Alessandro Stradella
Ester protrettrice del popolo Hebreo

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Voto:

A Cristina di Svezia, si sa, piaceva moltissimo chiacchierare. Se ne accorse, a sue spese, il povero Cartesio, che a causa di quelle chiacchiere ci rimise le penne.

Ora, in mancanza di filosofi o letterati o diplomatici o, magari, alti prelati, per disquisire andava più che bene anche il proprio medico personale.

Il medico in questione si chiamava Pierre Michon Bourdelot ed, oltre ad essere medico e studioso rinomato, era un amante della musica e musicista, seppur solo dilettante, anch’egli.

Il Bourdelot accarezzava da tempo l’idea di scrivere una storia della musica che, però, trattasse anche degli effetti della musica stessa sull’animo umano. Ne aveva parlato con la sua regale paziente e lei gli aveva regalato una storia che era perfetta per quel libro: la vicenda di Alessandro Stradella, salvato dalla Musica e condannato dall’amore.

Lei, Cristina, se lo ricordava bene quello Stradella. Giovane ed affascinante, figlio di un tale Cavalier Marc’antonio (che si era perso il titolo nobiliare per aver abbandonato il castello piacentino alle truppe papali durante un assedio nel 1643) cresciuto, poi, alle dipendenze dei Lante a Roma. Brillante e spavaldo, fin troppo baldanzoso, si era fatto conoscere come talentuoso musicista già intorno ai venti anni ma poi era stato costretto a fuggire da Roma accusato di essersi appropriato di alcuni fondi ecclesiastici e perseguitato dalla sua fama di libertino.

Cristina, sebbene avesse, in campo amoroso, gusti di tutt’altro genere, non poté non restare colpita dal fascino esuberante di quel giovanotto e dalla bellezza della sua musica che ella non mancò di sovvenzionare.

La storia che Cristina raccontò al suo medico era bella, diamine se era bella! Talmente bella che la ripresero e la riscrissero in tanti, in Francia ed in Inghilterra. Ampliandola ed infiorettandola in mille modi, finché non arrivò – quasi due secoli dopo – fin alle orecchie di Stendhal.

E Stendhal una storia così, lui che amava così tanto gli aneddoti (in special modo quelli riguardanti l’Italia), non se la lasciò sfuggire: la riscrisse ben due volte, una nelle “Vies de Haydin, Mozart et de Métastase” ed una seconda, e più corposa, nella “Vie de Rossini”. Facendo del nostro Stradella un vero eroe romantico.

E così il mito biografico sovrastò ed, in parte oscurò, la bellezza della Musica.

Peccato.

Ebbene, in quella storia il nostro Alessandro, era partito da Roma alla volta di Venezia e lì, oltre ad adoprarsi per mettere in scena i suoi lavori, si prestava come insegnante di musica per le famiglie nobili di quella città.

Fu così che, uno di questi nobiluomini, un Pignaver, decise di affidare la sua amante Hortensia alle capaci cure dello Stradella affinché la perfezionasse nel canto.

Ma le cure del bell’Alessandro furono fin troppo sollecite e non si limitarono alle sole capacità canore della dolce Hortensia.

E i due fuggirono a Roma.

Il Pignaver, accecato dall’ira, assoldò due rinomati sicari per lavare nel sangue l’onta subita, con la promessa di ben trecento pistole più le spese di viaggio.

Gli assassini seguirono i due amanti, prima a Napoli e poi a Roma. Qui vennero a sapere che il loro uomo avrebbe dovuto eseguire un suo oratorio, nella chiesa di San Giovanni in Laterano. Così, il giorno prefissato, si mischiarono alla folla degli astanti ed attesero la loro preda.

E qui avvenne il prodigio.

La musica, quella musica, commosse e turbò i due assassini a tal punto che essa “cambiò, come per miracolo, il furore in pietà ed entrambi si convinsero che era male attentare alla vita di un uomo il cui genio per la musica attirava l'ammirazione di tutta Italia e risolsero di salvarlo, invece che ucciderlo.”

Così l'attesero all'uscita dalla chiesa e gli svelarono il loro intento e quello del suo persecutore. Gli confessarono di come quella sua musica li avesse toccati, e gli consigliarono di partire il prima possibile per un luogo sicuro.

