Copertina di Alauda Ruiz de Azua Los Domingos
Confaloni

• Voto:

Per appassionati di cinema d'autore, spettatori interessati a temi spirituali e familiari, chi cerca film riflessivi su crescita e fede.
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LA RECENSIONE

L'altra sera, recandomi al cinema (per la precisione un bisala) vicino a casa, ho fatto una scelta in un certo senso impegnativa. Mi spiego: due erano le pellicole proiettate e precisamente " Michael"(biopic dedicato a Michael Jackson) e "Los Domingos". Data la mia idiosincrasia verso uno dei massimi esponenti della musicaccia plasticosa in voga negli anni '80, ho optato per il film spagnolo succitato. Mi ero gia` documentato sulla trama del film e sapevo quindi che si sarebbe trattato di un'opera difficile e ne ho avuto conferma.

Ambientata a Bilbao (Paesi Baschi della Spagna), l'opera ci introduce ad un personaggio femminile particolare. Si tratta di Ainara, una diciassettenne che studia con profitto ed e` prossima agli esami di maturita`. Una ragazza come tante altre, gia` con qualche filarino con coetanei. Nel corso di una gita oratoriale visita un monastero di monache di clausura e l'esperienza la tocca nel profondo. Al punto da rivelare , in ambito familiare, l'intenzione di farsi monaca. Una dichiarazione di questo tipo lascia sbigottiti tutti i componenti della famiglia. Intanto il padre, rimasto vedovo da qualche anno, e` molto assorbito dalla sua gestione di un ristorante per cui e` dovuro ricorrere ad un prestito, oltre a cercare conforto sentimentale in un'altra donna e ad avere anche il fardello di altre due figlie piu` giovani di Airara. Altrettanto sbigottite per l'intento di Airara sono la nonna e la zia Maite, donna di orientamento piu` laico e non soddisfatta per la sua vita sentimentale.

Insomma, in un quadro familiare cosi` moderno e incasinato tutto ci si potrebbe aspettare fuorche` una giovane non ancora maggiorenne che manifesta un inedito afflato mistico. E questo tenendo conto che tutti i personaggi prima citati assistono regolarmente alla messa domenicale, secondo una prassi consolidata ma piu` formale che realmente sentita. Lascio immaginare quindi il disorientamento di tali adulti che si aspetterebbero una giovane che, superati gli esami di maturita` , scelga semmai un percorso di studi universitari che la immetta poi nella vita civile e lavorativa. Ma sentire da Ainara che avverte una chiamata spirituale per lasciare la vita mondana ed entrare in un ordine religioso di clausura, beh non capita proprio tutti i giorni.

Va detto che il padre della giovane, per quanto distaccato, comprende che opporle un rifiuto totale non sarebbe saggio e, pur fra le mille riserve espresse dalla zia Maite, acconsente a che Ainara passi un periodo di prova di qualche settimana nel convento. Qui la vita scorre secondo ritmi costanti dedicati alla regola di "ora et labora" e le monache si sentono interiormente in pace, tanto da paragonare Dio ad una specie di marito che ti mette alla prova e tanto vale non provare sentimenti di privazione ( tipo la mancanza di certe comodita` della vita laicale) perche` nello stato monacale si ama e si e` amati da Dio . Una prova, quindi, per niente facile, ma Ainara tira avanti nella sua convinzione in quanto e` dal cuore che avverte la chiamata di Dio.

Se l'esito della vicenda e` in fondo inevitabile e la ragazza non cambiera` idea e i familiari non cercheranno di invitarla ad attendere almeno il raggiungimento della maggiore eta`, restano tutte le domande che scaturiscono dopo la visione della pellicola diretta con mano sicura da una regista spagnola poco nota in Italia e molto acuta nel rappresentare una vicenda inedita.

Intanto non c'e` riserva sulla scelta di credere o non credere in Dio dal momento che resta un fatto " in interiore homine". Semmai, la fede puo` costituire una ragione forte per vivere intensamente nella quotidianita` prodigandosi in attivita` di volontariato, come tanti giovani e adulti effettuano. Ad Ainara forse questo aspetto non pare sufficiente e quanto avverte e` proprio il grigiore di fondo del proprio ambiente familiare, molto avvolto nei compromessi e limiti quotidiani che ti fanno perdere di vista i grandi temi dell'esistenza come il senso dell'essere qui e ora.

Il bisogno di assoluto provato da Ainara (tipico di chi e` nella primavera della vita) la fa rivolgere ad un'altra dimensione in cui tutto e` regolato in onore a Dio. Certamente una strada sempre meno praticata e non e` un caso che la crisi delle vocazioni nella chiesa cattolica sia un dato di fatto e non mi ha fatto specie, nel film , che la madre superiora del convento non abbia a ridire che Ainara sia troppo giovane per entrare in clausura , ove il sentimento di solitudine di fronte a Dio puo` essere reale.

In buona sostanza, "Los Domingos" e` un'opera che ti smuove dubbi nell'animo, come ho provato dal mio punto di vista laico e scettico. Si diceva della matura prova della regista che approccia una tematica complessa come la fede in Dio, portata alle estreme conseguenze, senza calcare la mano e restando la piu` obiettiva possibile. Ma e` altrettanto notevole la recitazione dell'esordiente Blanca Soroa che si cala agevolmente nel ruolo di Ainara, tanto da renderla un personaggio si` parco di parole, ma dotato di una forza e fede interiori da mettere soggezione. Nulla la puo` smuovere e a vederla si puo` pensare che la profezia "Dio e` morto", pronunciata tempo fa da un famoso filosofo tedesco, non vale per chi e` puro di cuore e non teme di essere irrazionale.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora la complessità di 'Los Domingos', un film che affronta con delicatezza la scelta radicale di una giovane verso la clausura. La regista Ruiz de Azua dipinge con mano sicura i dubbi e i turbamenti di una famiglia moderna alle prese con la fede. Ottima l'interpretazione di Blanca Soroa in un ruolo carismatico e difficile. L'opera invita a interrogarsi sul senso dell'esistenza e sulla ricerca dell'assoluto.

Alauda Ruiz de Azua

Regista e sceneggiatrice spagnola, autrice di Los Domingos e del debutto Cinco lobitos (Lullaby).
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