L'ultimo periodo del supergruppo svedese è legato ad una produzione sorprendentemente più cupa e meno positiva rispetto alla parte antecedente della loro carriera. Ascoltando tutti i dischi fino a "Super Trouper" si ha l'impressione che gli autori Benny Andersson e Bjiorn Ulvaeus abbiano creato una musica per sopravvivere in un periodo duro e dai forti contrasti, come dire: "ok il mondo è uno schifo ma dobbiamo provare a portare comunque un po' di leggerezza e freschezza per poter tirare avanti".
La loro musica infatti è positiva e colpisce direttamente il sistema limbico, solo l'attacco di "Mamma Mia" è capace di donare un po' di gioia al più cupo pensatore. Con il disco dell'80, accompagnato dalla fine delle relazioni che legavano i quattro, il tutto viene a essere ridimensionato, la musica è sempre interessante, geniale nella sua costruzione, ma al fresco pop degli esordi (mai più eguagliato purtroppo da nessun altro artista in questo campo) subentra una fredda new-wave elettronica con tinte oscure. "The Visitors" vede la luce nel '81 è chiarisce tutto, il gruppo leggero e trascinante non c'è più.
"Under Attack" è l'ultimo capitolo degli ABBA, l'ultimo singolo registrato per promuovere la raccolta di tutti i loro 45 giri nel 1982. Una canzone dall'incipit inquietante, fredde note di synt dipingono un'atmosfera minacciosa, la voce di Agnetha è impaurita e il canto è segnato da un forte senso di disagio. Lo stesso video della canzone mostra i quattro aggirarsi disperatamente al buio di un capannonne in cerca di un'uscita. L'apertura del ritornello è malinconica, con l'accompagnamento di Frida la musica cambia in un motivo di facile presa che però, se cantato, lascia dentro solo un grande gelo. Un assolo di synt spezza il tutto, ritorna la ripresa e lentamente la dissolvenza chiude la carriera di questa straordinaria band.
Il gruppo proverà a tornare in studio per mettere insieme "Opus 10", il nuovo album che praticamente quasi finito verrà messo nel cassetto e dimenticato.