Copertina di Atlanta Rhythm Section The Boys from Doraville
pier_paolo_farina

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Per appassionati di southern rock, fan degli anni '70-'80, amanti della musica rock classica e dei gruppi storici come gli atlanta rhythm section
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LA RECENSIONE

I ragazzi di Doraville sono loro, i sei musicisti del gruppo effigiati in copertina, per una volta non disegnata e che rinuncia pure al loro bellissimo logo ARS, sostituendolo malamente a mio vedere. Lo studio di registrazione dove si sono conosciuti e poi messi insieme realizzandovi tutti i loro dischi sin qui (visto che apparteneva al loro produttore), si trova(va) in questa cittadina georgiana immortalata nel titolo, appena fuori Atlanta un po’ come Monza rispetto a Milano, o Tivoli per Roma.

In primo piano ci sta guardando il frontman Ronnie Hammond, quello dalla voce sexy ancorché sufficientemente forte e grintosa da imporsi anche sopra la spinta rock dei compagni. Il cicciobello occhialuto è il bassista Paul Goddard, affezionato per la vita al suo Rickenbaker che non è esattamente uno strumento da southern rock (è quello che usa McCartney, che usava Chris Squire negli Yes…) ma tant’è, lui lo sa far rendere benissimo.

I due chitarristi del gruppo sono dietro al cantante. Il fuoriclasse Barry Bailey sta a sinistra mentre la sua validissima spalla J.R.Cobb, specialista della slide guitar, è il baffo al centro della foto. Il corpulento pianista Dean Daughtry è invece sullo sfondo, quello con la zazzera volante, e sopra di lui sta arrampicato il nuovo batterista giacché quello originario se n’è andato, perché voleva fare solo rock e non gli piacevano le ballate cattura-gnocca di Hammond.

Il disco è un passo indietro rispetto agli ultimi due, tre, quattro lavori precedenti. Pur tuttavia contiene un paio di gemme, la più fulgida delle quali s’intitola “I Ain’t Much”: che dire… rotola sapiente e suggestiva dal primo all’ultimo secondo, ripiena di una musicalità calda ed energica, vibrante, giusta, nobile.

L’altro contributo distintivo “Putting My Faith in Love” è meno mirabilmente scorrevole dell’altra ma ugualmente ripiena di melodia, fascino e attributi virili. Si muove in maniera più discontinua, con esitazioni e riprese fa la sua bella figura. Encomiabile comunque anche “Next Year’s Rock’n’Roll”.

Il disco vende assai meno dei precedenti. La casa discografica Polydor, che si era abituata troppo bene, provvede prontamente a scaricarli senza troppi complimenti. D’altronde è il 1980 e c’è da andar dietro alla novella New Wave… Ma va a cag…! (Prendo a prestito una pubblicità Assi Auto, col tipo che ferma a metà l’improperio perché la figlioletta è lì che ascolta).

Solo quattro stelle, ma è un episodio. Verranno nuovi grandi album, anche se purtroppo la popolarità della band prende d’ora innanzi una china discendente, che non riusciranno sostanzialmente ad arrestare.

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Riassunto del Bot

The Boys from Doraville degli Atlanta Rhythm Section è un album del 1980 che mostra un leggero passo indietro rispetto ai lavori precedenti, ma contiene ancora gemme musicali di grande valore. La voce di Ronnie Hammond e la chitarra di Barry Bailey spiccano in un disco ricco di melodie calde e vibranti. Nonostante un calo nelle vendite e la pressione della New Wave, il disco mantiene fascino e qualità. La band affronta una fase di minor successo, ma rimane degna di nota nel panorama southern rock.

Tracce

01   Cocaine Charlie (04:53)

02   Next Year's Rock & Roll (05:20)

03   I Ain't Much (04:23)

04   Putting My Faith In Love (05:10)

05   Rough At The Edges (03:16)

06   Silver Eagle (03:51)

07   Pedestal (02:49)

08   Try My Love (04:04)

09   Strictly R & R (04:41)

Atlanta Rhythm Section

Atlanta Rhythm Section è una band di Southern rock nata a Doraville (Georgia) da turnisti dello Studio One con il produttore Buddy Buie. Celebre per il suono elegante e rotondo, ha firmato hit come So Into You, Imaginary Lover e la cover Spooky, con vertici live in Are You Ready?.
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