Copertina di Art Garfunkel Some Enchanted Evening
primiballi

• Voto:

Per amanti della musica jazz e classica, fan nostalgici di simon & garfunkel, ascoltatori curiosi di interpretazioni vocali e album rilassanti
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LA RECENSIONE

C’è qualcosa di bello e doloroso al contempo nel dover fare i conti con il proprio rincoglionimento. Ho sempre amato con moderazione sommessa ed ammirata la celeberrima coppia Simon&Garfunkel. Alcune cose le ho sempre trovate egregie, e certamente stradegne di far scuola, com’effettivamente hanno fatto. Altre mi son sempre sembrate eccessivamente melense e barocche. Altre ancora francamente abbastanza inutili, anche se ormai da tempo ho archiviato il criterio dell’utilità come parametro di valutazione usabile: troppo estremista e soggettivo. Ho poi sempre comprato i dischi di Paul Simon, e silenziosamente schifato quelli di Art Garfunkel.

Il primo ha sempre avuto la patente, guadagnata sul campo, di grande cantautore, mentre il secondo è universalmente riconosciuto come “bella vocina”, autore di brani di pochissimo successo e coautore di reunion da stadio. Bene: leggo che è uscito un disco nuovo, che vede l’unica presenza di grandi canzoni classiche del repertorio americano. Ma non del repertorio cantautorale…: andiamo da standards jazz a straconosciuti motivi da sottofondo e balera (di lusso, entrambi).

Lo scarico (non ho il coraggio di comprarlo), Lo sento. Lo critico aspramente. Barocco, banale, retorico, privo di veri contenuti, scolasticissimo nelle interpretazioni tanto strumentali che vocali, naturalmente oggettivamente impeccabili. Lo riascolto e lo ricritico. Faccio un bel cd di album in mp3 come sottofondo al lavoro d’ufficio. Guardo l’elenco dei dischi in memoria nella finestrella di Nero e mi dico: “ovviamente Garfunkel no, vero…?”. Ovviamente Garfunkel sì. Lo riascolto. Ancora. Ancora ed ancora. Sempre retorico, banale, barocco e… sì… diciamolo: inutile. Inutilissimo. Inutilerrimo.

Bando ai principi autoimposti: un disco di un’inutilità oltraggiosa. Però. Però c’è un però…. Però mi piace da matti. Mi rilassa, lo canticchio, lo lascio su, bassissimo, persino quando c’è qualche cliente… Insomma: un innamoramento senile ed assoluto, cretino e pseudo-adolescente. È così. Non ci posso far niente. E vivo nella segreta speranza che il mio primo e severissimo giudizio sia stato errato. Ed io invece sia quello di sempre.

Ma dentro di me conosco l’orribile (e bellissimo) segreto: sono rincoglionito.

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Riassunto del Bot

La recensione riflette un rapporto ambivalente con l'album 'Some Enchanted Evening' di Art Garfunkel, riconoscendone la natura barocca e sentimentale ma anche il suo effetto rilassante e piacevole. L'autore esprime un iniziale giudizio severo, poi mitigato da una sincera ammirazione personale, quasi nostalgica. L'album è visto come un ascolto piacevole ma privo di originalità o profondità. Lo stile è critico ma emotivamente coinvolto.

Tracce

01   I Remember You (02:57)

02   Someone to Watch Over Me (03:23)

03   Let's Fall in Love (02:28)

04   I'm Glad There Is You (03:45)

05   Quiet Nights of Quiet Stars (Corcovado) (03:03)

06   Easy Living (03:37)

07   I've Grown Accustomed to Her Face (02:48)

08   You Stepped Out of a Dream (02:46)

09   Some Enchanted Evening (03:35)

10   It Could Happen to You (02:30)

11   Life Is but a Dream (03:43)

12   What'll I Do (03:04)

13   If I Loved You (03:09)

Art Garfunkel

Cantante statunitense, noto come metà del duo Simon & Garfunkel e per la carriera solista caratterizzata da una voce tenorile cristallina. Tra i lavori più noti: Angel Clare, Breakaway, Watermark e il singolo Bright Eyes.
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