Copertina di Agricantus Tuareg
Mukkiodossa

• Voto:

Per amanti della world music, appassionati di fusioni musicali, ascoltatori curiosi di nuove sonorità, fan di sonorità etniche ed elettroniche
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LA RECENSIONE

Ho affondato le mani nel fango ed è rimasto attaccato limo sotto le mie unghie. Canzoni come lente carovane, in viaggio verso città fantasma coperte dalle polveri del deserto.

Ogni brano è un diamante nella sabbia, da “Ljuljuten” (dove la cantante Rosie Wiederkehr comincia a rappare sommessamente per poi liberare la sua voce sorprendente in una ninna nanna Tamachek) a “Disiu”, dove una preghiera amorosa si distende su un mantello blu trip hop; passando per l’inquietudine danzante di “Com’U Ventu” e per le braccia della fascinosa “Carizzi R’Amuri”, un sogno di Es Souk prima della scomparsa delle acque che la circondavano (e ti senti riempire anche tu quando senti le parole “Es Souk si inchi, u cori si inchi” uscire dalle labbra della Wiederkehr, che prima si era abbandonata a vocalizzi lamentosi in sottofondo).

Il disco è una vera sorpresa. Mai avrei pensato che la world music potesse essere così stilosa. Qua i suoni di strumenti tradizionali provenienti da diverse parti del mondo vengono fusi in un'acida miscela elettronica, facendoci sprofondare sottozero come in una gelida nottata sahariana. I loops copulano con i battiti del darabouka, le voci si sovrappongono e si intrecciano, per poi dissolversi in echi misteriosi, sotto uno stormo di legni (Arghul, Duduk). Una miriade di suoni, intelligentemente combinati, per un ascolto che deve essere ad un volume abbastanza elevato da penetrare il timpano e aprire in due il cervello, per lasciare che la musica trovi lo spazio che le serve al suo interno.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive 'Tuareg' degli Agricantus come un album sorprendente e stiloso, capace di fondere strumenti tradizionali e sonorità elettroniche in un viaggio emozionante. Le tracce sono dipinte con immagini evocative e offrono atmosfere ipnotiche che coinvolgono profondamente l'ascoltatore. L'interazione tra voce, strumenti etnici e beats crea un ascolto che stimola intensamente i sensi.

Tracce testi

01   Ummiri (02:41)

03   Ljuljuten (tin-zawatine) (05:07)

04   Com'u vento (05:29)

05   Carizzi r'amuri (es souk) (04:43)

06   Azalai (04:25)

07   Tuareg (04:39)

08   Disiu (04:56)

09   Caruvana 'i sali (03:43)

10   U coni coni (03:17)

11   Dune (04:07)

Agricantus

Agricantus è un gruppo italiano di world music noto per intrecciare strumenti tradizionali (darabouka, arghul, duduk) ed elettronica, con la voce di Rosie Wiederkehr in primo piano. Ha firmato anche la colonna sonora di Placido Rizzotto.
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