Copertina di Louis Ferdinand Celine Viaggio al termine della notte
mojo

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Per lettori appassionati di letteratura filosofica e narrativa francese, amanti di testi intensi ed emozionali
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LA RECENSIONE

Si può essere schiavi di se stessi o schiavi e basta, cioè essere troppo o essere niente.

Ferdinando ovviamente era troppo e non era arrivato, come dice alla fine del romanzo, a fottersene di tutto.

Fottersene di tutto e rimanere sani è l'unico principio filosofico degno di questo nome.

Solo che la filosofia è sostanzialmente l'impossibile e il disgusto può prendere strade inaspettate.

“Nelle case non c'è niente di buono” diceva Ferdinando e lui, come tutti quelli che son troppo, ha chiuso la porta a doppia mandata.

Nelle case si marcisce e solo la strada è buona...la solita eterna poetica del viandante...in questo il caso il viandante urbano, che le strade di campagna fanno schifo e non portano da nessuna parte..

Ecco bisogna fottersene e essere viandanti...anche se questa è solo poesia...Ma gli uomini, appunto, capiscono solo i soldi e la poesia, cioè un cazzo di niente.

(poi certo la più fiammeggiante prosa del secolo...) trallallà...(ovvero la più fiammeggiante musica del secolo) trallallà trallallà...(che la scrittura è musica) trallallà trallallà trallallà

ps: ho messo filosofico, ma è un romanzo...

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Riassunto del Bot

La recensione di 'Viaggio al termine della notte' esplora la profonda filosofia e il disgusto esistenziale di Céline attraverso la figura di Ferdinando. Il romanzo si presenta come un viaggio musicale e poetico, in cui la strada diventa metafora di una fuga dalle costrizioni domestiche. L'autore sottolinea la forza della prosa di Céline, poetica e fiammeggiante, capace di parlare direttamente all'anima del lettore.

Louis Ferdinand Celine

Scritore francese noto per Viaggio al termine della notte (1932) e per uno stile colloquiale e musicale; figura controversa per la pubblicazione di pamphlet antisemiti.
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