Copertina di ABC Traffic
marcoroma

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Per appassionati di musica pop anni '80, fan degli abc, cultori del pop britannico e lettori interessati a recensioni musicali critiche.
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LA RECENSIONE

Martin Fry si veste ancora come nel 1982, quando creò il nuovo alfabeto pop degli ABC con il favoloso "The lexicon of Love". Ha 50 anni suonati ma le sue giacche di lamè non le ha volute proprio nessuno, e le indossa ancora lui. Fry e gli ABC hanno creato un suono originale, funk-pop che ha attinto a piene mani dalla Motown ed ha anticipato al tempo stesso di dieci anni il meteorite house.

Da un paio di mesi, a distanza siderale dallo spento predecessore "Skyscraping", è stato pubblicato questo nuovo album che, per colui che scrive, è l'ennesimo promemoria trillante che rammenta che di momenti felici nella vita ce ne sono due, tre al massimo. Fry va in giro da qualche anno a fare concertini assieme a Tony Hadley, altro transfuga che sbarca il lunario come crooner, e mi duole assai dirlo ma non ha più molto da offrire. Gli ABC sono stati tra le gemme più splendenti del panorama pop britannico grazie a monoliti quali "The look of love" e "Poison Arrow", e si sono frantumati la salute mentale andando in tour in Giappone per un anno. Li capisco. Mettimi per un anno la giacca di lamè e poi vedi. Hanno invertito rotta con un secondo album men che meno pop "Beauty stab", carino ma controcorrente, poi hanno giocato ai cartoni animati con "How to be a millionaire" ed hanno chiuso il ciclo delle cose belle con "Alphabet City". Nei successivi "Up" e "Abracadabra" non hanno saputo replicare la freschezza delle canzoni più orecchiabili (anche se "Love conquers all" era una gemma), ed ora riecco il Padre Pio degli ABC, l'unico con le stimmate, ripparire con un disco che non è neanche lontano parente di quelle note che mettevano di buonumore anche chi odiava il genere. La sola "The very first time" (anche singolo, ma fanno ancora i singoli?), ricorda, ma da molto molto molto lontano, l'innocua orecchiabilità di "The lexicon of love". Il resto è composto da undici tracks di maniera, un compromesso tra un rocketto slavato e un pop da radio che non tornerà più, talvolta piacevole ma, insomma, de che stamo a parlà. Caro Martin, facce sapé.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il nuovo album degli ABC, 'Traffic', mettendo in luce la nostalgia per il passato glorioso della band guidata da Martin Fry. Nonostante il tentativo di mantenere uno stile originale, il disco risulta lontano dalla freschezza e dall'orecchiabilità di 'The Lexicon of Love'. L'autore riconosce il contributo storico della band, ma sottolinea la mancanza di innovazione e il carattere tiepido dell'ultima produzione.

Tracce

01   Sixteen Seconds to Choose (03:11)

02   The Very First Time (03:38)

03   Ride (03:37)

04   Love Is Strong (04:06)

05   Caroline (04:45)

06   Life Shapes You (03:49)

07   One Way Traffic (03:44)

08   Way Back When (04:12)

09   Validation (03:57)

10   Lose Yourself (04:02)

11   Fugitives (04:02)

12   Minus Love (04:07)

ABC

ABC è una band pop/new wave di Sheffield guidata da Martin Fry. Debutta nel 1982 con The Lexicon of Love, prodotto da Trevor Horn, diventando un riferimento del movimento New Romantic grazie a orchestrazioni lussuose e melodie raffinate. Nel tempo esplora soul-pop, elettronica e influssi house.
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