Copertina di Amadou & Mariam Dimanche a Bamako
The Punisher1

• Voto:

Per appassionati di world music, fan di amadou & mariam, ascoltatori di musica afro e critici musicali curiosi di opinioni diverse.
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LA RECENSIONE

Con tutto il dovuto rispetto che ho per la World Music, con tutto l'amore che ho per la musica Afro e le ritmiche indiavolate del Continente Nero, con tutta l'umanità possibile che mi spinge ad accettare la condizione di tutto il Popolo Africano e, ancor più, l'incredibile esperienza di questa coppia "non vedente" che ce l'ha fatta a "vedere la luce"... insomma, con questo ed altro, non posso reprimermi nel dire che questo disco, a lungo andare, è un'interminabile rottura di balle. Quando ce vò ce vò. Per carità di dio, belle le ritmiche e i suoni tipici con influenze che vanno dal Calypso al Rai, passando per accenni raegge (da notare la mano riconoscibilissima di Manu Chao nel produrre pezzi come "Senegal Fast Food").

E infatti il "Clandestino" entra di fatto sulla produzione dell'intero album svecchiando le radici eccessivamente World del duo e arricchendo i suoni e l'impasto con arrangiamenti più "occidentali" e quindi, si pensa, più accattivanti (leggi "più commerciali" ossia "più business"). Ecco allora delle classiche Manuchate tipo la già citata "Senegal Fast Food" o "Camion Sauvages", con la clasica chitarrina in levare, ormai marchio di fabbrica dell'intera produzione del nostro (e che stiamo aspettando al varco per capire cosa si inventerà di "nuovo" ancora, eh eh eh).
Certo, si respira una "bella africa", positiva e solare in questi 15 pezzi, corali e allegri, senza però, di fatto, aggiungere niente di così speciale da tutto quello già sentito in materia alla voce "Afro e suoi derivati". E tutto 'sto clamore solo un annetto fa? Eccaallà: si scomoda Manu e tutti i media a rimbalzare la voce creando di fatto un caso da niente (siamo alle solite, ragazzi, e c'è ancora qualcuno che non ha capito il giochetto... beata gioventù!).

Insomma, caruccio ma non indispensabile. Offro una Carlsberg al doppio malto a chi riesce ad ascoltarselo (leggete bene "ASCOLTARSELO") due volte di fila! P.S. Rileggendo tutto mi sembra quasi di essere stato fin troppo morbido, troppo buono: che sia l'avanzare dell'età? i ripetuti cazziatoni che mi prendo dai vari colleghi DeBaseriani poco inclini alle critiche? o forse la stanchezza per un'attività forse inutile ai più? Sto' diventando davvero il tenero PUNNY (come mi dice qualcuno) invece che il perfido "The Punisher"?

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Riassunto del Bot

La recensione valuta Dimanche à Bamako di Amadou & Mariam come un disco con ritmi afro coinvolgenti e influenze occidentali principalmente grazie a Manu Chao. Pur apprezzandone l'energia e la positività, il recensore lo trova alla lunga ripetitivo e non particolarmente innovativo. L'album è considerato carino ma non indispensabile, con una produzione più commerciale che artistica.

Tracce testi

01   M' Bifé (00:00)

02   La Paix (00:00)

07   M' Bifé Blues (00:00)

08   M' Bifé Balafon (00:00)

09   Coulibaly (00:00)

10   La Réalité (00:00)

11   Sénégal Fast Food (00:00)

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13   La Fete Au Village (00:00)

14   Camions Sauvages (00:00)

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15   Beaux Dimanches (00:00)

Amadou & Mariam

Amadou & Mariam sono un duo maliano formato da Amadou Bagayoko e Mariam Doumbia, entrambi non vedenti. Attivi dagli anni ’80, uniscono tradizioni del Mali a pop e sonorità globali. La svolta internazionale arriva con Dimanche à Bamako (2004, prodotto da Manu Chao), seguita da dischi come Welcome to Mali e Folila.
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