Ora, io ci ho messo un po’, ma mi sono convinto – in base alle mie ricerche – che quell’oratorio dovesse essere questo “Ester liberatrice del popolo hebreo” che qui, più che recensire, vi sto proponendo di ascoltare e scoprire.

Io non faccio testo perché nutro una vera passione per il Barocco. E mica solo la Musica o la Pittura e l’Architettura! No proprio tutto il Barocco, anche quello più osteggiato dalla critica occhiuta e bacchettona, anche quello letterario, tanto per dire.

E come non amare un secolo che vede personaggi incredibili come il povero Daniele da Volterra - il famigerato “braghettone” – (quella sì che sarebbe una storia da raccontare!) od in cui i poeti arrivano a comporre persino odi che vanno a celebrare i pidocchi della propria amata (“come fere d’argento in bosco d’oro”)?

Fate la piccola fatica di superare la distanza temporale che ci separa da questa musica, accoglietela come qualcosa di attuale, ne scoprirete la insospettabile modernità, la selvaggia dolcezza e questo vostro, piccolo sforzo, sarà abbondantemente ripagato. Saremo lì, pervasi da questa musica, insieme ai due assassini che provarono a salvare i due amanti.

Provarono senza riuscirci.

Infatti, Alessandro ed Hortensia ripararono a Torino. E qui, sebbene protetti dai Savoia (che però tennero Hortensia in convento finché il nostro Alessandro non si convinse a sposarla), furono ancora raggiunti dalle lame di nuovi sicari assoldati dall’implacabile Pignaver.

Uno di essi pare fosse il padre stesso di Hortensia.

Stradella si salvò per miracolo.

Miracolo che non si ripeté a Genova, dove i due amanti si erano recati dopo la guarigione di lui.

Hortensia desiderava visitare Genova ed il suo mare. Ma il giorno dopo il loro arrivo, furono trucidati entrambi nella loro camera.

Quando Stradella morì era poco più che quarantenne.

Ora potranno dirvi che Hortensia (forse) in realtà era una Agnese Van Uffele e che il nobile cornuto e furente, pare, fosse un Contarini (Alvise o Luigi) ben più potente anche se meno accanito - o forse un Grimani o un Foscarini o un Pigelli o un chissà chi – e che il nostro Alessandro, l’Agnese, se la fosse portata a Torino e lì l’avesse piantata invece che sposarsela. Che a Roma, ça va sans dire, lui con lei (ed i suoi mancati assassini) non ci sia proprio andato. Che i pugnali che lo raggiunsero a Genova, in piazza Banchi (invece che in una stanza d’albergo) appartenessero ai consanguinei di un’amante oltraggiata dal nostro Alessandro, o di un’attrice che lui mise incinta, o che fossero di sicari assoldati dalla famiglia Lomellini per altri oscuri motivi.

Potranno anche dirvelo, ma sono verità come altre. Ipotesi. Congetture.

In realtà di Alessandro Stradella non sappiamo quasi niente.

O meglio, io due cose di lui le so: so che Arcangelo Corelli gli rubò l’idea, la realizzazione e, persino, il nome del “Concerto Grosso” e che Vivaldi gli rubò la fama.

E allora preferisco farmi trasportare in S. Giovanni in Laterano, sedermi con i miei demoni di fianco ai due assassini. Guardarli accarezzare i loro pugnali e, piano piano, lasciarsi rapire dalla potenza della Musica. Spiare il “loro furore farsi pietà”, mentre con essi si cheta anche il mio spirto guerrier mentre, lui ed i miei demoni, per un po’ smettono di ruggire.

E poi mi piace pensare ad Hortensia.

Hortensia per il cui dolce sorriso si affrontano anche le lame dei sicari.

Hortensia, perduta per le vie di Genova.

Hortensia.

  • Per la mia Hortensia.

