Copertina di Arctic Monkeys Leave Before the Lights Come On
scummyman

• Voto:

Per appassionati di musica rock e indie, fan degli arctic monkeys, critici musicali e ascoltatori alla ricerca di singoli di qualità e approfondimenti su band emergenti.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Sono passati ormai otto mesi dalla pubbilcazione dell'album d'esordio degli Arctic Monkeys, ''Whatever People Say I Am, That's What I'm Not'', e il suo ricordo è ancora vivo nelle memorie di coloro che gli hanno sempre amati, ma anche nelle memorie di chi ha storto il naso, non trovando nelle Scimmie nulla di eccezionale. Nel frattempo, però, Alex Turner e soci hanno pubblicato un EP di cinque canzoni di cui quattro inediti ''Who The Fuck Are Arctic Monkeys?'', che tuttavia non ha ottenuto lo stesso riscontro positivo dell'album.

Ed è così che a metà agosto 2006 pubblicano il singolo ''Leave Before The Lights Come On'', che non è presente in alcun album. Il brano è una dei migliori rilasciati finora dalla band. Per certi versi, ricorda ''Mardy Bum'', il brano di punta di ''Whatever People...'' (nonostante non sia uscito come singolo), per via del suo riff di chitarra immediato, che caratterizza la maggior parte della canzone. La batteria di Matt Helders è ottima come al solito, cantinuando a dimostrarsi il valore aggiunto della band. Il testo è brillante e fresco e, seguendo la falsa riga del primo album, narra di innamoramenti e problemi amorosi, tuttavia in chiave più adulta, dimostrando un ulteriore miglioramento della giovane band di Sheffield. Il capolavoro del brano è senza dubbio il finale in crescendo, tipico degli Arctic Monkeys (vedi ''A Certain Romance'' e ''From The Ritz To The Rubble''), iniziato dall'intrecciarsi delle chiatarre di Turner e Jamie Cook, a cui si aggiunge la batteria fino ad arrivare all'esplosione finale, come se stesse ad indicare ''le luci che si accendono''.

Come prima B-Side, gli Arctic Monkeys scelgono di coverizzare '' Put Your Dukes Up John'' dei Little Flames, band semi-scoosciuta che però, secondo le sue parole, risulta essere la band preferita di Turner. Questa cover non differisce molto dalla versione originale del brano, a parte per la sostituzione della voce femminile dei Little Flames, con quella maschile degli Arctic Monkeys. La canzone non è brutta, possiede anche un ritornello che entra subito in testa, anche se non presenta nulla di innovativo. Da notare che il chitarrista dei Little Flames è lo stesso Miles Kane che nel 2008 formerà i Last Shadow Puppets assieme ad Alex Turner.

La seconda B-Side, nonchè brano conclusivo del cd è ancora una cover, ''Baby I'm Yours'', brano scritto da Van McCoy e reso famoso dalla cantante R'n'B delgi anni sessanta, Barbara Lewis. La canzone è molto dolce e melodica, molto diversa da qualunque cosa prodotta dagli Arctic Monkeys fino ad ora, anche perchè la cover ha mantenuto quel suono anni sessanta, e non è stata suonata alla ''maniera Monkeys'', per intenderci.

In conclusione, un buon singolo: ognuna delle tre canzoni, ma soprattutto la prima e la terza, presenta elementi molto validi. Per una volta, non bisognerebbe considerare le valutazioni delle riviste che reputano commerciali pubblicazioni come queste. Ci si dovrebbe concentrare di più sulle canzoni, e in questo caso le canzoni ci sono, ci sono eccome.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Leave Before the Lights Come On' come uno dei migliori brani degli Arctic Monkeys, sottolineando la crescita artistica della band dopo il loro debutto. Il singolo si distingue per riff di chitarra immediato, la batteria di Matt Helders e testi più maturi. Le due cover incluse nel disco mostrano influenze varie, con particolare attenzione alle scelte musicali e al finale in crescendo del brano principale.

Tracce

01   Leave Before the Lights Come On (03:51)

Arctic Monkeys

Gli Arctic Monkeys sono una band indie rock britannica di Sheffield, attiva dal 2002. Hanno raggiunto il successo nel 2006 con l'album d'esordio 'Whatever People Say I Am, That's What I'm Not'. La loro carriera li ha visti passare dal brit-rock adolescenziale a soluzioni più mature e sperimentali, imponendosi tra i maggiori fenomeni musicali britannici degli anni 2000 e 2010.
28 Recensioni