Acqua fragile
A New Chant

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Voto:

Ho aspettato 10 giorni ed almeno 20 ascolti prima di cimentarmi in una, seppur parziale, descrizione dell'ultima Opera degli Acqua Fragile.

Ai primi ascolti l'album appare incomprensibile, destrutturato, pretenzioso e privo di quell'epicita' che aveva caratterizzato ben 45 anni prima le due Opere del gruppo, vale a dire l'omonimo album e subito dopo Mass Media Stars.

Poi poco a poco si apre il primo spiraglio con" My Forte" e "Rain Drops" due pezzi diversissimi ma che aprono una breccia all'ascolto ed alla percezione che qualcosa di forte stava per arrivare.

Ed infatti ecco spalancarsi nel suo splendore la seconda traccia "The Drowning" scritta da Lanzetti sulle parole di Nick Clabburn amico e paroliere di Steve Hacket che ricorda una perla di un altro grande, tale Peter Hammil in una composizione, ai piu' sconosciuta ed inclusa come brano d'apertura nel doppio CD del 2002 del live a Tokio della PFM presso il Club Citta', brano che si intitolava "Sea of Memory" .

Brano apparantemente semplice ma che si trasforma ascolto dopo ascolto fino quasi a diventare ossigeno per la mente ed inebriante stimolo nel volere credere ancora alla musica come colonna sonora della propria vita.

Per me l'album potrebbe finire li, e inizio del terzo brano "Wear Your Car Proudly" in perfetto stile pop anni 70 ( mi rifiuto di chiamarlo Prog dato che allora questo termine non esisteva) con uso di sintetizzatori , tempi dispari e di una notevole complessita', fa da sigillo a quello che potremmo definire il fulcro dell'opera, vale a dire i tre brani iniziali.

L'intermezzo in italiano "Tu per Lei" non mi convince nello svolgimento musicale, mentre il testo , con una metrica un poco forzata e innaturale, vuole parlare del rapporto tra musica e artista con l'intento di riportare il concetto di fare musica per il piacere di farla e nello stesso tempo per fare del bene alla musica stessa e non al musicista!

Del brano successivo "Rain Drops" non si puo' dire che bene come per il settimo brano "How Came" un altro evidente componimento di Lanzetti che utilizza la voce in modo piu' caldo che nel passato raggiungendo una maturita' espressiva e di padronanza degli acuti incredibile per un over 60 e rinunciando al tipico tremulo che caratterizzava il suo timbro vocale al tempo della partecipazione con la PFM.

Brano a tutto effetto e' il sesto "All Rise" con qualche riferimento al Franz Di Cioccio della PFM con un giovanilismo un po' fuori stagione da tutti in piedi e danzare del brano * Chi ha paura della notte" ma egualmente ben strutturato e di sicuro effetto.

Infine tarda a mostrarsi il brano che da il titolo al CD "A New Chant" che soffre , a mio parere, di una melodia un po' melensa e banale, che mal si accompagna con la maggior parte dei brani e avrebbe meritato un maggiore sforzo nel evitare passaggi da operetta o da canzone napoletana che non stanno nelle corde di Acqua Fragile.

Sarebbe bello ed interessante avere interviste e commenti da parte dei tre Autori, i superstiti che oltre a Lanzetti sono il bassista Franz Dondi ed il batterista Pietro Canavera,

Un CD da acquistare sicuramente per chi desideri usufruire di musica per pensare oltre che da ascoltare e per brevi attimi anche sognare!

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Commenti (Tre)

Almotasim
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Che notizia! Bella recensione appassionata.
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Green
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Mah!!!! esce un disco Prog italiano dopo decenni e nessuno se lo cag....fila!
Gli effetti della De Filippa si avvertono sempre piu!
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aragnof
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Cercherò di ascoltarlo. Li ho amati

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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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