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Commenti (VentiSei)

Almotasim
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Racconto bellissimo. Lavorato serico! Chapeau!
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odradek
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Minchia! Grazie, Lector.
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De...Marga...
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Bentornato a scrivere; e non allontanarti giammai lector. Dai sempre tanto a Debaser con i tuoi racconti. Ora posso partire con l'animo più leggero per il mio consueto vagabondaggio montano. Oggi vado all'Alpe Devero ed in particolare nella ridente località di Crampiolo, attraversando luoghi incantanti e pensando ad un solo nome. Un caro saluto.
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sergio60
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Premessa non ho votato l opera perché non la conosco. ..ma provvederò a breve..per la recensione il massimo ,ben fatta ,un vero piacere leggerla e cosa non da poco stimolante indipende mente se piaccia o no il barocco ,caro lector sai come "colpire" ,complimenti vivissimi. ..spero solo che non sparisca di nuovo per cosi tanto tempo....a presto
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tia
tia
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Poi la leggo. Intanto saluto! Sei stato ibernato?
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IlConte
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Nobili e mezzi nobili, amore, sesso, musica, demoni, prodigi.... bellissimo racconto carissimo. Un abbraccio @[Pinhead] 5
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hjhhjij
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Ah, Cartesio, e quelle salutari passeggiate svedesi alle cinque di mattina perché a' 'a regina j'andava de chiacchierà e nun dormiva mai, poretto.
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CosmicJocker
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Flame
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Eh già, gran bel racconto, e su toni diversi dal solito. Grande lector.
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tia
tia
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Se si fosse trattato di Povia, l'avrebbero fatto fuori subito in San Giovanni in Laterano... :) puttanata a parte, tutto molto ben scritto as usual. Ben ri-trovato!
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Carlos
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Bella recensione! Finalmente un po' di barocco su Deb. Il recensito non lo conosco musicalmente, ma vedrò di approfondire, non appena tornerò ad avere una vita ;-)
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woodstock
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meno autoreferenziale del solito, bravissimo lec proprio bella
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mrbluesky
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Bella Lector poi piazza banchi è stata per anni la mia fucina di fumetti usati.lo so.non c'entra niente hehe
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macaco
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Di Stradella conosco solo la pasticceria del mio (ex) paese. Grazie per il bello ed interessante scritto.
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Johnny b.
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Che bella recensione la metto subito nelle mie preferite.
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JonatanCoe
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Che territorio interessante e misterioso è quello della musica classica ed i tuoi aneddoti sono perle che invogliano all'ascolto. Bravissimo!
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algol
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va beh. Quel che importa è che i sicari, dopo innumerevoli tentativi (manco fossero unbreakable), alla fine sono riusciti finalmente a stendere quei due. Una bellissima storia a lieto fine. Mi sento più sollevato. Tutto molto interessante.
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hjhhjij: Non hai seguito. Non erano sempre gli stessi sicari (altrimenti 'na roba che manco Fantozzi e Filini) ne assumevano due nuovi ad ogni tappa. La staffetta (dei) killer.
algol: nonostante la narcosi ho faticosamente seguito. Sicari coglioni ma con un escalation di competenza verso l'alto. Insomma, sempre più raffinati.
algol: io comunque l'avrei ammazzato alla prima strimpellata. L' avrei salvato se avesse staccato quelle cazzo di dita dall'organetto bontempi preistorico.
hjhhjij: Sei un rude insensibile alle belle melodiche della classica, ecco.
hjhhjij: belle + zze.
algol: Già. Sono una capra irrecuperabile. Almeno lo ammetto. Tutti a spellarsi le mani ma voglio vedere chi la regge sta roba. E purtroppo la conosco, mio pater è un cultore di questa anticaglia
IlConte: Ah, io no di sicuro.. non leggo più neanche Tex o Zagor...
hjhhjij: Io l'ho letta, mi piace come scrive :D
hjhhjij: Però tu giustamente hai scritto "regge" non "legge" XD
lector: Caro @algol, è plausibile che le cose fossero andate, presumibilmente, così: il buon Stradella, a Roma, avrebbe avuto anche la carte giuste; gli sarebbe potuta andare bene se non gli fossero piaciuti così tanto i soldi e le donne. Con i preti non si scherza, e così dovette scappare da Roma per ben due volte. A Venezia era un po’ più faticoso, così, quando a Torino si aprirono alcune opportunità, Alessandro decise di andarci. Ma si portò dietro una certa Agnese che bazzicava casa Contarini (o di qualche altro “gentiluomo”). L’Agnese fu mollata a Torino poco dopo, ma al Contarini (o chi per lui) non bastò. Non perché gli fregasse qualcosa dell’Agnese, ma per un fatto di principio; così assoldò tre simpaticoni che aggredirono il nostro Stradella per le strade di Torino, lo riempirono di botte lasciandolo in fin di vita. Per il nostro “gentiluomo” la lezione poteva bastare e la cosa finì lì. Dopo essersi ripreso il nostro Alessandro se ne andò a cercare fortuna a Genova, ma qui dovette pestare qualche callo perché, una sera, lo sgozzarono in piazza Banchi per motivi che non si sono mai saputi. Forse i mandanti furono della famiglia Lomellini. Si disse che aveva messo incinta una, probabilmente per infangarne la memoria.
La morte prematura fece sì che il suo amico Corelli si appropriasse della sua più importante creazione: il “Concerto Grosso” e che la sua fama nascente fosse oscurata da nome di Vivaldi.
In questo – con tutta l’ironia di cui sono capace – stento a vederci un lieto fine.
lector: Il racconto del Bourdelot è ampiamente improbabile, nato – presumibilmente – nella cerchia di Cristina che Alessandro frequentò a Roma. Risente ampiamente dello spirito tipico della Controriforma. Ma ebbe un lungo e sotterraneo successo. Passò in Francia, poi fu ripreso da autori inglesi e, poi, di nuovo in Francia. Ogni volta rimaneggiato e variato, finché giunse alle orecchie di Stendhal.
Fu una fortuna, ché altrimenti il nostro Stradella e la sua musica sarebbero stati, con tutta probabilità dimenticati. Ma fu una sfortuna, poiché il mito romantico sulla sua vita fu creduto vero e sovrastò lo studio, serio, della sua opera.
Ancora oggi ci sono testi che danno per vera la storia degli assassini pentiti.
Spero che la storia risulti, adesso più chiara ed abbastanza cruda per i nostri palati più avvezzi al cinismo.


