimativa fa assolutamente parte del sound del disco.
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  13. . | il 25 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    che rumore è un "rumore pulito", insomma? il ragionamento è questo.
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  14. DAVEJONGILMOUR | il 25 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    ...si poteva parlare anche della title track..tutto sommato recensione poco coinvolgente, non tanto mi è piaciuta. Del disco ne ho parlato altrove, un 5 basta a spiegarlo.
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  15. MIKE77 | il 25 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    wui c'è la base di tutto!
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  16. STOOPID | il 25 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    Non saprei bene perchè, ma non mi è piaciuta. Di sicuro il metal non c'entra nulla. @critichino: concordo @pretazzo: mi sa che adesso se vuoi le notifiche va spuntata la casellina, meglio così.
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  17. EASYCURE | il 25 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    Ma metal prima del metal dove. E poi, non vedo proprio in cosa "velvet underground e nico" non fosse sperimentale e folle. Mah...
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  18. KIMDEALISSOHOT | il 25 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    all'alba del 2010 appare sempre più evidente che l'unico disco rock che valga la pena di essere ascoltato è white light white heat
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  19. PRETAZZO | il 25 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    uh grazie stoopid...non mi ero proprio accorto di questo cambiamento...ci credo che non mi arrivavano le mail! :-/ Grazie ancora, ciao! :-)
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  20. JOE STRUMMER | il 25 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    "all'alba del 2010 appare sempre più evidente che l'unico disco rock che valga la pena di essere ascoltato è white light white heat" parafrasando scaruffi vero Kim?
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  21. KIMDEALISSOHOT | il 25 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    si ogni tanto mi piace parafrasare le perle di colui che considero uno tra i migliori satiri usciti fuori dal 2000 ad oggi.
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  22. MA PROPRIO PROPRIO | il 25 gennaio 2007 in prima serata | Voto: | Voto al Disco:

    si ma io la barro la casellina, ma non arrivano lo stesso...eccheccaz...
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  23. SNELLUZ | il 25 gennaio 2007 in prima serata | Voto: 5 | Voto al Disco: 5

    MMMM SIII QUESTO DISCO ASSUEFA LA FACCIA OSSUTA DI LOU è DA SCHIAFFI, MA NON SEMPRE QUESTO è UN DIFETTO. ANZI. SULLA VICENDA DI SISTER RAY SONO DACCORDO CON GLI ANTI-SCARUFFIANI, MA SENZA NULLA TOGLIERE AL BRANO. ANZI ANCORA. TROVO INOLTRE CHE LA REGISTRAZIONE TROVATA DA ALCUNI DISTRATTA SIA UN PUNTO DI FORZA DELL'ALBUM, è UNA CARATTERISTICA, UNA CONDITIO SINE QUA NON. NON SAREBBE white light/withe heat, NON SAREBBE sporco, duro proto-punk, metal e new wave. IO QUASI LO ARROTOLO E ME LO FUMO, PER QUANTO POTERE HA SU DI ME. GENIALE
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  24. UNPOINCARNUZ | il 25 gennaio 2007 in seconda serata | Voto: | Voto al Disco:

    snelluz, a parte che il caps lock è sempre abbastanza irritante, nonchè indice di persona che vuole i riflettori puntati su di sè, denotando una certa immaturità di fondo...a parte questo, ma che cazzo hai detto?
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  25. ICON | il 26 gennaio 2007 dopo mezzanotte | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    SISTER RAY è L ENERGIA FATTA SUONO. Quando ascolti per la prima VU&Nico è WLWH ti sembra di aver perso tanti anni della tua vita ad ascoltare merda.. (senza nulla togliere a Floyd e Doors)
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  26. LENTO BANG | il 26 gennaio 2007 in mattinata | Voto: 2 | Voto al Disco: 5

    il cinque che metto é riferito alle merdine no alle stelline.
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  27. HAPPYPIPPO | il 26 gennaio 2007 in mattinata | Voto: 4 | Voto al Disco:

    Scaruffi: ma avete mai letto il suo metodo infallibile per giudicare un opera (musicale, letteraria, il resto dello scibile umano?). Guardate che per ogni Cartesio c'è un Pascal dietro l'angolo...Se Scaruffi imparasse a suonare un po' il pianoforte e prendesse 2 lezioni di teoria e solfeggio forse non userebbe termini a sproposito come spesso gli capita fare. Boycott: che poi riesca a dire anche cose azzeccatissime, beh lo spero da qualunque persona un minimo intelligente. Sul disco mi astengo, sulla recensione no.
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  28. HAPPYPIPPO | il 26 gennaio 2007 in mattinata | Voto: | Voto al Disco:

