Copertina di A-ha Lifelines
loupin

• Voto:

Per amanti della musica pop ed elettronica anni '60-'80, fan degli a-ha, ascoltatori di ballate e musica d'ascolto riflessiva
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LA RECENSIONE

"Lifelines" è l'ultimo album degli A-ha pubblicato nel 2002. Contiene ben 15 canzoni che ho il piacere di descriverVi una ad una:

"Lifelines" - Una ballata dolce e malinconica con un ritornello a due voci con Anneli Drecker che spacca in due la canzone in maniera netta ma incredibilmente omogenea. Da sentire accompagnato dal video che ho personalmente trovato magnifico come il brano. "You Wanted More" - I suoni elettronici dominano il pezzo insieme alla voce di Morten Harket. Il ritmo è scandito dalla batteria sintetizzata che rende la canzone molto "Duran Duran" il ritornello sembra opera di Moby. Effettivamente questa canzone "vorrebbe di più" ma l'arrangiamento l'ha resa forse meno di quello che poteva essere. Comunque bel pezzo che migliora a ogni ascolto successivo al primo. "Forever Not Yours" - Primo singolo estratto dall'album che doveva spingerne la pubblicazione. Ritmo scandito dal riff di tastiera di Magne e (ancora) dalla batteria elettronica. La canzone sa di revival anni '80 decisamente poco originale e qui la voce di Morten Harket sembra quasi non essere troppo convinta di ciò che sta cantando. Dimenticabile. "There's A Reason For It" - Finalmente batteria vera (almeno sembra). Atmosfera scura e sonorità sommesse fino all'esplosione (non troppo violenta) in un ritornello Beat molto anni '60. Forse sonorità più scintillanti avrebberò dato al brano una migliore intensità; comunque bel pezzo. "Time And Again" - Qui la voce di Harket esalta le qualità compositive di Paul Waaktaar in un pezzo di una dolcezza e di una intensità incredibile. É difficile descrivere bene questo pezzo bisogna sentirlo per capire… senza parole…

"Did Anyone Approach You?" - Ancora suoni elettronici e sonorità anni '80, ritmo addirittura dance miscelato insieme con maestria; voce che passa da toni bassi e sussurrati a toni alti con cori che riprendono ancora quello stile Beat che gli A-ha sembrano amare tanto. Terzo estratto di questo album. "Afternoon High" - Qui le atmosfere beat suonano inconfondibili con gli arrangiamenti moderni e leggeri. Quando penso a questa canzone mi sembra di vedere una pioggia di fiori piovere dal cielo e di avere i pantaloni a zampa d'elefante occhiali a goccia in attesa di vedermi con i compagni in strada per protestare nel '68 ma… ops siamo nel 2005… è finita la canzone… "Oranges On Appletrees" - Sulla falsariga di "Afternoon High" ma già dal titolo si capisce che qualche cosa devono averla bevuta prima di comporla 'sta canzone. Brano godibile e che accompagna bene la prosecuzione nell'ascolto del disco. La voce di Morten raggiunge profondità spaventose. "A Little Bit" - Cupa e sommessa comandata dalla chitarra acustica di Paul Waaktaar. Qui la cosa interessante sono i salti di tono da una strofa all'altra che rendono la canzone particolare. Avrei dato maggiore spazio (e volume) alla voce di Morten e all'orchestra. "Less Than Pure" - Il ritmo è incalzante nell'accompagnamento ritmico. Anche qui la tendenza Beat si fa sentire ma si miscela a sonorità più cupe che in alcuni momenti sfociano in una tendenza quasi New Age. Notevole Mix. "Turn The Lights Down" - Duetto tra Anneli Drecker e Morten Harket; dolce e leggero non pretenzioso ma personalmente non gradisco la voce della Drecker avrei visto molto meglio una Sade ad accompagnare Harket in questo inno all'amore.