Per quanto riguarda la pesante anticaglia, vi dirò che è la stessa cosa che mia moglie – che ascolta i Modà e Beyoncè – dice dei miei dischi di rock e di jazz.
Si dirà: “è questione di gusti”.
Io penso, invece, che non tutto è per tutti.
Ed è bene che sia così.
In fondo non ce lo ordina il dottore quale musica ascoltare. 
serenella: Olè, ci sono anch'io. Qualcuno ha parlato, scritto, citato il Barocco, ovvero, suscitare stupore, passioni e sentimenti e molto altro... !? Ricordo alcuni nomi: i Carracci, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini (un mito per qualsiasi architetto che conosca la storia dell'arte), Pietro da Cortona, Il Reni e il Guercino, Guarini, il mio Baldassare Longhena a Venezia, Rubens e Van Dyck, Rembrandt e Vermeer (anche scrivendoli mi emoziono!), Diego Velàzquez (sulla sua Las meninas stiamo ancora riflettendo... ) ma a cavallo -c'est à dire- tra i due secoli, ricordo i veneziani Piazzetta e il mostro sacro di Giambattista Tiepolo (da leggere assolutamente di Calasso 'Il rosa Tiepolo'), qua mi fermo.
algol: Thanks lector
sergio60: Ciao a tutti gli astanti. ..l'.ho già scritto in questo blog ma voglio ripetermi ABBASTA CO STA FREGNACCIA DE LI GUSTI! Non si può mettere sullo stesso piano che so.....Sinatra e ...Nicola Di Bari ....oppure Ray Charles e Al Bano o peggio Claudio Lolli e Nick Drake. ...esistono le categorie i meriti e "lo spessore"tra gli uni e gli altri e se non si riconoscono i VERI meriti per chi scrive musica indipendemente dal suo conto in banca non se ne esce....poi a chi piace vasco continui a farselo piacere ,ma questo non toglie che se ne può fare a meno tanto è inutile ....la musica buona si fa con il rispetto per la musica stessa non per il profitto che genera ...ma tanto si parla al muro....o al massimo tra noi..e il barocco non è anticaglia è un "movimento" del passato che torna di moda a fasi cicliche e l espressione musicale di quel periodo è più moderno di quanto si possa pensare....non a caso è tra i piu "saccheggiati" tra le "nuove leve" ...
algol: Sergio, non nego lo spessore, ci mancherebbe. Vivaldi piace pure a me poi. Il punto è che si tratta di un genere che non desta in me nessun interesse. E concdetemelo
sergio60: Concesso!...è palese che non tutto possa passare per le orecchie di tutti...
sergio60: Ma faresti bene ad approfondire. ..se non altro per conoscere un po meglio un passato molto più vivo di quanto in genere si creda
nes: aspettate. di vasco si può fare a meno. i musicisti che si porta live però sono un gran bel sentire. lo showbiz potrebbe fare a meno di vasco e staremmo probabilmente meglio. senza 'sto basso io però sarei un po' più povero: Vasco Rossi 1984 Siamo solo noi live
sergio60: I mestieranti bravi vanno dove pagano ...questo non inficia di certo il loro valore ....il "problema " sono i loro datori di lavoro. ..
Harlan
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Che altro dire..
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Pinhead
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Ad ascoltare certa roba non ci penso nemmeno, però ho letto dalla prima all'ultima riga. Forse significa che sei bravo davvero a raccontare storie e che magari mi ascolterò pure 'sta musica barocca.
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sergio60: Caro pinehead ...il barocco è un pozzo di ottima musica non hai idea di quanto sia "moderna" la sua scrittura ...se ti approcerai all ascolto senza i paraocchi troverai di che divertiti
Pinhead: E allora lo farò, andando oltre il solito duetto Beethoven/Mozart, ciao sergio!
sergio60: Già me parti cor piede sbajato.....Mozart e Beethoven non fanno parte del barocco ...si parla di Boccherini , Corelli ,Frescobaldi ,Monteverdi Scarlatti Tartini ,Haendel ,Haydn ecc ecc ma soprattutto del piu grande quello che ha stabilito come si scrive la mudica sul pentagramma e perché ...quello che ha "inventato"i semitoni ...Johann Sebastian Bach. ..