    D'altra parte esiste il problema della sistematizzazione e storicizzazione delle opere e un lavoro critico è inevitabile, necessario. Ma sempre relativo, con un metodo indubbiamente ma senza formule perfette. Per chi crea invece ogni influenza, ogni passione, ogni incontro può generare arte e spesso è il principio del piacere a far scattare questa molla. Che è molto piu' utile del principio "industriale", anche se su questo ci sarebbero cose da dire...
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  29. ALIAS | il 26 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    a me quello che fa paura di critici come lui è il suo enciclopedisco, nella legge fisica il tutto corrisponde al nulla, e questo spiega bene il tentativo di questa gente di voler esplicare ogni branca del sapere e dell'arte, l'approcio di un critico è un approccio estremamente "fazioso", "parziale" ed "ottuso". ad esempio uno può sostenere la crescita del rock come arte e la complessificazione delle strutture e il suo diventare sempre più "per adulti" oppure può ostacolare qualsiasi forma di crescita o evoluzione perchè il rock non perda una virgola del suo spirito originario. Il limite è proprio questo, non voler vedere cosa ci sta in mezzo, a loro fa comodo così, perchè così sono più veloci nella loro azione psicolabile di redigere ogni forma di manifestazione artistica umana, ecco chi sono questo genre di critici: un individuo losco, occhialuto, che siede al buio, odia quello che fa, perchè vorrebbe essere lui l'artista.
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  30. ALIAS | il 26 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    *ENICLOPEDISMO
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  31. JOSEPH K | il 26 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    la sagra del luogo comune, questa del critico che fa il critico perchè sarebbe un musicista fallito (bella da dire per esempio a David Thomas). A parte che critichi anche tu, quindi il discorso varrebbe anche per te. A parte che a leggere le tue recensioni e le tue scelte ti sei abbeverato parecchio alla fonte Scaruffi. La critica serve. Ha i suoi limiti certo, perchè è impossibile che non ne abbia vista la quantità gargantuesca dei dischi da valutare e inquadrare.
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  32. EASYCURE | il 26 gennaio 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco:

