Copertina di At The Gates The Red In The Sky Is Ours
aniel

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Per appassionati di death metal, fan di metal tecnico, cultori del metal anni '90 e curiosi delle origini della band
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LA RECENSIONE

Si continua sulla scia dell'EP di esordio, ma stavolta pensandoci, non mi viene in mente solo l'aggettivo plumbeo, ma anche lapidario, veloce, folle, tecnico. Questo secondo passo del gruppo appare cosi, ed è un ottimo punto di partenza per conoscerli, anche se (de-gustibus alla mano) i lavori successivi sono stati decisamente superiori. I pareri in questa sede infatti, possono benissimo dividersi, perchè secondo molti punti di vista, un album d'esordio come questo contiene elementi imprescindibili e mai più rivisti nei lavori successivi, che possono di diritto essere considerati fondamentali per attribuire al lavoro il titolo di miglior album della band. Ma, obiettivamente poi, hanno fatto molto meglio di quanto suonato in questo disco, in quanto sebbene il songwriting non manca di avere ottimi spunti, si focalizza comunque su di un death oscuro e prevalemente tecnico, senza mezzi termini.

Rispetto a "Gardens Of Grief", qui non troverete suoni sulfurei e ingrigiti, ma chitarre lanciate, drumming in continua evoluzione con repentini cambi di tempo e una voce più ruvida e dal tono più alto (orrenda per i miei gusti), che si avvicina di più allo standard degli album che seguiranno, ma che conferisce un carattere cavernicolo al lavoro. Non mancano idee compositive e in solchi come "The Scar" fatto solo di chitarra e voce, che suona molto pacata per circa un paio di minuti vi si ritrova quello che poi è stato elaborato con grande saggezza negli album successivi in pezzi strumentali quali "And The World Returned" e "Into The Dead Sky". In fondo si può dire che il tutto, non è cosi distante da quella che è la linea su cui gli At The Gates successivamente hanno operato, ma comunque è un disco meno maturo, e tra l'altro la registrazione (non proprio hi-fi) non mette in risalto quanto suonato.

Resta di fatto un album con caratteristiche interessanti che lo rendono appetibile a chi apprezza il genere, e potrebbe dividere i fans in due opposte fazioni, quelli a favore della prima era, e quelli della seconda: alle vostre orecchie l'ardua sentenza.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'The Red In The Sky Is Ours', secondo album degli At The Gates, sottolineandone il carattere tecnico e oscuro, con una produzione non hi-fi. L’album rappresenta un punto di partenza importante per conoscere la band, anche se i successivi lavori sono considerati superiori. Divisivo tra i fan, offre spunti compositivi interessanti che saranno sviluppati in seguito.

Tracce testi video

01   The Red in the Sky Is Ours / The Season to Come (04:41)

03   Through Gardens of Grief (04:02)

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06   Claws of Laughter Dead (04:02)

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07   Neverwhere (05:41)

09   Night Comes, Blood Black (05:16)

10   City of Screaming Statues (04:37)

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At the Gates

Gruppo svedese di Göteborg formato nel 1990, tra i pionieri del death melodico. Dopo una prima fase culminata con Slaughter of the Soul (1995) e lo scioglimento nel 1996, sono tornati dal 2007 pubblicando nuovi album nel 2014, 2018 e 2021.
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