sergio60: Ehm...permettimi di darti un consiglio ...inizia dal Concerto Brandemburghese r tre in sol magg. Non a caso è stato definito il più bel brano musicale mai scritto ed è un pezzo senza tempo ,infatti è il piu coverizzato dell immenso catalogo bachiano ...Orme e Nice docet....
Pinhead: Per essere conciso mi sono spiegato male, intendo che comincerò ad ascoltare altri autori di classica, oltre ai soliti Beethoven e Mozart :-)
IlConte: Con Orme e Nice mi sa che l'hai proprio convinto il Maestro ahahahah!!!
Pinhead: I Concerti Brandeburghesi li devo ricomprare, prima o poi, me li regalarono un bel po' di anni fa, li prestai non ricordo a chi e non li ho più rivisti, porca zozza.
Pinhead: Oh, corro ad ascoltarmi i Nice ahahahahahahahah
IlConte: Ma come avete fatto ad ascoltare così tanta musica?! Cioè, per vent'anni mentre io trombavo voi ascoltavate musica.. bravi, bravi!
Pinhead: È che io trombavo a suon di musica :-)
IlConte: Anche io, ma sempre con la solita (musica) ahahah!
Pinhead: Doors, Led Zeppelin, Deep Purple e finita lì, sai che palle, per forza poi ti piantavano tutte :-)
sergio60: Ehi ehi....non fate passare che chi come il sottoscritto è musicofilo accanito ,a causa della musica sia ststo un segaiolo! Ho avuto anch'io il mio momento basso se per questo. ...tipo "ascoltare" Zero mentre mi trombavo una sorcina(in verità era una bella sor...cina) ma qui vale il detto "Parigi val bene una messa"...e comunque quante ne ho attratte con i Tangerine Dream in tempi in cui Baglioni ,Daniel Santacruz Ensamble , Cugini di Campagna e vinaioli vari imperversavano sulle orecchie di tutta italia.....tze..
sergio60: Eh no.eh ...a me riuscì di "darmi da fare" pure con octopus dei gentle giant in sottofondo...a lei non fregava niente di cosa ascoltasse in compenso le interessava molto cosa sentisse ...e non con le orecchie....ma tu guarda si che razza di commenti si scivola con la musica....
Pinhead: Colpa tua, colpa tua, i miei commenti sono sempre impeccabili ahahahahahahahah
sergio60: Notavo solo che in fatto di "pecoreccio" a noi maschietti ci basta mooolto poco per infilarsi in un tunnel senza uscita. ..e hai capito perfettamente cosa intendo!
sergio60: Caro Conte..di quale musica parli? La raspa? È un genere che le calza a "pennello"...
Pinhead: Beh, il sesso è il rock'n'roll sono tra le cose più belle nella vita e chi lo nega vive male.
IlConte: Eh beati voi trombatori... sono brutto, nano, rachitico, pure un po' gobbo e zoppo... puttana la miseria ladra...
sergio60: Concordo....senza vasco campo senza sesso schiatto
sergio60: Scusi eccellenza vs....perché buttarsi giù in codesto modo?
Pinhead: Lo dice solo per non farci sentire inferiori, lo sanno pure i sassi che è un figo stratosferico :-)
Pinhead: Comunque siamo dei filosofi di vita.
IlConte: Ahahahahahah, però mi e' scappato gobbo, non sia mai!!!!!!
IlConte: Comunque Maestro sapessi quanta (bella) gnocca ho "conosciuto" in quelle disco di merda.. quindi fatti un po' un'idea con che caxxo di merda di musica posso aver trombato...
Pinhead: Purtroppo tocca scendere a compromessi, le gnocche più gnocche raramente danno di matto per il roccherrolle, almeno per esperienza personale.
IlConte: Ecciai ragione Maestro! Anche se quelle poche di solito spaccano!
Pinhead: Quando arriva lector ci fanculizza a tutti e tre :-)
Pinhead: Infatti, certe donne roccherrolle sono uno schianto che nemmeno la Schiffer dei bei tempi.
IlConte: Ahahahah, tranqui Lec noi si tromba pure col barocco se le tipe meritano, vero Maestro?!
Pinhead: Pure Gigi D'Alessio, guarda.
IlConte: Ahahahahahahahah! Annamo Aggigi!!!
sergio60: Bhe...signori davanti s fior di gnocca mi attappo le orecchie e tiro avanti . Il premio vale una "tortura"
sergio60: E intanto di musica non se ne parla più. ...mi viene un sospetto. ..che non sia l argomento preferito da tutti noi....posso sbagliare eh...però qualcosa mi dice che non vado molto distante dal vero....
