Copertina di Alice Cooper Love It To Death
Masahiro

• Voto:

Per appassionati di rock anni '70, fan di alice cooper, amanti della musica teatrale e anticonformista
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LA RECENSIONE

È il 1970 quando Vincent Furnier, leader degli Alice Cooper (Vincent scioglierà il gruppo solo dopo "Muscle Of Love", conservando il nome e intraprendendo così la carriera solista.), si trasferisce col gruppo a Detroit.

La band ha alle spalle due dischi prodotti da Frank Zappa, "Pretties For You" e "Easy Action", ibridi di horror rock e psichedelia degli ultimi '60, che non ebbero molto successo, bollando il gruppo come "la peggior band di Los Angeles". I dischi verranno solo dopo in parte rivalutati, ma si dovranno aspettare diversi anni. Alice in questa sede decide di gettare la maschera e di dedicarsi al rock nudo e crudo, nel quale riesce a muoversi con grande abilità.

Il risultato è "Love It To Death", prodotto dalla Warner. Grazie ad una formula musicale semplice e immediata ed al singolo "I'm Eighteen" il disco raggiunge con prepotenza le zone alte delle classifiche. Grande contributo lo diede anche il "Alice Cooper Show", tempio dell'irriverenza musicale, piatto preferito della critica più polemica e pane quotidiano per il pubblico giovanile. Grazie ai suoi testi irriverenti che trattano gli argomenti più "tabù" (sesso, droga, politica, religione), ad ambigue dichiarazioni su travestitismo, boa che vagano per il palco e varie mutilazioni, Vincent/Alice diventa il simbolo dell'anticonformismo. Le poche tracce del passato psichedelico le troviamo nella lunga "Black Juju" e nelle linee di chitarra di "Hallowed By My Name", ma è in brani come "Caught In A Dream" che Cooper/Furnier troverà il suo spazio, facendo di quella formula semplice il suo marchio di fabbrica. Passando per "Long Way To Go" e "Is It My Body" troviamo il battesimo di questo stravagante personaggio che di lì a poco sarebbe esploso in tutto il suo "orrore".

E nonostante si parli di composizioni spesso semplici (e ai più scontate), non si può che restare incantati di fronte alla grande teatralità di Vincent. Non per nulla, resterà famosa la frase di Waters "Nessuno nella nostra band sa suonare la chitarra come Eric Clapton o tenere il palco come Alice Cooper". Uno dei migliori (se non proprio il migliore) dischi di Alice Cooper "gruppo", in quanto il vero capolavoro arriverà anni più tardi con "Welcome To My Nightmare", miglior disco dell'Alice Cooper "solista". "Ballad Of Dwight Fry" insegna.

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Riassunto del Bot

Love It To Death rappresenta la svolta per Alice Cooper e la band, con un rock semplice ma potente e testi provocatori. Grazie a brani come "I'm Eighteen" e all'irriverenza dello show live, l'album conquista le classifiche e segna l'affermazione del personaggio. La teatralità e l'anticonformismo di Vincent Furnier si riflettono in ogni traccia, rendendo questo disco un capolavoro del rock anni '70.

Tracce testi video

01   Caught in a Dream (03:10)

03   Long Way to Go (03:04)

04   Black Juju (09:11)

06   Hallowed Be My Name (02:29)

07   Second Coming (03:04)

08   Ballad of Dwight Fry (06:33)

Leggi il testo

Alice Cooper

Alice Cooper (all'anagrafe Vincent Damon Furnier) è un musicista e performer statunitense, considerato pioniere dello shock rock grazie alle sue teatrali e provocatorie esibizioni dal vivo e a una carriera che attraversa hard rock, glam e metal. Ha influenzato generazioni di artisti con la sua immagine dissacrante, ironica e indimenticabili concept album.
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