Copertina di Atlanta Rhythm Section Atlanta Rhythm Section
pier_paolo_farina

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Per appassionati di southern rock, fan del rock classico anni '70, amanti di band poco note e cult, musicisti e storici della musica americana.
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LA RECENSIONE

Per il passatempo mio e di quel manipolo di utenti che mi segue con interesse, dedicherò una parte di quest’estate a colmare il grosso buco persistente in questo sito riguardo alla discografia degli Atlanta Rhythm Section, ottima formazione di rock sudista attiva dal 1972 ai giorni nostri, anche se è da più di un quarto di secolo che non producono musica inedita.

Ma perché tale soggettivo incaponimento? La classifica storica e massmediatica dei gruppi del cosiddetto Southern Rock recita, per le prime tre posizioni, più o meno:

  1. Allman Brothers
  2. Lynyrd Skynyrd
  3. ZZ Top

La mia personale è peraltro ben diversa:

  1. Atlanta Rhythm Section
  2. Blackberry Smoke
  3. 38 Special

Perciò la mia iniziativa è dovuta a franco e sempiterno amore, misto a riconoscenza ed ammirazione per tale realtà musicale, semi sconosciuta dalle nostre parti pur essendo dotata di classe e consistenza musicale ben superiori ai compagni di cordata in ambito Southern.

Questa loro prima opera è del 1972, la Sezione Ritmica di Atlanta smette qui di suonare nei dischi degli altri e si mette in proprio, assoldando un discreto cantante tal Rodney Justo che durerà solo lo spazio di questo esordio, salvo essere recuperato negli anni duemila per reiterare sui palchi d’America il cospicuo catalogo della band.

L’album è piacevole ma ancora poco incisivo, in definitiva il meno interessante di carriera. Segnalo solo l’ottima “Another Man’s Woman (It’s So Hard)”, poi ripresa nel quinto album e dilatata sul palco, con quella sua coda strumentale resa da urlo. Distintivo poi il fatto che, per ora, in formazione vi sia un solo chitarrista (del resto eccellente, anzi… un maestro!), fatto inusuale nel rock sudista.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'esordio del 1972 degli Atlanta Rhythm Section, una band di southern rock spesso sottovalutata in Europa ma con un livello musicale superiore alla media. Pur essendo meno incisivo rispetto ai lavori successivi, l'album presenta già elementi distintivi come il talento del chitarrista e la canzone 'Another Man’s Woman'. L'autore mostra un profondo amore e riconoscenza verso la band, proponendo una rivalutazione del loro contributo nel panorama rock.

Tracce

01   Atlanta Rhythm Section (00:00)

02   Back Up Against The Wall (00:00)

03   Love Me Just A Little (00:00)

04   Baby No Lie (00:00)

05   All In Your Mind (00:00)

06   Earnestine (00:00)

07   Forty Days And Forty Nights (00:00)

08   Another Man's Woman (It's So Hard) (00:00)

09   Days Of Our Lives (00:00)

10   Yours And Mine (00:00)

11   Can't Stand It No More (00:00)

12   One More Problem (00:00)

13   Wrong (00:00)

14   Cold Turkey, Tenn. (00:00)

15   Will I Live On? (00:00)

16   A Livin' Lovin' Wreck (00:00)

17   Superman (00:00)

18   What You Gonna Do About It? (00:00)

19   Conversation (00:00)

20   Redneck (00:00)

21   Make Me Believe It (00:00)

22   Back Up Against The Wall (00:00)

23   It Must Be Love (00:00)

Atlanta Rhythm Section

Atlanta Rhythm Section è una band di Southern rock nata a Doraville (Georgia) da turnisti dello Studio One con il produttore Buddy Buie. Celebre per il suono elegante e rotondo, ha firmato hit come So Into You, Imaginary Lover e la cover Spooky, con vertici live in Are You Ready?.
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