    ho letto un pò della discussione su Scaruffi.. rispondo solo all'ultimo commento di Alias: non hai torto, ma attenzione; molto meglio lui che col suo approccio sistemico rifugge squallide questioni di ipocrita (e spesso frutto di ignoranza) contingenza che la stragrande maggioranza (o forse totalità) della critica italiana e internazionale di oggi. Perchè il rischio, e anzi purtroppo il fatto è di vedersi recensiti come nuovi capolavori centinaia di dischi garage o "new new wave" totalmente senza senso per il solo fatto che non c'è di meglio, che non esiste avanguardia, che il revivalismo è imperante e allora quello che c'è va accettato in quanto tale. quando leggo le recensioni dei vari mensili di musica mi sembra di avere a che fare con due categorie di critici: gli imbecilli e i disonesti (che poi probabilmente sono entrambe le cose). I primi sembra che abbiano una cultura che non va più indietro del 2001. I secondi pretendono di spacciare a nuovi fenomeni gruppi che hanno un decimo dei requisiti di altri spacciati fenomeni in altri tempi. è critica sterile, inutile, che non si evolve perchè non ha il coraggio di parlare di quello di cui dovrebbe parlare, che non forma ma si asservisce, che nega dunque il concetto stesso di critica, ne annulla il senso. Molto ma molto meglio un critico come Scaruffi allora... inoltre tu dici che molti critici vorrebbero essere artisti; io dico, meno male che non lo sono.. ridurrebberoi la loro analisi alla visione preconcetta della forma del loro approccio mentale.. ci vorrebbero semmai più artisti che avessero la consapevolezza del critico
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  33. ALIAS | il 26 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    dici anche cose che condivido easy, condivido quello che pensi sulle 2 categorie preponderanti della stampa rock, , su personaggi numi tutelari come scaruffi mi sono già espresso, ognuno alla fine a la sua opinione su gente come lui, e di quelli o che si ama o che si odia, io diciamo che ormai mi sto fissando ( e lo dico senza problemi, ognuno ha le sue fissazioni) con una cosa che purtroppo sta accadendo, ultimamente ho notato questa nuova piega generazionale: sembra che ci sia una intera generazione di ragazzi, uno più giovane dell'altro, che vive, respira e sogna con un unico desiderio: "da grande voglio fare il critico rock!" , detto francamente a me questa cosa fa paura, sono realmente sincero, un tempo il sogno artistico era appunto il creare, essere tu l'artista, oggi invece si pensa solo a denigrare o elevare il lavoro altrui, secondo me è un sintomo di tempi bui sotto il profilo della creazione, ed il coraggio di osare per creare, la cosa che fa ridere e che i critici rock stanno cominciando ad avere una specie di groupies, come le rockstar, ma molte/i di loro sono giovani aspiranti critici rock, come quelli di Shakin' Street di un sesso o dell'altro ma ROTFL. Brutti tempi :-)
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  34. NORFOLKIANO | il 26 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    salve. completamente d'accordo con easycure. tra scaruffi che mi piazza tra le canzoni più belle della storia del rock miss fortune e sister ray e la critica che urla al capolavoro per l'ennesima operaccia di new new new wave, da quale parte volete che penda la ragione? che poi scaruffi spari spesso diverse baggianate non ci piove...ma il discorso è un altro. se ti piace il rock, se ti piace davvero, se ti piace quello che ha rappresentato e rappresenta non puoi non idolatrare sister ray e ogni singola nota di questo album. scaruffi o non scaruffi, è un album semplicemente unico ( per inciso: 7° nella mia classifica degli album rock ).
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  35. NORFOLKIANO | il 26 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    ops...il voto...
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  36. ALIAS | il 26 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    *HA LA SUA OPINIONE
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  37. ALIAS | il 26 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    e poi certo esistono i julian cope, come diceva Nietszche ormai non ha più senso un artista che non sia anche filosofo e viceversa, ma ben vengano uomini così, come Cope, che infiammano anche con 3 righe di critica, compongono la divina commeduia parlando di kraut rock, io parlo di altra gentina, e chi mi vuol capire mi ha capito, di quelli che non hanno mai imbracciato uno strumento.......e scrivono, scrivono.....
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  38. JOSEPH K | il 26 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ma, detto che Scaruffi pare a leggere le sue schede che abbia parecchia dimestichezza con le regole dell'armonia...che cosa vuol dire che un critico in generale debba saper suonare per poter avere un giudizio? quindi tu alias non puoi giudicare un film, un quadro o un libro se non conosci la tecnica? Quindi se non sai fare sweep picking sulla chitarra non puoi valutare la musica di frank gambale? TI rendi conto dell'assurdità? Io credo che le conoscenze della tecnica possano al massimo far capire quando succede qualche cosa (tipo senti una scala esatonale e gli abbini il suo nome: "scala esatonale"), ma non hanno nulla a che vedere con le capacità estetiche di un individuo, che dipendono in buona parte dalla cultura. Cultura intesa anche come mancanza di pregiudizi, grande apertura mentale e capacità di inquadrare un disco tra migliaia di dischi, per bellezza (concetto che meriterebbe parecchi distinguo), importanza e innovazione.
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  39. ALIAS | il 26 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    io quando guardo un film potrei dire se il film mi è piaciuto o se non mi è piaciuto, non avendo dimestichezza con la tecnica non posso parlare di altre questioni se lavorassi come critico, non penso sia un assurdità, anzi, un esempio: guardo i film di tarkovsky e posso dirlo, questo qua era un genio, ed infatti sono solito dirlo per i cazzi miei , non di certo stipendiato da qualcuno, i suoi film sono dei capolavori, non mi azzardo certamente ad entrare in profondità, solo per fare lo sborone, non avendo mai visto io un regista girare, certo so come funziona, ho anche studiato semiologia del cinema, teorie e tecniche del linguaggio cinematografico, storia della fotografia e altre cosine, ma non basta, e proprio quello che volevo dire io, è un arroganza bella e buona questo di ergersi a critico di un artista che ad esempio 24 ore su 24 lavora ai suoi progetti e pensa solo a quello (cioè il vero artista), quando invece il critico è critico dalle 22 alle 24 serali, 2 o 3 ore al giorno, non si puo criticare l'artista che vive solo di arte ( e ne esistono) 24 su 24 da uno che lo fa per 3 ore per guadagnarsi il pane, è un arroganza. poi libero di pensarla come vuoi, ci sono punti condivisibili anche nella tua opinione del resto.
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  40. ENCICLOPEDIA GRASSHOPERS | il 26 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    Secondo me alias, nel tuo discorso c'è una punta di esagerazione, la musica rock essendo un arte bassa si presta meglio a venire giudicata senza conseguire chissà quali basi e diplomi, voglio dire, non bisogna essere degli Sgarbi per parlare di musica rock secondo me, non esiste ancora una "facoltà di critica rock", esistono o sono esistiti corsi di giornalismo rock, tenuti mi pare da quelli meno reputeremmo tali ^___^
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  41. JOSEPH K | il 26 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    ma alla fine un critico (che certo, è meglio che conosca anche la teoria, dal momento che deve parlare di musica, o di arte) spesso ha una cultura a 360 gradi (o perlomeno dovrebbe averla perchè è vero anche quello che dice easycure) che invece molti musicisti non hanno, spesso ugualmente superbi e compresi nel loro ruolo di artisti, convinti che magari avere una coscienza della storia dell'arte non abbia alcuna importanza. Per quanto mi riguarda la critica è fondamentale, uno produce un prodotto tra milioni di altri prodotti e qualcuno si prende la briga di scremarli, e di trovare il meglio, e se uno ha fatto un disco di merda pretendo che la critica me lo dica senza tanti giri di parole (motivando). Poi d'accordo i divismi, l'impreparazione di molti, però è un male assolutamente necessario.
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  42. EASYCURE | il 26 gennaio 2007 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    non sono d'accordo con la definizione di Alias del critico. anch'io penso che il critico debba avere cultura e estetica, ma non necessariamente sapere e conoscere della tecnica di una data arte. E questo perchè un arte è espressione, e la tecnica serve ad una data espressione. un critico semmai deve conoscere gli espedienti, più per pura completezza che per altro, ma non è detto, e ripeto spesso meglio che non lo sia, che debba sapere il come nella pratica si utilizza un certo espediente o regola. Inoltre l'arte è peculiarità di chi compone, scrive, dipinge, etc. ma la cultura intesa come bagaglio storico di una certa forma d'arte è appunto prerogativa della critica, che ha fondamentalmente lo scopo di discernere (o meglio: provare a discernere) il bello dal brutto. Nel complesso l'artista fa arte, ma la cultura, nel bene e nel male, la fa il critico. dunque la critica rock d'oggi, limitandosi squallidamente a propinare mode, uccide e nega il rock come cultura, perchè non ammette l'esistenza di un "bello" che vada oltre l'intrattenimento, cioè che si configuri davvero come arte e quindi possa costituirsi come bagaglio storico culturale.
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  43. TYLER DURDEN | il 27 gennaio 2007 nel primo pomeriggio | Voto: 4 | Voto al Disco: 5