"Cannot Hide" - Qui sembrano quasi i "Duran Duran" persino nella voce di Harket. Pop elettronico dalla ritmica veloce. Il ritornello ci ricorda che sono gli A-ha con buona pace di tutti. Alla fine della canzone Magne ha qualcosa da dirci in lingua Francese… "White Canvas" - Qui ci sono gli A-ha che si presentano a noi uno per uno e ci dicono che Magne suona il piano come se stesse dipingendo una tela, Morten ci dice che la sua voce è una tavolozza dove i colori si mischiano l'un l'altro e Paul ci dice anche le forme più astratte hanno bisogno di poter essere riconosciute per piacere. Piacere di avervi conosciuto! "Dragonfly" - Questo è un pezzo che in origine era cantato da Magne Furuholmen per la colonna sonora di un film Norvegese. Riadattata allo stile A-ha secondo il mio parere perde quella sorta di forma "grezza" che Magne gli dava con la sua voce graffiante e a volte adirittura fuori tono. Morten gli dà un ordine più preciso vocalmente e la canzone risulta più fluida dell'originale ma se volete ascoltare la vera essenza della canzone la dovete sentire in versione originale. Struggente. "Solace" - Il "conforto" di una ritmica solida e la solita voce dolce e forte di Morten insieme alle parti di archi danno alla canzone la giusta dimensione per poter permettere all'album di chiudersi lasciando all'ascoltatore la voglia di rimettere tutto in discussione un'altra volta, i propri gusti, il proprio ego e ciò che significa la musica. Riprende i colori di "Lifelines". É un bacio sulla testa prima del sonno, un abbraccio amorevole prima di partire.

In conclusione della mia personale recensione consiglio questo album a tutti gli amanti della musica d'ascolto e anche per chi con qualche anno in più (saltando qualche canzone) ha voglia di risentire certe atmosfere beat anni '60. Per chi preferisce il rock duro il rap e stili più aggressivi troveranno forse l'album piatto e senza attrattiva ma si sa che i gusti sono personali e come sempre tutti rispettabili… Comunque è il mio album degli A-ha preferito. Per citare Woody Allen: se i Robbie Williams e un ottimo "secondo piatto" i Depeche Mode un eccellente e fantasioso "Primo piatto" gli "A-ha" di "Lifelines" sono, per me, un "pasto completo"… il caffè ve lo offro volentieri io… Loupin

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Riassunto del Bot

Lifelines è il 2002 album degli A-ha che fonde atmosfere beat anni '60 e '80 con sonorità elettroniche moderne e ballate malinconiche. La recensione esplora ogni traccia evidenziando le qualità vocali di Morten Harket e gli arrangiamenti di Magne Furuholmen e Paul Waaktaar. Pur segnalando qualche brano più dimenticabile, l'autore lo definisce il suo album preferito della band. È consigliato a chi ama musica d'ascolto e atmosfere nostalgiche senza eccessi aggressivi.

Tracce testi

03   Forever Not Yours (04:06)

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04   There's a Reason for It (04:21)

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05   Time & Again (05:03)

06   Did Anyone Approach You? (04:10)

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07   Afternoon High (04:30)

08   Oranges on Appletrees (04:16)

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09   A Little Bit (04:10)

11   Turn the Lights Down (04:14)

16   Differences (original demo) (02:48)

17   Hunting High and Low (live in Oslo) (07:07)

18   Manhattan Skyline (live in Oslo) (06:12)

a-ha

a-ha è un trio synth-pop norvegese formato a Oslo nel 1982 da Morten Harket, Magne Furuholmen e Pål (Paul) Waaktaar-Savoy. Ha raggiunto il successo globale con Take On Me e gli album Hunting High and Low e Scoundrel Days. Dopo una pausa a metà anni ’90, è tornato nel 1998 (Nobel Peace Prize Concert) e ha rilanciato la carriera con Minor Earth | Major Sky (2000) e Lifelines (2002).
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