Abul Mogard
Works

()

Voto:

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Lirismo è la parola che viene in mente nel tentativo di circoscrivere la portata di questa opera; malinconica come la nostalgia di qualcosa che non sia mai accaduto, o che non accadrà mai. Si avverte la nostalgia di un futuro assente e di un passato struggente mai accaduto, lo sguardo spalancato su un fronte di nubi di tempesta che passa sopra e attraverso, qualcosa di enorme, incombente, la ruggine che corrode il metallo. È musica che si guarda, in grado di evocare come un’allucinazione e di illudere come un bivio, è la nostalgia della vita di qualcosa che non l’abbia mai avuta.

L’opera raccoglie le prime composizioni dell’autore uscite originariamente su cassetta e cd-r, ma è tale la maturità dei pezzi che nemmeno la natura apocrifa di raccolta riesce a scalfirne la compattezza, la maestosa bellezza, la complessità.

L’agiografia vuole l’autore autodidatta già vecchio, operaio di un qualche oscuro kombinat post yugoslavo, che raggiunta la pensione si sia messo a comporre per riprodurre i suoni e le sensazioni della fabbrica. Non ci credo. Una tale vastità e portata non può essere stata concepita per tramite della catena di montaggio, non può essere stata assemblata; mi sembra piuttosto qualcosa di preesistente, di immanente alla vita del compositore, che lo affiancato e se ne è servita per trovare sfogo e perfetto compimento, come perfettamente compiuta, questa arte, dev’essere stata fino dal giorno della sua nascita.

Ascoltare “The Sky Has Vanished”, “Drooping Off”, “Tumbling Relentless Heaps”, “Despite Faith” significa rimanere schiacciati, sospesi, seduti in padmasana sulla sommità di una colonna mentre tutto intorno vortica la sabbia del tempo. Significa provare comprensione e sgomento, camminare per la strada consci che lo stesso identico luogo che stiamo attraversando è stato percorso negli anni, nei millenni, da innumerevoli creature con storia e realtà differenti, e lasciarsi sprofondare in questa moltitudine.

Questa DeRecensione di Works è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/abul-mogard/works/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Cinque)

odradek
Opera: | Recensione: |
Ehi, da quanto tempo... Ho un disco dell'anno scorso, che ho ascoltato un po' distrattamente. Credo gli presterò più attenzione, dopo averti letto. Questo, ho visto, si può ascoltare integralmente sul tubo
p.s. bentornato

BËL (00)
BRÜ (00)

leonid: ciao caro odra
ALFAMA
Opera: | Recensione: |
Conosco solo un lavoro del 2018, questo lo ascolto all'ora di pranzo
BËL (00)
BRÜ (00)

proggen_ait94
Opera: | Recensione: |
Spiluccando tra le tue rece vedo che hai recensito Enduser: ottimi gusti! Allora mi fido, visto che l'elettronica con sfondo industriale è in assoluto quella che preferisco
BËL (00)
BRÜ (00)

lector
Opera: | Recensione: |
Sembra interessante
BËL (00)
BRÜ (00)

ALFAMA
Opera: | Recensione: |
mi piace, sicuramente ritornerò
BËL (00)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: