Copertina di Arab Strap The Red Thread
Cleo

• Voto:

Per appassionati di musica indie, chi cerca sonorità malinconiche e narrativi, amanti del racconto in musica, ascoltatori introspettivi.
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LA RECENSIONE

L'estate, per me malinconica cronica è una vera e propria tortura. Quel doversi divertire o uscire perché è estate mi disturba, mi irrita. Sembra sempre che deve accadere qualcosa d'estate ma alla fine non accade quasi mai nulla anzi mi sento sempre un po' fuori posto, io che indosso sempre qualcosa di nero, che ho sempre un'aria un tantino "sono qui ma non ci sono".
Poi - accade tutti gli anni - rinasco a settembre, quando la luce del sole comincia ad essere piú tenue, quando tolgono gli ombrelloni, quando c'è quella meravigliosa atmosfera di fine!

In questo "disagio" solo la musica riesce a gettarmi in un'atmosfera a me piú consona. È per questo che l'istinto questa mattina mi ha fatto mettere le mani su questo cd nel mio negozietto di fiducia, sto andando a ritroso con la produzione degli Arab Strap.
Mi è piaciuto molto "Monday At The Hug..." (grazie Serestoppone) ma questo disco è un'altra cosa. Già il titolo, "Il filo rosso" mi ha fatto subito pensare di ascoltarmelo dall'inizio alla fine per intuire come i pezzi sono collegati l'uno all'altro.
In effetti sembra quasi di sentire un'unica canzone. I toni che cambiano sono minimi.

Gli strumenti sono assolutamente meno in risalto rispetto a "Monday..." (i violini mi mancano un po'). La malinconica voce che più che cantare quasi racconta di storie, di intrighi, di amori e tradimenti non è mai fastidiosa…è rilassante, fa venir voglia di chiudere gli occhi, ascoltarla e basta.

Bel disco quindi, ne ho comprati altri 3 questa mattina ma oggi ascolterò solo questo, anzi abbasso ancora un po' la serranda... c'è troppa luce fuori!

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Riassunto del Bot

La recensione esprime un personale disagio verso l'estate e trova nell'album The Red Thread degli Arab Strap un rifugio musicale ideale. L'autrice sottolinea la continuità e l'unità delle tracce, la voce narrante e le atmosfere malinconiche, apprezzando l'opera nonostante la mancanza di alcuni strumenti come i violini. Il disco viene consigliato per ascolti intimi e riflessivi.

Tracce testi video

01   Amor Veneris (03:48)

The rain woke us up.
You turned round and just did it.
Good morning, slow down.
Have you remembered where you hid it?

You cried in the kitchen.
We made up in the hall.
I watched you get dressed.
Those boots make you too tall.

And we made each other late,
'cause I took my watch off there,


So it wouldn't scratch your skin,
Or get tangled in your hair.

It wasn't long ago
We went on guided tours
But I forgot what it meant
To pretend my hand is yours.

It's best in the morning.
When we know it won't be rushed.
So leave the curtains closed
And come back when you've brushed.

02   Last Orders (04:57)

03   Scenery (05:07)

04   The Devil-Tips (05:51)

05   The Long Sea (07:11)

06   Love Detective (04:02)

07   Infrared (06:13)

08   Screaming in the Trees (06:08)

09   Haunt Me (05:42)

10   Turbulence (08:13)

Arab Strap


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