Copertina di Alio Die Amitabha
caesar666

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Per amanti della musica ambient, appassionati di meditazione sonora, ascoltatori di musica sperimentale e spirituale, cultori di rituali e sonorità etniche
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LA RECENSIONE

Alio Die è lo storico progetto di musica ambientale attraverso cui Stefano Musso ha portato avanti, nel corso degli anni, la sua particolare idea e filosofia di “musica trascendente” ed enteogenetica: il suo approccio alla materia lo ha portato a generare veri e propri “trip” sonori scavando nella psiche dell’ascoltatore e risvegliando la potenza nascosta di antichi rituali dimenticati. Mischiando campionamenti e “registrazione di suoni naturali”, Alio Die crea una musica meditativa in cui scacciare le cattive vibrazioni. Ricordo che, nel 1994, venni in possesso di un numero della mitica rivista – consacrata alla musica elettronica - Deep Listenings ideata dal compianto Gianluigi Gasparetti, poi anch’egli musicista ambient con Oöphoi. In quel fascicolo c’era in omaggio proprio un cd di Alio Die ovvero “The Flight Of Real Image”” che, all’epoca, mi aprì le porte ad un nuovo tipo di ascolto. La musica sperimentale e ambient si differenzia infatti da quella “ufficiale” invogliando l’ascoltatore ad aprire la mente verso un tipo di ascolto profondo in cui sperimentare veri e propri stati onirici. Fra le sue opere che più ho apprezzato citerei “Password For Enteogenic Experience” (1998), la collaborazione con Robert RichFissures” (1997), “Le stanze della trascendenza (1999) e “La sala dei cristalli” (2010) con Mariolina Zitta. Musso ha ormai alle spalle una discografia sterminata e continua a pubblicare nuovo materiale. Colpevolmente ho trascurato “Time Zone Portal” del 2017 che conferma le sue coordinate stilistiche e da cui emerge, come di consueto, il suo amore per la natura. Ora esce invece “Amitabha”, una nuova collaborazione con Gino Fioravanti aka Aglaia, terapista, scrittore, pittore e insegnante di yoga i cui interessi spaziano fra alchimia e mitologia. La musica di “Amitabha” è molto meditativa ed è caratterizzata da ambientazioni elettroniche quiete e meditative: è l’incontro e la sintesi fra antico e moderno in cui ritornano ala luce, grazie alla particolare sensibilità di questi 2 artisti, suggestioni mitologiche sepolte. Staccate la spina e lasciatevi andare al suono trascendente di tracce come l’evanescente “Il portale dell’invisibile”, la lunga “Celestial Stream” e la cupa “Reflecions From The Abyss”: esplorerete l’abisso e farete una nuova esperienza di ascolto. Disponibile su Bandcamp: https://aliodie.bandcamp.com/album/amitabha.

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Riassunto del Bot

Amitabha, l’ultimo album di Alio Die, rappresenta un viaggio meditativo e sonoro che unisce antico e moderno. La collaborazione con Gino Fioravanti arricchisce l’opera di suggestioni mitologiche e spirituali. L’album si distingue per atmosfere quiete e profonde, ideali per esperienze di ascolto che stimolano la mente e la psiche. Un lavoro raffinato che conferma la lunga carriera di Stefano Musso nel panorama ambient.

Tracce

01   Monte Analogo (09:49)

02   The First Step Depends On The Last (09:25)

03   Il Portale Dell'Invisibile (07:46)

04   Outer Space Forest (03:48)

05   Celestial Stream (12:09)

06   Cosmological Scale (06:26)

07   New Form Of Elementals (04:06)

08   Amitabha (06:30)

09   Bright Circles (09:23)

10   Reflections Of The Abyss (07:40)

Alio Die

Alio Die è il progetto di Stefano Musso, musicista ambient italiano e autodidatta. Attivo dai primi anni Novanta, fonde droni, loop e strumenti acustici (zither, salterio, sitar) con campionamenti e field recordings, esplorando dimensioni rituali e contemplative. Ha collaborato con Robert Rich, Oöphoi e Aglaia.
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