E' uscito su FatCat (Mùm, Black Dice, Sigur Ròs...) l'ultimo gioiello degli Animal Collective, un collettivo, come dice il nome stesso, di vari artisti che da tempo lavorano tra elettronica glitchosa, free folk e musica etnica.Un disco che fin dal primo ascolto colpisce, per la delicatezza, per l'incisività, a volte per la pazzia, a volte per la genialità.
Le voci sono le protagoniste in questo disco, cori, rielaborazioni e decostruzioni fanno riscoprire all'ascoltatore le infinite sfumature della voce umana, mentre una chitarra le sostiene, le segue, regalando dolcezza o in altre occasioni velocità o spensieratezza.
Infine una notevole quantità di oggetti, strumenti e suoni rielaborati con una giusta, e sopratutto non invadente, dose di elettronica, aggiungono al disco un sound più sporco, più incisivo, che regala l'emozione dello stupore nello spettatore, a volte giocandoci, quasi prendendolo in giro, altre volte assecondandolo.
La varietà di "Sung Tongs" è un altro dei punti a suo favore, il disco infatti passa attraverso atmosfere molto diverse, dalla dolce ballata alla minisuite sperimentale, passando per pezzi etnici folli e più marcate ricerche elettroniche.
Sebbene, come ho appena detto, in alcuni punti sia un disco piuttosto "sperimentale", e quindi forse poco digeribile per un ascoltatore medio, penso che possa essere apprezzato da chiunque abbia apprezzato artisti come Beck o Nick Drake. Infatti, rispetto a un Fennesz, questo disco mantiene una sua forma quasi pop che lo rende molto accessibile, pur contenendo al suo interno una non indifferente ricerca timbrico/elettronica.
Forse non è di facile reperibilità.
Il disco parla gli accordi basilari della musica pop con un linguaggio universalmente comprensibile.
Forse bisogna regredire alla fanciullezza per maneggiare con pura semplicità i fondamenti Pop e rielaborarli con candida, ingenua e sincera genialità.