    Disco bellissimo ma a mio avviso un pochettino inferiore al classico V.U. and Nico (il disco con in copertina la banana per intenderci)...poi per la cronaca i Sisters of Mercy su SISTER RAY ci hanno fatto una cover M-E-M-O-R-A-B-I-L-E!!!!!Recens ione buona...
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  44. LUX | il 18 febbraio 2007 in seconda serata | Voto: 3 | Voto al Disco: 5

    possiamo continuare a parlarne qui, Alias, del nostro discorso sulla rece del Black Album..cosi facciamo intervenire pure Easy e diamo il via ai fuochi d'artificio sulla critica del rock! Ah, intanto voto ovviamente..
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  45. SANJURO | il 18 agosto 2007 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 5

    New Wave, noise rock, poesia, psichedelia, drone, proto-punk, pop tutto amalgamato divinamente...capolavoronissim o
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  46. WOW, PALOZ è divèrs_!!! PALOZ | il 25 marzo 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 5

    È un commento divèrs!

    Capolavoro. VU&Nico era la pietra miliare, questa è la sua (fors'anche migliore) evoluzione..
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  47. LONEWOLF | il 6 aprile 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: 3 | Voto al Disco:

    Il meglio del meglio degli ultimi 50 anni.
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  48. SQUIREISGOD | il 21 agosto 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco: 1

    Ho letto una recensione di questo disco illuminante: "a conferma di quanto sia utile avere del gusto, anche un assolo di tastiere può non essere barocco, qualunque cosa pensi chi è svezzato a pane e punk". Complimenti. Intanto chi è svezzato a pane e punk è l' ultima persona al mondo in grado di dare lezioni di gusto, poi che gli assoli di tastiere siano kitsch è solo la stupida opinione generale (molto diffusa). Chi è di buon gusto, i Sex Pistols?
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  49. LARROK | il 21 agosto 2008 nel tardo pomeriggio | Voto: | Voto al Disco:

    chi identifica il punk con i Sex Pistols non ha capito un cazzo di musica
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  50. PEGGIOPUNX | il 7 febbraio 2009 verso mezzogiorno | Voto: | Voto al Disco: 5

    certo che per non mettere il massimo dei voti a questo disco bisogna propio nn capire un cazzo di musica
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  51. DANVERLAINE | il 23 febbraio dopo mezzanotte | Voto: 1 | Voto al Disco: 4

    Un disco importantissimo, ma non sempre piacevole. Si dirà che era loro preciso intento non essere ammalianti, perfetto, però se devo stare a dire molto semplicemente quanto mi piace ascoltare questo disco devo dire non molto. Sister Ray si, lì si gode, ma ciò che c'è intorno mi ha sempre preso pochino. Nel complesso lo si apprezza più col cervello che con la pancia. Rece piena di vaccate.
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Car_ amic_,
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E allora, cosa aspetti, canaglia? Gricca su questa frase!