Pinhead: Parla per te Sergio, in questo momento sono compreso nell'ascolto dell'adagio di Albinoni :-P
sergio60: Ha parlato monsignor Tonini....lui a quelle cosacce neanche piacciono. ...
Pinhead: Amen!
mrbluesky: ma insomma!
Kotatsu: @[sergio60] i Tangerine Dream attrraggono? E perchè con me non funzionano? :(
sergio60: Ho mezza discografia dei T.Dream...fino a force majure poi non li ho seguiti più divennero qualcosa di ibrido ne carne ne pesce
sergio60: Non so con wuali lavori ti sei approcciato al TD ma il trittico "phaedra" "ricochet" "stratosfear" sono imperdibili....a me piace "zait" ma quei tre li adoro
Kotatsu: Sisì, i TD li adoro :) intendevo dire: perché io non riesco a rimorchiare con loro?
sergio60: Bhe non devi rimorchiare con i TD....ma farne la colonna sonora di un appuntamento ....se giochi bene le tue carte non resisteranno molto sl fascino dei suoni cosmici ...anzi...
lector
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Grazie a tutti coloro che hanno voluto leggere e commentare questa mia pagina. Se, poi, quello che ho scritto ha spinto qualcuno ad ascoltare ed a conoscere una musica ed un autore così poco frequentati, ciò è, per me, motivo d'orgoglio.
BËL ( 02 )
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sergio60: Ciao lector....hai risvegliato il "mostro"in me...era molto tempo che non mettevo su un lp di Corelli o Scarlatti ecc ecc ed è bello di tanto in tanto perdersi in un minuetto o una giga ...poi io sono un fan perso di Bach....da ieri ho inserito nel lettore i concerti Branderburghesi....una delle più belle pagine di Musica mai scritte ....
serenella
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@[lector] sei grande! Stavo riflettendo sul numero spaventoso delle mie notifiche (4705) quando ho visto la tua recensione. Riflettevo sul fatto che da un po' di tempo sto riprendendo ad ascoltare musica classica o jazz, come se i tempi che vivo richiedessero un ritorno a melodie e armonie (si dice così?) che da tempo non ascoltavo. Siamo in sintonia (si può dire?).
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sergio60: Ciao Sere...sono fasi...a volte si sente il bisogno di sentire il violino piu che la chitarra o un arpa al posto di un Hammond. ..e non è male sai..ci sarà un motivo perché in definitiva la musica "colta" non tramonta mai no?
imasoulman
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beh...che dire, un trattatello culturale, ma di quelli che dovrebbero fare invidia ai soloni paludati di una cultura ammuffita e chiusa in sé stessa. Ci hai messo dentro talmente tanta roba (dal Cartesio delle 'Meditazioni Metafisiche' dialogante con la regale di Svezia fino a Stendhal e citando Foscolo, passando per il barocco in musica) che alla fine uno non sa quasi più dove fiondarsi (nel mio caso si che lo so: il barocco in musica, del quale sono ignorante pressoché totale a parte quelle quattro-cinque cose di dominio universale). Bentornato
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nix: So che Boccherini e Vivaldi si erano ispirati molto a Rondò Veneziano di Giampiero Reverberi. Anche Sebastian Bach, credo, abbia citato nella sua biografia l'ensemble di Reverberi, da cui ha tratto ispirazione per "Il clavicembalo ben Temperato". Ma non vorrei sbagliarmi. E' per via delle goccine che ho preso...
imasoulman: Quelle quattro-cinque cose ovviamente comprendono gli immensi Rondò Veneziano. In fondo sì, è partito tutto da li
nix
nix
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Scritto appassionante. Non conosco l'opera, ma piazzo cinque stelle sulla fiducia.
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Stanlio
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La fama di Vivaldi è meritatissima altro che rubata e niente, comunque bella storia, raccontane ancora.
Ste "fere d’argento in bosco d’oro" mi fan pensare a quest'eufemismo, "pioggia d'oro"...

