Copertina di Ash Nu-clear Sounds
francis

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Per fan del rock alternativo, amanti del grunge e dell’indie anni '90, appassionati degli ash e della musica sperimentale
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LA RECENSIONE

Il secondo album degli Ash (quello che "storicamente" in UK viene considerato "della maturità") vide diversi cambiamenti importanti all'interno del complesso nordirlandese emerso nel '96 con il debut "1977":il più importante dei quali fu senza dubbio l'innesto della chitarrista Charlotte Hatherley (inizialmente osteggiata dai fans più "radicali"),chiamata a dare più sostanza al sound del gruppo.

Il risultato delle sessions con questa "nuova formazione" fu un disco,"Nu-clear Sounds", uscito nell'autunno 1998, altrettanto sorprendente come l'esordio di due anni prima, ma in un altro senso: abbandonata l'immagine di "teenage band" per il pubblico indie, gli Ash provarono un salto di qualità con un lavoro non facile al primo ascolto e che infatti non riscosse le vendite auspicate, seppure a mio parere rappresenti una piccola perla dimenticata.

Per scrollarsi il peso del successo di "1977" infatti Tim Wheeler & co. strinsero l'occhio a sonorità prevalentemente lo-fi grazie anche alla produzione di Owen Morris che esasperò gli aspetti più "duri" e "garage" dei pezzi: "Projects", il brano iniziale, esplode come una bomba e ricorda certi cavalli di battaglia dei Nirvana (ad esempio "Drain You"); l'eco di Lou Reed (idolo della band) risuona nel singolo "Jesus Says",mentre gli Stooges fanno capolino in "Fortune Teller", praticamente una rivisitazione del classico "Search & Destroy". Nonostante le origini punk/britpop,è il grunge di Mudhoney etc. la fonte principale dell'album: ne è prova la durissima "Numbskull", canzone accompagnata da un video scandaloso, mentre "Death Trip 21" è una non felicissima escursione nell'hardcore.

L'unico legame con il punkpop dei vecchi hits è rappresentato da "Wildsurf", un ironico omaggio ai Beach Boys: per il resto l'atmosfera del disco è a sorpresa cupa e disperata, eccezion fatta per la sognante (e bellissima) "Folk Song". Purtroppo non convincono del tutto la drammatica "Low Ebb","Burn Out" (sembra quasi una ballad anni '70 degli Who),la notturna "Aphrodite" e la radioheadiana "I'm Gonna Fall". In definitiva,"Nu-clear Sounds" sarebbe potuto essere un lavoro nettamente migliore ma non privo certo di ottime canzoni pur se poco usuali allo stile degli Ash.

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Riassunto del Bot

Nu-clear Sounds, secondo album degli Ash, rappresenta il passaggio a una maturità musicale con sonorità più dure e sperimentali. L'arrivo della chitarrista Charlotte Hatherley ha profondamente influenzato il sound, affiancando atmosfere cupe e grunge a qualche rimando punk e britpop. Nonostante non abbia raggiunto i consensi commerciali dell'esordio, resta un lavoro apprezzabile per il suo carattere unico e audace. Alcune tracce convincono meno, ma nel complesso il disco è una piccola perla sottovalutata.

Ash

Band rock nordirlandese formata a Downpatrick nel 1992 da Tim Wheeler, Mark Hamilton e Rick McMurray; in formazione dal 1997 al 2006 anche Charlotte Hatherley. Successo internazionale con 1977 e Free All Angels; fase più dura con Meltdown; scelta di pubblicare singoli con l’A-Z Series (2009–2010), poi ritorno agli album con Kablammo! (2015) e Islands (2018). Nel 2020 la raccolta Teenage Wildlife celebra i 25 anni di carriera.
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