Copertina di Alt-J This Is All Yours
Jajarreja

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Per appassionati di musica indie, fan di sonorità sperimentali e alternative, ascoltatori alla ricerca di nuove esperienze musicali
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LA RECENSIONE

Teoricamente la bellezza dovrebbe essere qualcosa di straordinariamente soggettivo. Peccato che nella vita reale, quella monotona e pratica, quella falsa e senza senso, il valore di bellezza sia dettato e veicolato da altri fattori, e noi non possiamo fare nulla, tranne che lasciarsi sottomettere dalla triste oggettività della massa. Non potendo godere della bellezza di una vita pura, felice e inesistente ci rifugiamo nei vizi e nelle passioni, la musica in questo caso:

Gli Alt-J la bellezza del mondo, dell'esistenza, l'hanno trovata, forse viaggiando verso Nara, forse per qualche altro motivo...ma non divaghiamo, gli ? conoscono il segreto della bellezza e lo trasportano nella musica, per farlo conoscere anche a noi, assidui ricercatori di musica in ogni sua forma e dimensione.

Il primo album degli Alt-J fu quel "quasi-capolavoro" di "An Awesome Wave", una delicata e bizzarra perla di avant-indie-pop. Il gruppo inglese, nel secondo lavoro, non abbandona la formula musicale adottata nel primo, anzi, la esaspera incredibilmente, creando un prodigioso incastro tra generi diversi che da un lato risulta brillantemente originale, dall'altro può rivelarsi stucchevole e tedioso.

Punto di forza del gruppo è, appunto, la varietà di sonorità e di influenze che vengono unite insieme rendendo la loro musica scandalosamente orecchiabile, ma mai banale e scontata. È quasi impossibile non lasciarsi coinvolgere dalla delicatezza onirica, quasi eterea, di gioielli come "Arrival in Nara" e "Every Other Freckle", dalle melodie bucoliche ed esotiche di "Warm Foothills", dalle pennellate elettroniche di "Hunger the Pine"; e conoscendo il gruppo, è impossibile non provare stupore ascoltando "Left Hand Free", quel rock radiofonico un pò bislacco che potrebbe essere suonato da qualsiasi insulsa band indie.

Gli Alt-J su una tela disegnano la loro idea di bellezza. Schizzi di una bellezza delicata, intima, sussurrata, elettrica, pastorale, sognante, melodica, minimale.

Perchè la bellezza è soggettiva. La cosa più soggettiva del mondo.

E tutto dipende da noi.

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Riassunto del Bot

Il secondo album degli Alt-J, This Is All Yours, continua a esplorare un originale incastro di generi musicali con sonorità variegate e atmosfere oniriche. Pur mantenendo la formula del primo lavoro, il gruppo inglese esagera nella sperimentazione, a volte risultando un po' tedioso. L'album si distingue per la sua bellezza soggettiva e la capacità di coinvolgere con brani distintivi come "Arrival in Nara" e "Left Hand Free". Un'opera ricca di delicatezza e originalità che conferma il valore del gruppo nell'indie pop alternativo.

Tracce

01   Intro (04:38)

02   The Gospel Of John Hurt (05:16)

03   Pusher (03:29)

04   Bloodflood Pt.II (05:19)

05   Leaving Nara (02:00)

06   (silence) (10:00)

07   Lovely Day (04:02)

08   Arrival In Nara (04:13)

09   Nara (04:56)

10   Every Other Freckle (03:36)

11   Left Hand Free (02:54)

13   Choice Kingdom (04:17)

14   Hunger Of The Pine (05:00)

15   Warm Foothills (03:45)

Alt-J

Alt-J sono una band inglese formatasi a Leeds nel 2007. Il trio (Joe Newman, Gus Unger-Hamilton, Thom Sonny Green) unisce indie/art rock e folktronica ed è salito alla ribalta con An Awesome Wave, vincitore del Mercury Prize 2012. A seguire, This Is All Yours, RELAXER e The Dream.
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