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sergio60: E chi sarebbe sto genio che asserisce di una fama rubata per il "Prete Rosso"?..certo ce ne sono di GNORANTI in giro. .
Stanlio: dici a me?
sergio60: No....hai fatto notare te che qualcuno ha detto che la fama fi Vivaldi è rubata. ..io ho solo affermato che vi sono soggetti che aprono bocca senza accendere il cervello. ..
lector: La (sua) morte prematura fece sì che (....) la sua fama nascente fosse oscurata dal nome di Vivaldi.
Cito me stesso (dal commento al commento di algol) nella speranza di rendere più chiaro il mio pensiero.
Al massimo fu Scarlatti a "prendere" qualcosa dalla musica di Stradella.
Stanlio: l'avevo intuito caro lector e mi auguro che ci arrivi pure il buon sergio60
lector: E, quindi, cosa non ti è piaciuto?
Stanlio: perchè? da qualche parte ho lasciato intendere che non ho gradito qualcosa?
lector: Scusa, ho capito male io.
luludia
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bellissima pagina...
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COX
COX
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Vado controcorrente ma a me la recensione lascia un pò così... Il racconto di suo mi è piaciuto davvero e ti assicuro che in merito io sono uno scassapalle, molto più che sulle recensioni. Conosci il barocco molto bene e si percepisce, lo conosci perchè lo ami e lo hai approfondito molto più(probabilmente) che chiunque altro qui ed hai dato dritte interessanti mica da poco. Ma la musica dov'è? Parli soltanto del desiderio di muovere gli affetti e gli animi che è comunque una prerogativa del barocco tutto, che sia madrigale della seconda prattica, oratorio o sonata. Per l'importanza di Stradella per i musicisti del 600 e primo 700 mi aspettavo una descrizione, per me doverosa del materiale musicale. Hai scritto bene ma per me non sei centrato rispetto all'obiettivo che dovrebbe essere primario: informare sulla musica. Hai enfatizzato la componente biografica che è invece accessoria con un bel racconto che è anche una radiografia delle tue emozioni allontanandoti dalla sostanza.
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algol: il che è un classico qua sul deb caro cox. La recensione mascherata che diventa pretesto per le proprie velleità di scrittore o veicolo indottrinante. O altro ancora. Io ho finito di rompere il cazzo su queste operazioni, che trovo abbastanza sterili, dal momento in cui vengo sul sito per conoscere musica nuova o per sparare qualche scanzonata cazzata. Qua almeno, come dici tu, la musica è citata. ma è tutto finalizzato alla lezioncina e al racconto.
COX: In effetti algol, rompere su questo aspetto è una battaglia contro i mulini a vento vista la necessità di questo atteggiamento qui sul deb.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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